Leggere scrivere e pubblicare Racconti online su Owntale

Una piattaforma ricca di funzionalità dove pubblicare, leggere e scrivere racconti gratuitamente. Mettiti alla prova e raggiungi il punteggio milgiore!

Prima parte CAPITOLO 1

ALLEANZA

Era appena mattina quando un drago attaccò il villaggio. Le abitazioni furono presto distrutte così come le coltivazioni e tutto il resto. Gli abitanti erano in preda al panico, i soldati portavano via i feriti e scagliavano frecce contro il drago che non subiva nessun danno. La sua corazza era scura come la cenere e i suoi artigli affilati, soffiava aria talmente calda che prendeva fuoco qualunque cosa il suo fiato sfiorava. Ma non era l’unica minaccia. Un individuo incappucciato con veste blu notte urlava parole incomprensibili, dopo di che si rivolse al Re di quelle terre. << Sarete spazzati via, voi e quei luridi elfi! >>.
Poi il drago gli alzò una barriera di fuoco dinanzi con un solo soffio così che il suo padrone potesse allontanarsi senza eventuali attacchi.
Quel pomeriggio il Re Philipe era impegnato in una riunione. << Sono sicuro sia opera degli elfi! >>.
Se ne stava in piedi insieme al capo delle guardie Herald ed alcuni degli jarl dei villaggi delle terre di Zarandarr intorno un tavolo con su una pergamena raffigurante una cartina, finché Luis non fece eruzione. << Padre! >>.
<< Luis, quante volte ti ho detto di non interromp- >>
<< Abbiamo subito un altro attacco in uno dei villaggi! >>
<< Due nello stesso giorno! >>
<< Le guardie hanno arrestato un presunto colpevole >>
<< Avete eseguito l’interrogatorio? >>
<< Continua a ripetere di non saper nul- >>
<< Scuse! Ricorda che è un elfo! >>
<< Ma questo non vuol dire che… Io penso che- >>
<< Cosa pensi?! >> ribatté il Re sfidandolo con lo sguardo.
<< Nulla padre, prenderò provvedimenti. Mi ritiro >>
Luis lasciò la sala delle riunioni con rassegnazione. Non voleva contraddire le idee del padre, sapeva che farlo gli sarebbe costato ore di discorsi sui propri doveri e su quanto gli elfi siano pericolosi.
Gli umani erano in conflitto con gli elfi ormai da secoli ma mai il regno di Zarandarr si aspettava degli attacchi diretti poiché tra le due specie sorgeva un patto. Zarandarr era una terra molto vasta e ricca di agricoltura e villaggi, e al Nord di essa confinava con una foresta che la divideva dalle terre elfiche, ecco perché gli umani la chiamavano Foresta Proibita. Il patto era di non superare quel confine per mantenere la pace. Ma il Re odiava quei sudici elfi (così li chiamava), li incolpava di qualunque cosa anche se la verità era che non erano tutti cattivi e questo Luis lo sapeva, ma le sue parole non riuscivano mai a far aprire gli occhi al padre.

Intanto, nel campo di addestramento Matt cercava di comunicare con Luis. << Perché ti irrita così tanto? Lo sai com’è fatto tuo padre riguardo i tipi dalle orecchie a punta. Poi come spieghi gli attacchi avvenuti ultimamente? >>
<< Lo so bene! Ma non sono tutti perfidi come crede. Anzi, mi sembrano tanto simili a noi, alle volte… >>
<< E per quel ragazzo di oggi, vero? >>

Luis scagliò una freccia verso il manichino impigliato ma lo mancò di un pelo e irritandosi si allontanò verso le scuderie. Matt cercava le parole adatte per consolare il suo amico, in fondo nessuno lo conosceva meglio di lui visto che erano amici fin da quando rimase orfano e il Re lo prese in custodia nominando poi scudiero di Luis. Di certo lui non aveva la stessa importanza dell’unico e vero erede di Zarandarr ma aveva almeno il compito di proteggerlo.
<< Luis, cosa ti prende?! >>
<< Ricordi quando eravamo soltanto dei fanciulli? Nessuno giocava con noi perché tu ” cocco del Re ” ed io ” principino viziato ”. Poi ricordi QUEL bambino? Lì capii quanto siano simili a noi… >>
La faccia di Matt si intimorì ricordando quel giorno in cui erano ancora bambini e incontrarono un piccolo elfo dagli occhi blu nascosto nelle scuderie.

<< Vi prego, aiutatemi! Non sono cattivo! >>
Matt stava per allarmare le guardie non appena vide il bambino elfo nascosto tra le ceste della scuderia ma si fermò quando vide che Luis porse la mano al bambino. << Giochi con noi? >>.
Dopo qualche giorno Matt accettò di avere come nuovo compagno di giochi un elfo nonostante era un po’ geloso. Ma i giochi non durarono a lungo poiché il Re scoprì il loro segreto e mise in impiccagione il loro nuovo amico. Da quel giorno Luis tenne del rimorso dentro sé e non dimenticherà mai gli occhi blu di quel bambino avvolti da una folta chioma scura.

Quelle immagini fecero scendere un paio di lacrime a Luis che nascose asciugandole. << Andiamo, continuiamo l’allenamento >>.
<< Che intenzione hai di fare col ragazzo? >>
Luis si soffermò rassegnato. << Non lo so… >>.

Era ora degli interrogatori e Luis doveva assistere a quello del nuovo arrivato. Meeradge era un elfo dai capelli color rosso fuoco che coprivano grande parte del volto con ciuffi lunghi fino al mento. Il suo corpo era esile e pallido e continuava a dimenarsi provando a liberarsi dalle catene di ferro che lo tenevano fermo su una sedia. Questa procedura veniva usata solo sugli elfi poiché il ferro non gli permetteva di controllare i propri poteri, solo in rari però erano immuni a questa procedura.
<< Perché ti trovavi nel villaggio?! >>
<< Vi ho detto che stavo cercando del cibo! Non appena ho visto l’incendio sono corso via! >>
<< Mi sembra ovvio che hai appiccato l’incendio per fuggire col cibo! >>
<< Volevo solo portare del cibo a mia sorella! È malata, vi prego! Io non- >>
L’uomo robusto, non che l’addetto alle interrogazioni e torture, tirò un colpo sul volto del ragazzo per farlo zittire. << Vuoi che ne dia un altro?! >>.
<< Basta così! Ci penso io adesso >>
Luis si intromise senza dar nell’occhio la sua preoccupazione verso il ragazzo, poi sfidò l’uomo con lo sguardo ed esso lasciò la stanza.
<< Stai bene? >> chiese al ragazzo.
<< Ho detto soltanto la verità… >>
<< Qual’è il nome di tua sorella? >>
<< Elsa. È solo una bambina >>
<< Dove si trova? >>
<< Ehm… Nel bosco vicino i confini. Noi, cioè io sono andato via dal mio villaggio e lei mi ha seguito. Poi si è ammalata… >>
<< Cercherò un modo per aiutarti ma tu devi aiutare me. Devi dirmi chi è che attacca i nostri villaggi, e perché? >>
<< Ermes… >>
<< Ermes? >>
<< Lui può darti delle risposte. Penso che si trovi tra queste celle >>
<< Quel vecchio barbone?! >> disse Luis incredulo.
Meeradge con aria perplessa annuì. Poi insieme raggiunsero la cella in cui si trovava Ermes: un vecchio dall’aria spensierata, voce bassa, una folta barba bianca e orecchie a punta nascoste dai capelli arruffati. A prima vista sembrerebbe un uomo come gli altri ma gli elfi dotano di canini appuntiti e occhi allungati con iride vasta di colori sgargianti, infatti molti di loro usavano cappucci e maschere quando si avvicinavano ai confini per non essere riconosciuti se si incrociavano umani.

<< Luis, caro Luis! >>
<< Ermes, vecchio pazzo Ermes! >>
<< Vedo che siete in compagnia di un mio caro conoscente >>
Ermes sembrava sfidare Meeradge con un tono di rimprovero ma lui se ne stava immobile dietro Luis con le catene ai polsi, così come Ermes se ne stava tutto il giorno: seduto in silenzio con le catene ai polsi e caviglie.
<< Siete venuto a togliermi da queste fastidiose catene? >>
<< Hai ucciso uno delle nostre guardie e provato più volte a scappare, come pensi che io-? >>
<< Dovete chiedermi qualcosa? >>
<< Non cambiare argomento! Sono venuto a chiederti riguardo gli attacchi che >>
<< Oh, si. Io vedo >>
<< Cos-?! >>
<< L’elfo , si >>
<< Puoi essere più chiaro?! >>
<< Una razza di elfi provenienti dal Nord hanno una particolare voglia di vendicarsi >>
<< Dimmi di più >>
<< Elfi scuri: scacciati secoli fa da queste terre per via della loro ossessione per la magia oscura e l’odio verso gli umani adesso vogliono riprendersi il loro territorio >>
<< Dove si trovano? >>
<< Non lontanissimo >>
<< Come fai ad esserne sicuro? >>
<< Figliolo, le catene non possono nulla contro la mia mente! Vedo ogni cosa! >>
Ermes se la rise dando l’aria di essere un vecchio burlone ma Luis era altrettanto serio e impaziente di capirne di più.
<< Ah, vi servirà l’aiuto della magia >>
<< Come sarebbe?! >>
<< Non sono elfi che avete già combattuto. Si stanno preparando ad una guerra che avrà inizio tra sedici giorni. E non potrete sconfiggerli da soli. Sono più forti. Immuni al ferro, e agli amuleti >>
<< Non c’è altro modo? >>
<< Fidati. Conosco della gente affidabile che vi darà aiuto >>
<< Chi mi dice che non sia uno scherzo?! >>
Ermes afferrò improvvisamente la mano di Luis ed una visione gli invase la mente: terre in fiamme, gente morta, bambini in cerca della madre dispersa, uomini feriti, elfi terrorizzati ed un sorriso soddisfatto. Tutte queste immagini che gli scorrevano davanti gli occhi lo fecero scombussolare.
<< Ti ho appena mostrato una parte del tuo futuro >>
<< È tutto vero… >>
<< Dovete trovarli. Alla foresta nera… Trova… Lei… >>
Gli occhi azzurri e socchiusi di Ermes si raattristirono d’un tratto prima di prendere sonno. Luis riprese il senno, indeciso se fidarsi. Meeradge gli si avvicinò cauto. << Dovresti fidarti. Ecco, non ha sbagliato mai le sue profezie… Se dice che ci sarà una guerra… >>
Qualcosa in Luis spinse a crederci. Fissò gli occhi di Meeradge che portavano due colori differenti: il destro era verde e il sinistro color ambra, ma teneva sempre lo sguardo basso che nascondeva questa sua particolarità. Poi andarono via insieme, Luis spiegò tutto a Matt e incappucciati attraversarono Zarandarr per raggiungere i confini del Nord dopo qualche ora. Tra i tre soltanto Meeradge era tranquillo poiché per lui non era un problema allontanarsi, ma per Matt e Luis poteva essere pericoloso addentrarsi nel terre elfiche . Arrivati ai confini, delineati da delle colonne in pietra distanti cinque metri l’una dall’altra, Meeradge saltò giù dal cavallo su cui era accompagnato da Matt e fuggì.
<< Quel pezzente! Lo seguo! >>
<< Lascialo! Gli ho dato la mia parola! >>
Matt ascoltò Luis irritandosi e lo affiancò. << Poteva guidarci fino la meta >>
<< Mi ha già indicato la direzione. A nordovest troveremo la foresta nera. Ci vorrà un giorno di cammino >>
<< Sei sicuro di quello che fai? >>
<< Diciamo di si. Voglio fidarmi >>
Doveva fidarsi di Ermes e degli elfi, ma soprattutto doveva conquistare la loro fiducia in qualche modo.

 

4
0

Commenta il racconto di

Lascia un commento

3 Comments