Uno
Lezione d’arte
L’estate è giunta alla fine, i tre mesi di relax in piscina o al mare si scontrano con le solite routine d’inizio settembre.Le finestre delle aule sono spalancate, i banchi raggruppati a due a due in file ordinate e le pareti dai toni grigi accolgono gli studenti ogni mattina. Catherine sfoggia la sua cultura durante la lezione di storia.
«Ragazzi, so che dopo tre mesi di lunghe dormite e di divertimento ricominciare la scuola è difficile; però dovete concentrarvi sullo studio se non volete incominciare male l’ultimo anno, perché vi ricordo che quest’anno avrete gli esami» annuncia il professore di storia. Ci sono certi alunni che alzano la testa, sebbene poco prima l’avessero appoggiata sulle braccia, e iniziano a guardare il professore come se stesse parlando in una lingua straniera, alcuni ritornano a dormire, invece altri, come Catherine, ascoltano la lezione prendendo appunti sul quaderno. L’ora del professor Freeze finisce quando il suono della campanella riecheggia tra aule e corridoi. Catherine si alza delicatamente dalla sedia e si avvia all’armadietto, dove fa cambio di materia. La prima campanella suona, segno che mancano poco più di cinque minuti alla seconda ora, e i ragazzi devono sbrigarsi a fare cambio di libri e di aula. Il corridoio pian piano inizia a farsi sempre più vuoto e silenzioso, lasciando poi che il suono della seconda campanella riecheggi nel corridoio, mentre Catherine si affretta ad entrare nell’aula di chimica. Con lo sguardo cerca un posto libero dove sedersi, ne nota uno, e si affretta
a raggiungerlo prima che qualcuno lo occupi. Alla sua destra ha il muro mentre a sinistra c’è una ragazza con la coda di cavallo color rame, occhiali da vista e delle lentiggini sugli zigomi. A interrompere il suo costante sguardo sulla ragazza è il professore di chimica che entra dando il buongiorno. Le prime cinque ore mattutine passano velocemente, e arriva l’ora di andare in mensa a pranzare. Catherine prende il vassoio, lasciando che la donna della mensa glielo riempia di buon cibo, dopodiché prende posto al tavolo, dove si siede ormai da quattro anni, con la sua migliore amica Isabelle.
P.S:Questo è l’inizio del mio libro che potete acquistare su Amazon sia in versione cartacea che in E-book, il titolo è Io credo in te, Emanuela Guzzetta. Cosa ve ne pare dell’inizio?

A me sembra promettente…ma, essendo un inizio è abbastanza informe.
Troppo poco per comprendere l’entità del racconto.