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8 dicembre 2019:

Al rientro del mio viaggio in Inghilterra, sedevo in aereo, accanto a mia madre. Al mio posto preferito, accanto al finestrino, navigavo con lo sguardo sul Mar Celtico, rimuginando su quanto mi avesse sorpresa la scoperta di avere dei parenti inglesi. Per quanto ne sapevo, la mia famiglia aveva origini italiane sia da parte di madre che da parte di padre e non immaginavo che il lontano bisnonno materno di nome Alessandro (in verità Alexander) era nato e cresciuto fino all’ età di dodici anni nella cittadina di New Castle -una piccola frazione di Riverdale- che sorgeva sul mare, esposta sia di inverno che di estate a un tempo poco clemente.

Dopo la sua prematura morte aveva lasciato la sua casa e alcune proprietà alla sua famiglia, e visto che la sua vita si era svolta prevalentemente nella Penisola, le sue origini inglesi vennero, con il passare degli anni, sempre più dimenticate.

22 novembre 2019:

A fine novembre io e mia madre eravamo andate a Londra, approfittando del fatto che entrambe disponevamo di un fine di settimana libero da impegni. Infatti io, avevo finalmente qualche giorno di tregua dagli assidui impegni universitari, e lei ci teneva a sfruttare la momentanea assenza di mio padre, in viaggio per lavoro. Non capitava di certo raramente che lui dovesse mettersi in viaggio per congressi scientifici.

Inoltre, non c’era niente da fare: sia io che lei adoravamo l’ atmosfera natalizia londinese. Da quando ero piccola, cercavamo sempre di ritagliarci del tempo per fare un salto a Londra sotto Natale; per ammirare le meravigliose luci di Natale di Oxford Street, passeggiare nella zona di Carnaby, e infine arrivare a Covent Garden per vedere i lampadari adornati con il vischio. Riuscivo a dimenticarmi velocemente di tutta la frenesia delle settimane precedenti grazie a quell’ atmosfera. Complice nell’ aiutarmi a non divagare con il pensiero, probabilmente, era il fatto di essere costretta a cambiare lingua. Infatti, dover da un momento con l’ altro parlare solo inglese con le persone del posto, disponendo io in inglese di un ventaglio di vocaboli alquanto ridotto, mi faceva in qualche modo sentire un po’ impacciata, costringendomi dunque a impegnarmi al massimo in ogni momento.

Appena atterrate all’ aeroporto di Heathrow, dal momento che era già pomeriggio inoltrato, decidemmo di andare subito all’ hotel per depositare i bagagli e per rilassarci dopo lo stress del viaggio. L’ hotel vantava ben 165 anni di storia e di tradizione, e consisteva in un edificio di medie dimensioni esteticamente appariscente, e presentava al suo lato uno dei più famosi murales di Banski. Al suo interno, superate le porte automatiche, offriva un’ ampia sala di ingresso, collegata alla zona bar e alla sala ristorante. La nostra camera non era molto spaziosa, ma per un paio di giorni sarebbe stata più che sufficiente. Più tardi uscimmo per cena, rimanendo nel quartiere di Shoreditch, e optammo per un tipico piatto di fish and chips e bibita. Durante la cena parlando del più e del meno, mia madre si mise a parlare delle origini inglesi del suo bisnonno. Rimasi colpita dal fatto di venire a sapere questo “dettaglio” della nostra storia familiare solo all’ emerita età di sedici anni, e, lasciando cadere nel piatto le posate, con un’ espressione esterrefatta scolpita in faccia mi affrettai a chiederle delucidazioni a riguardo, con un tono misto tra sorpreso e scocciato. Lei mi spiegò che non aveva avuto modo di conoscere quel suo nonno, ma che suo padre quando lei era piccola le diceva che le sarebbe sicuramente tanto piaciuto, perché era un abile narratore e che l’ avrebbe senza dubbio incantata con una delle sue storie. Una delle poche storie che lei sapeva su suo nonno era che era un signore tanto colto quanto eccentrico, e che si dilettava a raccontare storie originali arricchite -per i più piccoli- da piccoli dettagli fantasiosi. A quanto pare Alessandro verso sera, dopo cena, spesso si accomodava sul comodo divano del soggiorno della loro casa in Toscana e raccontava ai suoi due figli cosa gli fosse successo durante la giornata. Lo raccontava in modo molto realistico e meticoloso, se non fosse che poi verso metà del racconto iniziava a inserire qua e là degli aneddoti alquanto insoliti, intrattenendo Amadeo (il padre di mia madre) e Prometeo; fino ad introdurli in un racconto fantastico pieno di creature magiche, colorate e divertenti che spesso facevano rotolare dal ridere i due bambini, che non erano mai stanchi di ascoltarlo. Di lavoro faceva il professore universitario, dove insegnava presso la Facoltà di Lettere Antiche di Pisa. Era un uomo molto colto e in particolare era un appassionato studioso della mitologia greca e latina.

Ascoltavo le parole di mia madre ma l’ espressione dipinta sulla mia faccia non cambiava:

“perché non me lo hai detto prima?” le chiesi con tono accusatorio, e di nuovo “di dov’era originario il bisnonno?”

“Cassie, sai che tra me e te non ci sono segreti, ma non ho conosciuto il nonno, e non so neanche molto sul suo conto, per questo non ti ho detto di più..” cercò di calmarmi lei.

La incalzai: “di dov’era?”

“il nonno era nato in una piccola cittadina sul mare, si chiamava Newcall- Newscal-Newcatl- Newcastle, mi sembra”. Si vedeva che faceva fatica a ripescare quei ricordi, e aveva assunto la tipica espressione di quando rifletteva su qualcosa, con il mento appoggiato sul palmo della mano e l’ angolo sinistro della bocca corrugato, mentre rivolgeva gli occhi in varie direzioni come quasi a cercare in quel piccolo pub la risposta alle mie domande.

Probabilmente a lei, che era una persona molto proiettata sul presente, e che nella vita cercava di aggrapparsi sempre a delle certezze, la scoperta di questo Professore “eccentrico” in famiglia, lasciava abbastanza indifferente. Però per me era tutta un’ altra cosa. Io non avevo ancora trovato delle certezze a cui aggrapparmi. Mia madre era metodica, precisa e puntuale, e queste erano caratteristiche che io alle volte le invidiavo. Io non avevo ben chiaro quali fossero le mie priorità, né avevo deciso come avrei impostato la mia vita negli anni a seguire, d’ altronde mi sembrava di avere innanzi a me un mare sterminato di possibilità dopo questi anni di studi. Mi caratterizzava una forte curiosità, che mi portava in cerca sempre di qualcosa di nuovo e interessante che prendesse la mia attenzione. La letteratura greca mi aveva sempre appassionata e la scoperta che a qualcun altro in famiglia piacesse -al punto di farne una professione- mi aveva in qualche modo accesa.

“almeno dimmi perché si è trasferito in Italia?”

“Cassie, tesoro, mi stai facendo molte domande.. io non ho risposte soddisfacenti da darti purtroppo”, disse abbassando lo sguardo verso il tavolino. Ero un po’ delusa da questo piccolo assaggio incompleto di verità. Mi guardò con un sorriso accennato sul volto “Cassie, perché non andiamo a farci un giro a Newcastle? Alla fine Londra la conosciamo già, potremmo fare una gita fuori porta a scoprire qualcosa di più sul tuo bisnonno, se ti va.” Sapevo che per Agatha, come forse un po’ per ogni madre amorevole, ciò che contava di più era vedere me contenta.

Così, sulla via del rientro all’ hotel, iniziammo a pianificare con accuratezza la partenza della mattina seguente. Nonostante fossero appena le nove di sera, poco dopo essere entrate nella nostra accogliente camera d’ albergo decidemmo di andare a dormire, in vista anche della partenza della mattina seguente.

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Camitopsecret

Medicine student

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3 Comments

  1. Alcano
    Alcano

    Uffa! Ti avevo già mandato un messaggio ma questo maledetto computer o questa disastrosa rete se lo è mangiato…dovesse casualmente rispuntare fuori sappi che è antecedente. E’ fisiologico che in questa parte del tuo romanzo tutto sia molto descrittivo e asettico e, a onor del vero non so neppure come aiutarti, non c’è niente che non vada, solo questo è quello che, al palato, ho provato io.

  2. Alcano
    Alcano

    Non riesco a capire cosa non va nel tuo racconto…almeno in questo inizio…ma non mi piace molto. Capisco che questa parte debba essere introduttiva alla “pancia molle” dello scritto ma mi sembra abbastanza asettica e descrittiva, fredda. Intendiamoci non scrivi male, anzi…