Sono due ore che guido, la strada scorre sotto la mia auto silenziosa e scura, in lontananza si vede l’umidità che sale verso il cielo, è questo che nei deserti chiamano miraggio? Mi chiedo.
Un cartello mi passa accanto veloce, mi sembra di aver letto “autogrill”, ho bisogno di un caffè.
Il posto è vuoto, non vedo neanche il barista.
“Buongiorno!!!” dico a volte alta, qualcuno avrà sentito sicuramente. Aspetto.
Finalmente arriva, “Un caffè, grazie”, bevo il mio caffè pago ed esco.
Ancora due ore di strada e sono arrivato penso, il paesaggio comincia a cambiare si intravedono grossi massicci montagnosi sulla mia sinistra, dovrebbero essere le montagne della Maiella.
Conosco a memoria questa strada, oramai non leggo più i cartelli con le indicazioni.
E’ passata un ora, mi immetto nel raccordo per l’autostrada che costeggia il mare. Se aprissi il finestrino sentirei già odore di salsedine.
Qui il traffico è più fitto. Siamo vicini al mare e ci sono molte città e paesi, le persone si spostano da città a città continuamente, senza sosta. Mi fanno pensare ai Lemming per i quali esiste la metafora del suicidio di massa per sovra popolazione.
Sono quasi arrivato. Svolto per l’uscita dall’autostrada e mi avvio piano verso il casellante, pago e sono fuori e lontano dai Lemming.
C’è spesso una pattuglia della Polizia Stradale dopo il casello, qualche volta mi hanno anche fermato ma io sono sereno.
Adesso dovrei svoltare a sinistra per salire sulle colline per arrivare a casa ma decido di svoltare a destra verso Vasto, per vedere un po’ di mondo e sentirmi vivo.
Sulla Statale Adriatica non c’è traffico, è una strada che costeggia il mare, a quest’ora sono tutti sulle spiagge ad arrostirsi al sole, Vasto non è lontana… accellero.
Svolto per Vasto e sono in paese, nel centro storico. Parcheggio.
C’è la piazza principale con le panchine, mi siedo e mi rilasso, di fronte a me c’è un negozio di abbigliamento maschile. Mi alzo e mi avvio verso il negozio, voglio vedere che stile si usa a Vasto;
mentre mi avvicino vedo la commessa del negozio che, da dietro i vetri, mi ha visto e che sto andando proprio lì….. vedo anche che si tocca i capelli e si aggiusta il decoltè….. sorrido.
Sono dentro, la commessa mi accoglie con un sorriso smagliante “desidera?” “Cosa sta cercando di preciso? Vediamo se la posso aiutare” mi dice, “una camicia, vorrei vedere qualche camicia grazie” affermo.
Dieci minuti, sono passati solo dieci minuti e già conosco il suo nome, che viene spesso nella città da dove provengo e che le piacerebbe che io fossi un cliente fisso del negozio e che è un peccato che io abiti così lontano……. E mentre dice tutto questo continuamente si aggiusta i capelli e, sopratutto, il suo generoso decoltè………. È bella molto, molto bella.
Esco dal negozio e mi avvio verso l’auto, la commessa mi ha dato, senza che glielo chiedessi, un appuntamento per stasera alle 22,00 in quella piazza di Vasto. Queste cose ti fanno fare pace con la vita, sorrido. La vita può anche essere bella.
Sono nella mia auto e sto salendo le colline per arrivare a casa, sono arrivato e svolto nel vialetto.
I miei figli mi corrono incontro felici, penso alla commessa che alle 22,00 non mi vedrà arrivare.

Vasto, un bellissimo posto dove trascorrere le vacanze, ci sono stata🤗
Incontri fulminei con commessa accondiscendente.
La routine del viaggio in auto.
Quindi il rientro in famiglia.
Nella vita è indispensabile operare delle scelte.
Qualche refuso qua e là , piacevole tutto sommato.
Forse fuorviante, avrei voluto leggere di più su Vasto.. bellissimo paese… ed essere più descrittivo. Ma immagino la storia si sia concentrata sulla commessa e il suo decolte’ ?
Lui un po’ paravento..direi 😂
Esattamente.
E’ solo un breve racconto scritto in dieci minuti, un aneddoto. Era questa l’intenzione.
Se avessi scritto più approfonditamente su Vasto sarebbe diventato troppo lungo.