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Come diceva sempre la buonanima di mia madre: “Se vuoi lavorare per mantenerti lavora, ma se non hai voglia di lavorare allora vai a Uomini e donne”.

Donna incredibilmente saggia mia madre, ha sempre voluto il meglio per me.

Fino a quel momento mi ero spaccato la schiena sballottando su e giù quei dannati mobili antichi che mio padre comprava in continuazione e poi spostava da un magazzino all’altro; un male cane quegli ossicini…in compenso, complice anche un po’ di palestra, ero diventato quasi prestante.

Ho aperto la mia partita IVA e sono andato a Roma per i provini.

Inutile dire che sono stato preso subito, anche se i test per entrare sembravano premiare i più scemi dei partecipanti, quelli senza in briciolo di vergogna e con un’autostima che trovava a fatica posto su un tir…io, insomma.

Mi avevano preso come corteggiatore e questo mi bastava al momento.

Che emozione il giorno dei provini, seduto su quelle seggioline da bar all’aperto, con la redazione del programma che mi guardava con lo stesso sguardo amorevole che ha un allevatore di mucche davanti alla mandria appena venduta alla McDonalds.

In un angolo, seduti di fronte una ragazza e un ragazzo si guardavano in cagnesco da un buon quarto d’ora, finchè si resero conto che l’anno prima erano stati fidanzati insieme per qualche tempo.

Si erano conosciuti nella più malfamata superdiscoteca di Milano Marittima, il Che Guevara balla in perizoma, nel parterre vip e lì si erano accorti che due belloni come loro, se si fingevano fidanzati avevano più possibilità. Di far cosa non so ma loro ne erano convinti.

“Facciamo così” disse lei, il cui nome era Gandolfa, “io mi introno e tu fai il mio corteggiatore”.

“Perché non mi dovrei intronare io?” Chiese lui, piccato.

“Perché mi sembri già abbastanza intronato! “Sentenziò aspra lei.

“E’ vero”. Convenne Pieralfonso.

“Allora è deciso; tra un paio di mesi io sceglierò te e noi usciremo da qui con un futuro assicurato, avremo torme di ragazzotti rimbecilliti che sborseranno fior di quattrini per venirci a vedere mentre beviamo un drink nei privè delle discoteche di tutta Italia”.

“Ma dopo un po’ ci lasceremo, vero?” Chiese preoccupato Pieralfonso, “la mia ragazza non vuole che frequenti le altre”.

“Neanche la mia!”

“Allora OK, è fatta…figooo” Grugnisce lui.

“Cazzaaa, sì”. Si eccita lei.

“Cool!” Enfatizza lui, facendo le corna rock.

“Vaffan…”. Risponde lei alzando il dito medio, dimostrando la sua pessima conoscenza dell’inglese.

E’ giunta l’ora di entrare nello studio, ci sediamo, poi, di punto in bianco una gran luce, e da quella si materializza una figura di donna vestita di bianco; pareva la Madonna e in effetti anche lei si chiamava Maria.

“Ben arrivati” dice guardando non noi ma le telecamere, quindi si capisce che sta parlando al pubblico a casa; a noi non ci fila nemmeno di striscio.

Poi comincia a elencare i nomi dei corteggiatori, tra i quali io.

La sua voce è maschia e nasale, con la “R” claudicante e arrotata.

Intervista il primo corteggiatore, che è proprio Pieralfonso: “Chi sei e da dove vieni?”

Lui sciorina d’un fiato tutta la sua genealogia, si capisce benissimo che l’ha imparata a memoria, poi guarda la ragazza negli occhi e geme: “Quando ho saputo della presenza di Gandolfa nel programma non sono riuscito a resistere. Ero in Russia per una gara di body building extra small, ha attraversato a piedi la Tundra californiana, poi a cavallo la Taiga sahariana e infine a nuoto lo stretto di Hormuz per essere qui da lei questa sera” Lo stava dicendo davvero…e seriamente!

Lei ribatte, guardandolo tanto intensamente che quasi si piscia addosso: “Io sapevo che Pieralfonso sarebbe venuto per me e allora mi sono tinta i capelli di nero; anche se normalmente sono bionda ho letto sui social che lui preferisce le more. Poi ho messo su dieci chili perché lui le donne le preferisce in carne e ho cambiato religione, visto che Pieralfonso è buddhista”

“Non è vero, io sono animista!” Si accalora lui, e cominciano a litigare sotto lo sguardo compiaciuto di Maria.

Al che mi sono alzato, ho salutato Maria e poi, vomitando per il disgusto anche l’anima, sono andato a cancellare la mia partita IVA e sono tornato al lavoro dal quale ero venuto.

A tutto c’è un limite.

Basta, non voglio più fare il tronista.

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Alcano
About

Cinquantasette anni e un sacco di e-book all'attivo, scrivo solo per passione e per appassionare, per dimostrare che si è sempre giovani per scrivere.

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