M’ascolti muta
dal tuo scranno del tempo…
E ti scorgo nelle pieghe d’un monumento,
nella risacca mossa da quel traghetto d’aprile
che nelle corna del cervo
se ne va tra le banchine dei moli.
E ti sento nel treno dei bimbi
nelle palme accarezzate dal libeccio.
Come un planetario nel suo cosmo
cerco ragioni al moto delle stelle,
ora che son pietra scritta sul discendere dei gradini.
Ora che…
I miei occhi non sanno più vedere,
ti scrivo nello sfioro consunto del marmo.
T’immagino in quello sguardo senza orizzonte
che cerca nel balzellare dei toni d’arancio
quella lacrima che dolcemente
possa ancora solcare il viso
d’un uomo vecchio.

Molto bella come sempre molto bravo.
Eh le corna del cervo pure in una poesia fan pensare al tradimento. Poi è solo un oggetto appeso.
La forma delle corna del cervo si riferisce a una particolare conformazione d’un porto naturale, ciao e grazie del commento!
Grazie. Ora devo scrivere 5 commenti.
Bellissima poesia complimenti. Molto intensa e nostalgica
Ti ringrazio per i complimenti!
[ #Gold ] RiversFlowsInYou87 ha donato 2 oro per questo post.
Nessun ricordo svanisce mai completamente, intensa e significativa, complimenti.
Grazie di cuore Genoveffa per il commento!
Molto bella complimenti davvero.
Ti ringrazio molto! Ti auguro buona giornata