Leggere scrivere e pubblicare Racconti online su Owntale

Una piattaforma ricca di funzionalità dove pubblicare, leggere e scrivere racconti gratuitamente. Mettiti alla prova e raggiungi il punteggio milgiore!

Ho dieci anni e tra trenta ,nel duemila, ne avrò quaranta. Vivo alla fine della città dove i campetti da calcio,con la terra dura e l’erba secca, si trasformano in campi che un tempo erano arati e davano lavoro e vita ,adesso sono in attesa di ruspe e uomini che verranno a trasformarli in grandi condomini e fabbriche. Ci sono fossi, canneti  e vecchi cascinali abbandonati dove l’intonaco si sgretola pieni di scritte tipo Marino è un finocchio o Inter boia,ci sono discariche improvvisate dove a volto trovo tesori e vago tra questo mondo parallelo, spesso da solo a volte col mio cane Bobo che è un piccolo bastardino: abbaia molto si agita e ha sempre la lingua fuori ma mi vuole molto bene,lo capisco da come mi lecca la faccia e le mani  . Ho molti amici ma mi piace esplorare questa terra di nessuno da solo,a volte sono un astronauta, a volte un supereroe, a volte Tex che sta seguendo le tracce di Mefisto . Ci sono sentieri sottili che si dipanano tra l’ erba che ora , che siamo a metà primavera, rivela distese di gialli piscialetto ,vie solo tratteggiate che qualcuno ha disegnato la notte e che portano al riparo di un canneto o verso l’uscio divelto di un casolare ; qui, mi dice la mia mamma, e anche Antonio,che è più grande di me, quando è buio vengono gli uomini a baciarsi con le donne o i ladri che si nascondono dalle guardie. Ma di giorno non incontro mai nessuno,sento solo qualche rana che chiama dai fossi o le lucertole che scivolano tra i cespugli . Il gioco che mi piace fare di più e quello dell’astronauta : immagino di essere sulla luna e di camminare con il casco , lo scafandro e le bombole poi arrivano i mostri ma io con la mia pistola laser li uccido tutti e alla fine siccome sono buono vinco sempre io.  A volte arrivo sino alla casa grigia che è la più strana di tutte : ha solo una porta su un lato è piccola e bassa e ci sono solo due finestre strette e sottili , Antonio mi ha detto che era una casa dei soldati e che quando c’era la guerra si chiudevano dentro per sparare ai nemici . Dentro è molto buio e ho paura ad entrate anche se c’è Bobo con me, una volta ho preso la pila, che mio padre tiene sulla rastrelliera degli attrezzi in cantina, per vedere cosa potevo trovare, sono  entrato col cuore in gola non ho visto nulla solo polvere e silenzio..io pensavo di trovare scheletri di vecchi soldati fucili arrugginiti e sangue sul muro che testimoniava l’eroica difesa del solitario fortino poi ho cominciato a sentire un gran puzza e guardando bene con la torcia ho visto  in un angolo un gatto morto , Bobo era rimasto all’entrata vedevo la sua sagoma  stagliarsi nella luce si agitava e abbaiava io mi sono spaventato e ho cominciato a correre, mi sono fermato solo quando sono arrivato al campetto da calcio.  Per un po’ non sono più andato nei campi, sono venuti degli uomini con le ruspe hanno recintato un pezzo di terra e portato coi camion mattoni e sabbia; io con i miei amici Stefano e Luciano aspettavamo che i muratori se ne andassero e costruivamo nella sabbia delle grandi piste per giocarci con le palline di plastica, quelle che hanno dentro le facce dei corridori di bicicletta io ero il più bravo di tutti e ne ho vinte agli altri un sacchetto pieno,loro si sono stancati di perdere e hanno smesso di giocare,ho messo le biglie nel secondo cassetto vicino ai giornalini di Zagor.Le tengo lì,non si sa mai ,magari un giorno mi chiederanno una rivincita. Adesso siamo alla fine di giugno e fa molto caldo,ho smesso di portare Bobo con me, lui  vorrebbe bere dai fossi  ma l’acqua è piena di schiuma e le  rane morte galleggiano sulla superficie,non voglio che stia male e che gli venga il mal di pancia. Oggi sono arrivato alla casa dei soldati voglio entrare di nuovo ed esplorarla tutta,mi sento coraggioso e non ho paura di nulla. Sono Flash Gordon, col casco coi tubi laterali e la tutina attillata, che sta galleggiando al di fuori della grande nave,devo entrare per quella porticina piccola e minuscola uccidere tutti i marziani,cattivissimi e mostruosi,per liberare gli ostaggi ,nessuno può sconfiggermi e accendo la torcia che è la mia pistola laser. Dopo pochi passi all’interno improvvisamente la luce della lampada si spegne,ma il buio non mi avvolge,un chiarore azzurro comincia a diffondersi ma è una luminosità strana che non mi fa distinguere l’ambiente. D’ un tratto vedo emergere una specie di grande scatola di metallo con dei tentacoli che si muovono frenetici e una luce rossa che pulsa sulla sua parte superiore, mi rendo conto che è questa cosa che diffonde intorno questo chiarore,dovrei avere paura fuggire a gambe levate ma mi sento calmo e tranquillo poi sento come un flusso di parole che non hanno suono arrivare direttamente dentro di me: Non temere io sono Kagiuk,segnalatore di seconda classe,non voglio farti male … sono Kagjiuk il segnalatore …..  Un segnalatore..un marziano ,pensai , deve essere come una specie di guardiano del faro planetario che informa i suoi amici se ci sono uragani cosmici o tempeste magnetiche che arrivano. Oppure è qui per avvertire noi,per segnalarci l’arrivo di qualche catastrofe o indicarci le strade del futuro che, pensando ai corpi galleggianti delle rane morte, non si preannuncia certo molto roseo, ero confuso e incuriosito quando un altro flusso ancora più pacato soave e tranquillizzante del precedente mi investì … Non temere amico mio,non voglio sondare il tuo corpo iniettandoti minuscoli ragni bionici che entrino nel tuo cervello per scoprire ogni tuo pensiero, non voglio impiantarti rivelatori sub atomici dentro alle orecchie per sapere dove sei,quello che dici e quello che ascolti, non voglio entrare con un tentacolo dentro al tuo naso per introdurti il chip del comando che ti renderebbe un mio schiavo, potrei fare tutte queste cose,ma non oggi e te lo dico non per spaventarti o minacciarti ma perché tu non abbia paura,io sono solo un segnalatore. La luce aumentò di intensità,era come trovarsi dentro un lampo azzurro,divenne così forte che chiusi gli occhi … amico …  sentivo nel mio cervello … guarda …. avvertivo sulla mia pelle un calore molto forte e mi sembrava che arrivasse l’eco di onde,riaprii gli occhi ed ero su una spiaggia solitaria e bellissima,il mare vicinissimo portava una brezza  dolce e un odore di salsedine oceanica,i miei piedi calpestavano una sabbia dorata e finissima e intorno non c’era nessuno, nessuna costruzione,nulla.  Neanche un ombrellone,non come quando vado al mare con la mamma e il papà a Cesenatico,la  ce ne sono tantissimi che sembrano infiniti e tutti vicini uno all’altro .Forse sono su un altro mondo o nel mar dei sargassi dove una volta navigavano l’Olonese e Morgan  …. Non importa dove siamo, guarda lì vicino a te … disse la voce,ai miei piedi,davanti a me,con immenso stupore vidi il sacchetto delle biglie ….  Il segnalatore,davanti a me,pulsava come se fosse impaziente,da un suo tentacolo pendeva un sacchettino,dal rumore che faceva,agitandosi nella brezza,capii che conteneva biglie … facciamo una partita … disse la voce.  I tentacoli di Kajiuk si mossero rapidissimi e frenetici,in pochi minuti la pista più meravigliosa che potessi immaginare si materializzò davanti a me: ponti,gallerie  che si inseguivano e si insinuavano, curve paraboliche e ardite trappole ad acqua che zampillava dalla sabbia .. Cominciammo a giocare,alcuni tentacoli del segnalatore provvedevano a restaurare i minuscoli crolli che avvenivano nella pista,ricompattavano la sabbia,ne inumidivano le parti che si seccavano troppo, giocammo per ore,non sentivo ne fame ne stanchezza ne sete,ero concentrato e deciso come non mai,ogni tanto la luce rossa sopra kagjiuk risplendeva e brillava ma lui per tutta la durata dello scontro non disse più nulla. Alla fine io avevo due sacchi pieni di biglie. Il segnalatore brillo più intensamente del solito e vidi apparire tra i suoi tentacoli due sfere una bianca e una nera …. La prima,disse, serve ad annullare il tempo e tu ti ritroverai nello stesso posto dove ti ho incontrato come se fossero trascorsi solo pochi minuti, la seconda ,serve per cancellare la memoria di tutto quello che  è accaduto tra di noi … Aspetta un attimo,dissi, usa solo la prima,io non voglio dimenticare la più bella partita della mia vita e voglio ricordarmi di te,perché non si può giocare tanto tempo ne ci si può divertire così tanto senza essere amici, non ti tradirò,non dirò nulla, … Il segnalatore diventò blu scuro poi giallo poi scomparve. Mi ritrovai sdraiato nell’erba dietro ad una porta del campetto a poche decine di metri da casa mia,frastornato e confuso. Corsi veloce verso casa e aprii col cuore in tumulto il secondo cassetto e accanto ai giornali di Zagor vidi che c’erano due sacchetti di biglie.

Ho quaranta anni e siamo nel duemila potrei raccontare tutta questa storia e forse qualche fanatico dell’area 51, qualche accolito del viaggio astrale  o qualche amico dei grigi mi crederebbe ma io,da qualche parte, ho ancora due sacchi di biglie e non sono solito tradire gli amici.

3
0
Coriolano
About

I classici dell'ottocento sono i miei preferiti, adoro la fantascienza e la letteratura sudamericana di solito leggo più libri alla volta ora sto rileggendo Moby Dick e ho iniziato I sonnambuli di Broch

Commenta il racconto di

Lascia un commento

2 Comments