Leggere scrivere e pubblicare Racconti online su Owntale

Una piattaforma ricca di funzionalità dove pubblicare, leggere e scrivere racconti gratuitamente. Mettiti alla prova e raggiungi il punteggio milgiore!

Ero in una casa di una mia amica molto carina, meridionale diciottenne con capelli neri e che ho conosciuto su un social. Mi chatta che fa una festa se voglio venire e io per non perderla faccio chilometri in autobus rischiando perché non conosco gli orari, non so come torno e quando. Vabbé sono andato e son salito, ed era carina come nelle immagini dello smartphone da cui la guardavo. In casa ha un quadro con una serigrafia su una madonna, o una santa, una delle tante sante del sud che è un luogo pieno di santi. Io avrei preferito conoscere l’Irene amica di Giulia, ma stanno studiando per la maturità, o una delle due almeno. E poi stanno in Sicilia, laggiù è troppo lontano. Non so se Agrigento, Palermo, boh, quei posti. Quindi ho ripiegato sulla ragazza un po’ più vicina (ovvero meno lontana) perché io nella vita non sono coraggioso e quindi faccio le cose più scontate possibili senza mai osare. La mia amica mi ha parlato di come vorrebbe farsi un tatuaggio, ma teme che sia doloroso, e che si laceri la pelle fino a farla sanguinare. Non ci diciamo quasi niente altro però tutta la sera, lei esce a fumarsi le sigarette in terrazza e io sto con delle sue amiche che vogliono a tutti i costi insegnarmi a parlare in “corsivo”. Ma io non ce la faccio e le deludo. Però per un po’ ridono. E il tempo passa e io me ne vado, finché mi fermano dei tipi che vanno da lei e tanto mi rompono le balle che gli sono simpatico che mi spingono a ritornare. Vabbé, ero andato via senza salutare. E questi fanno casino fanno battute però mi annoio, e me ne rivado. Tutto un mondo di ragazzi che si chiamano “raga”,e non so accorgono che ho 40 anni. Finché poi esco a respirare e sento che parlano proprio forte altri tipi, saliti da poco. Urlano e scalciano, petano forte come cavalli Mustang riempiti di zuppa turca scaduta fatta di avena,fibre, cuor di zucca e fagiolata mischiata a ribollita. Sogno di incontrare Chaimaa Cherbal, perché sono proprio sognatore di bei sogni, e ecco che vedo un tipo che ride lassù sulla terrazza della mia amica. Vorrei salire su a vedere se posso dare una mano, se qualcuno da’ noia. Ma come ho detto non sono coraggioso. Ed ecco che sento altre enormi pete giganti, sono quei ragazzi mezzi uomini ma con cervello di neonato mongoloide. Prendono in giro un tizio che se ne sta solo, e pare un nonno, invece poveraccio ha la progeria e pare un folletto. (Non nel senso dell’aspirapolvere, ma dello gnomo). Ed ancora grandi rumori di pete e rutti, anzi ora sono soprattutto rutti al sapore di succhino, taurina o shottini a seconda di chi li emette. Per fortuna sono lontano dalle loro bocche, non sento gli aliti, ma m’immagino che delizie. (Altro che liquirizie). E vorrei ancora salvare la festa, ma forse mica ce la posso fare.Mi immagino Chaimaa vestita da angelo. E da diavolo. Ma non è tempo di fare di questi sogni a occhi aperti anche un poco troppo scemi. Poi mi accorgo che ho una canna in mano, ma non so chi me l’ha passata. Bestemmio, perché le canne dei giovani di oggi son tagliate con tabacco per risparmiare. Così io che non ho mai fumato vuoi vedere che prendo il tumore per colpa dei fighetti sfigati tirchi? La mia gola trema. Ci manca pure che abbia anche la sifilide, a questo punto. M’infetto di Covid, ma non muoio perché sono vaccinato. A infettarmi sarà stato uno di loro, quindi son tutti da ispezionare. Ho pure la mascherina in tasca ma non l’ho messa. Intanto però non ho ancora la febbre, sono solo stupito dalla maleducazione di quei tipi, e dalle tante pete. Forse hanno acceso una musica di nuovo genere e quei suoni erano le nuove hit del momento? Dubito. Dovrei essere pentito di essermi iscritto a TikTok, invece alla fine ho conosciuto gente nuova e ho vissuto notti come queste, indimenticabili. Domani sera ceno con un “rustico”, cioè un wurstel arrotolato dentro la pasta sfoglia. O la pasta fillo? Boh. Cuocio qualcosa. Domani. Intanto è caos, vedo solo volti che non conosco. Voglio andare via, ma anche restare. Una parte di me vuole essere utile. Coraggiosa. Anche se sa che non mi viene di cambiare così di punto in bianco solo perché servirebbe. Lascio quella città, e non so se tornerò. Cinque barboni cacano in un cavalcavia, ed evito per poco il marrone lasciato a terra dalla marmaglia. Sento però per un attimo l’odore, e credo che l’odore della morte debba essere un po’così: un misto tra ripieno di cadavere steso al sole e chewingum lercio.Merda del diavolo. Dovrei piangere ma non lo faccio. Se fossi una ragazza forse lo farei, o dovrei farlo. Devo dormire da qualche parte. Quindi torno indietro, e rivado a casa della mia amica ma c’è silenzio. Non si odono stormire né una quaglia né un cuculo. Che culo. Non c’è più nessuno. Dormo là sotto, non posso bussarle a tarda ora. Però dormo là, che almeno è un posto familiare. Dormo senza sogni, ma con troppa paura. Da lì a poco tornerò a casa, non so quando e come. Non credo che capirò mai quanto di quella notte sia successo e quanto mi sia immaginato. Però vabbé.

 

0
1
FilippoArmaioli

Scrivo su Alidicarta e Owntale. Teatro, romanzi e racconti. Sono il "Re" di una "Nazione Digitale" ("Utopia"). Scrivevo anche su MeeTale, ma è un sito chiuso.

Commenta il racconto di

Lascia un commento

6 Comments

  1. FilippoArmaioli
    FilippoArmaioli

    Lorenzo Ferrari, non ti piace il mio racconto, non ti piace il mio romanzo. Vediamo cosa sai scrivere tu. Così ti leggiamo.
    Facile mettere i DisLike così.
    Chi c’abbiamo in Italia, i giovani critici che scrivono opinioni ma non testi e vogliono dire la sua su campi non di loro competenza?
    Attendiamo i suoi capolavori…

    1. Slowpowke
      Slowpowke

      Mettiamo il semplice caso che io non fossi un docente universitario… mettiamo solamente il caso… La mia è stata un’opinione molto semplice: non mi è piaciuto il racconto, quindi metto un “non mi piace”, ovviamente non voglio che tu la prenda come un parere negativo, ma come un pensiero personale, che puoi apprezzare e non apprezzare, tuttavia non è oggettivo. Sorvolo il fatto dei giovani critici, lasciamo stare, non sono un critico, semplicemente ho espresso la mia opinione e ti ho suggerito come potrebbe essere cambiato.