Era tanto tempo, che non rimanevo seduta per terra a riflettere,mi ricordava molto quando ero bambina ,nei miei momenti di solitudine,quei momenti che solo un bambino può avere,senza capire la sua sofferenza interiore.
Già un dolore inconcepibile,incontrollabile,il silenzio che ti separa dal resto del mondo.
Un mondo caotico,chiuso fuori dalla porta della mia camera.
La prima volta che incontrai il mio amico immaginario fu proprio lì,in quei momenti,forse ne ho avuti tanti di amici così,prendevano corpo nei miei giocattoli e nelle mie bambole.
Ma lui era diverso,poteva anche essere femmina, ma per praticità l’ho sempre definito un “lui”.
Dal primo momento in cui apparve, o dalla prima volta in cui lo creai, beh fin dall’inizio insomma, non mi lasciò mai sola. ⁰
Poi una volta diventata grande,semplicemente si dissolse nel nulla.
Quella sera,quella strana sera riapparve, sbucò da dietro la carta stropicciata di un pacchetto di cracker,..-ciao!….ti sono mancato “L”.?-…
Sorrisi , -e tu che ci fai qui! Dai non farmi fare brutta figura, sai quante prese in giro se mi vedono parlare con te?…-, mi asciugai distrattamente un lacrima.
-Sono grande ormai…non ho bisogno di te- lo dissi piangendo.
Lo sentii ridere di gusto, -solo i bimbi piccoli piangono!!….- rispose con cipiglio deciso annuendo.
-Sono stanca…-risposi, -Quindi immagino che giocare con le costruzioni sia fuori questione…e se mangiassimo tanti chewingum, fino a non riuscire ad aprire la bocca!!! – disse .
NO! Sono troppo grande!!, risposi.
-Non si è mai troppo grandi per soffrire….non si è mai troppo grandi per essere felici…questa è una regola per tutti.- rispose.
-Dai non scherzare..- risposi.
-Mi racconti una storia?…ti prego!!! Mi sto annoiando….- domandò.
-Ti comporti proprio come un bambino sai….fammici pensare ok?-dissi infine.
-Va bene “L”. , ma niente di spaventoso o troppo smielato, non mi piacciono le cose troppo sentimentalose….- rispose.
-Ok, ti racconterò la storia, di un amico immaginario, che voleva diventare reale, lo chiamerò…..posso chiamarti Michael?, nel racconti intendo..-..gli chiesi.
-Si mi piace ha un suono dolce..ok..- rispose.
-“L”.?? …Michael è il nome di bambino coraggioso e avventuroso????- domandò.
-Non lo so, dipende da lui, le storie sono belle per questo, può accadere di tutto, ma finisce sempre bene-.gli risposi.
-“L” ???-
-Che c’è?- risposi.
– E se poi mi accorgessi di avere paura…- domandò ,accigliato come solo lui sapeva esserlo..
-Allora ci fermeremo e procederemo piano piano, fino a quando non avrai più paura-.
-Ti voglio bene ” L ” .- mi disse.
-Ti voglio bene anche io Michael-..sussurrai.
-Parli sottovoce !! …Perché?? , hai ancora paura che ti prendano in giro perché parli con me??- chiese.
-No, parlo piano perché di la sta dormendo la mia bambina, non voglio svegliarla, …- risposi.
Lui ridacchiò e poi rimase pensieroso per un po’.
-A che pensi?..- gli domandai curiosa.
-Stavo pensando di chiederti una cosa…-disse .
-Cosa?..dai non fare il misterioso….??- incalzai.
-Se tu un giorno,dovessi avere un maschietto, potresti chiamarlo Michael?…insomma dargli il mio nome,così non dovrò sparire quando crescerai e non avrai più paura..-domandò.
-Certo…ok, lo chiamerò come te…Michael..-
– “L”.?? …e la storia che mi avevi promesso???- domandò.
-Ah ..si-
C’era una volta un amico immaginario, che volle diventare un bambino e chiamarsi Michael .

Bel testo molto piaciuto, buon proseguimento.