Leggere scrivere e pubblicare Racconti online su Owntale

Una piattaforma ricca di funzionalità dove pubblicare, leggere e scrivere racconti gratuitamente. Mettiti alla prova e raggiungi il punteggio milgiore!

Ho appena staccato dal lavoro, sono teso, stanco e incazzato con il mondo intero. Non ho voglia di nulla, anzi forse ho necessità proprio del nulla…la solitudine altera e perenne di Robinson Crusoe prima che quel rompicoglioni di Venerdì finisse per trovarlo anche lì. O forse quella dell’astronauta perso nello spazio con un computer psicopatico di nome Hal che tenta di affogarlo nel buio cosmico; quel maledetto occhio rosso. Faccio per uscire dall’ufficio quando il telefono suona: “Eh no, adesso proprio no!” Urlo esasperato, poi mi trattengo dal lanciare l’apparecchio dall’altra parte dell’ufficio. Non so come ma in quel suono ripetitivo leggo come un messaggio d’aiuto e non le solite tediose chiamate di lavoro. Alzo la cornetta, dall’altra parte mi accoglie un rantolo sordo: “Presto vieni giù, Prospero ha chiesto di te!” Un brivido percorre la mia spina dorsale più volte, ho riconosciuto in quel tono sgraziato e arrogante la voce di Hans, il barista.

Se ha chiesto espressamente di me, vuol dire che sta per morire. Si racconta che non abbia chiesto notizie di sua moglie Gina nemmeno quando è morta. Era troppo preso dalle visioni che la sambuca gli donava dopo il tredicesimo bicchiere. Fu allora che giurò di smettere di bere, al funerale. Promesse da marinaio mantenute a metà, si è dedicato a qualcosa di più leggero, come la birra o i vinello. Questo lo fa sentire bene, alleggerendolo dai sensi di colpa.

Mi precipito al bar “La canaglia ubriaca” dove trovo Hans in preda a convulsioni isteriche: “Ti sta cercando da ore!” Sbraita, la sua testa sudata, rilucente e glabra riverbera con nitore perfetto la luce del faretto poco distante.

Mi avvicino a Prospero, ancora seduto al posto che il destino gli ha assegnato nel mondo, il suo sguardo è fisso, catatonico e spento. Si riaccende solo nel momento che lo incrocio sedendomi di fronte a lui.

“Ti ho cercato” dice.

“Lo so”. Rispondo con lo sguardo umidiccio.

Poi arriva la domanda che mi spiazza: “Dì mo’ su, hai detto che sei uno scrittore, vero?”

“Sì”. Il Monosillabo esce misto a sorpresa e dubbio, vuoi vedere che questo vagabondo avvinazzato mi ha fatto prendere un colpo per nulla?

Mi allunga un foglio formato A4 con sopra tracciati alcuni segni incomprensibili, scritto con una grafia tale che ognuno di loro pare bisticciare con l’altro.

“Stanotte non riuscivo a dormire, questa maledetta aria nello stomaco mi fa girare la stanza tutt’intorno, devo essere intollerante alla verdura”. Mentì con un candore destabilizzante. Sì, come se avesse mai assaggiato altro che non avesse un tasso alcolico.

“Ti piacciono i fumetti dei Supereroi, tipo l’Uomo Ragno, Superman e Ratman?”

Ok, qualcosa di estremamente sfigato nell’universo deve avermi preso di mira con tanta costanza e tanto amore. Biascico un altro “Sì” non troppo convinto.

“Allora leggi”. Ordina con una patina di orgoglio negli occhi.

Prendo il foglio e, incredibilmente riesco a comprendere quei segni oscuri, sono nomi di supereroi, con tanto di potere e qualifica; ma sono strani, molto strani.

“Te li voglio dare” sorride Prospero “io non me ne faccio nulla di questa idea sgangherata, tu invece che c’hai la fantasia dello scrittore, forse ne cavi qualcosa. Facciamo Fifi-Fifi!”

Un sorriso spunta nel mio viso reso ormai arcigno dagli oltraggi della vita. Mi pianto i miei occhiali da lettura…i miei occhi, come li chiamo io affettuosamente da qualche anno, e leggo.

Comincio con il primo:

Ruggin Man – Buoni – dopo un bagno radioattivo in una discarica inquinata dai rifiuti tossici scaricati da mafiosi, ha acquisito il potere di trasformare ogni metallo in ruggine; oro compreso.

Narcolessia- Cattivi – Il suo modo di parlare, monotono, ritmico e assolutamente insulso costringe le sue vittime ad addormentarsi immediatamente.

Sindrome Premestruale – Capo dei cattivi. Costantemente afflitta da una mestruazione cattiva, ha un carattere talmente acido che è in grado di irrancidire il burro a notevole distanza e di litigare con chiunque. Chi gli sta vicino diventa irritante e indisponente, discutendo con chiunque lo circondi.

Puzzola – Buoni – lo dice il nome stesso.

Testa di Martello – Capo dei buoni. Un naturale ispessimento dell’osso della calotta cranica, unita a una incapacità di calcolare lo spazio intorno a sé, ha fatto sì che, fin da bambino, picchiasse la testa così tante volte da irrobustirla come un pezzo di ferro.

Mammoth – Buoni- Un uomo gigantesco con una forza incredibile e con una incapacità cronica di provare dolore, CIPA-

Trivial Pursuit – Cattivi – Ti prende per sfinimento, chiedendoti ogni cosa di tutto lo scibile umano. Normalmente le sue vittime vanno fuori di testa!

Capitan Pallido – Cattivi – E’ un essere sfuggevole, che passa miracolosamente inosservato ovunque vada.

“Bello, e io cosa ci dovrei fare?” Chiedo.

“Ci fai un libro. Ti inventi una città, potremmo chiamarla “Genepy…ti piace Genepy? A me si, tanto”.

Non ne avevo alcun dubbio!

“Poi ci metti una situazione scabbrosa…”

“Si dice scabrosa”. Lo correggo.

“Sì, come dici tu, ci metti una situazione scabbrosa in cui i cattivi rapiscono il sindaco della città, il signor Johnny Walker e la sua segretaria, la bellissima signorina Mccallahan…”

“Sì, sposata con il dottor Rosolio”. Sorrido mente lui invece sta valutando la mia idea.

“Perché no? Poi ci metta una richiesta di riscatto. Quindi arrivano i nostri…”

“Il settimo cavalleggeri d’istanza a Bourbon”.

“Senti, se non ti piace la mia idea puoi dirmelo subito!”

2
0
Alcano
About

Cinquantasette anni e un sacco di e-book all'attivo, scrivo solo per passione e per appassionare, per dimostrare che si è sempre giovani per scrivere.

TAGS: -

Commenta il racconto di

Lascia un commento

5 Comments

  1. FilippoArmaioli
    FilippoArmaioli

    Mi delude per il fatto che attendevo il racconto della perdita della “verginità anteriore”! Simpatica la lista dei personaggi, mi ricorda alcuni miei racconti (credo che lo ho preso da Stefano Benni, maestro di comicità e di stili letterari).