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Nell’ottica pandemica globale sembrano esserci due tipi di contagi oggi: il primo, più vile, più infimo, ormai icona universale del nostro collettivo, prende il nome di Covid-19; il secondo, più discreto ma altrettanto democratico e penetrante, forse meno noto, si chiama solidarietà. Che siano i respiratori francesi, i dottori cubani in infradito, i panieri a Napoli di pasta e caffè, tutti, in un modo o nell’altro, siamo anello di questa catena sociale. Raggiunge tutti e proviene da tutti, nessuno escluso. Si è pensato anche ai più pigri. Basta mandare un sms per donare ed il gioco è fatto. Facile, no? Eppure, in questa corsa alla generosità, in questa gara a chi ce l’ha più solidale, anche per il più positivo dei pessimisti si avvicina un temporale a far ombra su questo arcobaleno di magnanimità. E questo temporale ha la forma dei perché: perché lo facciamo? Perché oggi? Perché non prima? Settant’anni fa Bertrand Russell disse che, in tempi sicuri, possiamo permetterci il lusso di odiare il nostro vicino, ma in tempi di guerra dobbiamo amarlo. E quanto amiamo adesso! Ma non è che forse tutto questo amore incondizionato sia il sapone per lavare le coscienze sporche che da buone amiche, ci sono venute a trovare per tenerci compagnia in questi momenti di solitudine? Non è che forse forse i due euro di beneficenza, la canzone cantata dal balcone, l’ “andrà tutto bene” su Facebook non sono altro che il biglietto per distogliere lo sguardo dall’altra parte a guardare lo spettacolo dei fatti nostri? Ma da cosa distogliamo lo sguardo ci si chiederebbe? Da Duterte che fa sparare a vista chi esce di casa nelle Filippine, per esempio. Dai corpi morti bruciati in strada in Ecuador. Dalle cosche che si stanno infiltrando nelle nostre aziende approfittando degli impreditori in crisi che devono portare il pane a casa (tanto per tenere contenti anche i sostenitori del made in Italy). E mentre tutto tace, la politica avanza. Bergamo ringrazia Mosca per i 15 aerei cargo ed i 120 medici militari. Di Maio ringrazia Pechino per i 1000 ventilatori. Gli ospedali ringraziano i 100 milioni di materiale sanitario USA. Ed è sotto questa pioggia di aiuti che l’ombrello dei perché del mio caro amico pessimista si apre. Perché, dopotutto, i ventilatori sono arrivati percorrendo la Nuova via della Seta Italia-Pechino, gli aerei russi hanno seguito i gasdotti Moscoviti per arrivare a Bergamo e gli americani ci hanno voluto ricordare di essere buoni amici e che i buoni amici non si dimenticano. Perché dopotutto, nel mondo, si sta giocando una partita di Risiko a tema pandemia. Ed in questa partita le relazioni stanno cambiando, si stanno evolvendo. E così dovremmo fare noi. Certo, se aspettate di trovare le risposte a tutte queste domande potete smettere di leggere qui. Se invece siete più temerari ed avete continuato la lettura, converrete con me che in tutto ciò una domanda si fa strada da sé fra i pensieri: non è che questo, tutto questo, sia il risultato di anni a girare la testa dall’altra parte? Una ribellione naturale alla nostra morale? L’onda che si frantuma sulla scogliera? Certo non possiamo saperlo. Possiamo sapere, dobbiamo sapere, però, che il cambiamento è dietro l’angolo del corridoio di casa. E’ nelle pieghe dei giornali, fra le pagine impolverate del libro che ci eravamo ripromessi di leggere un giorno, è fra i “se” e i “ma” che con noi danno forma al divano in questi giorni. E’ soprattutto nello spirito del fallimento che ci bullizza e dal quale come quando eravamo bambini timidi fuggivamo. Ma forse, nel momento più importante della storia recente, nel momento che più di tutti ci chiede di avere coraggio, è lecito pretendere da se di trasformare quella fuga in corsa. Una corsa verso il cambiamento. Senza la paura di fallire. Perché è dai fallimenti che nascono le rivoluzioni. E allora, a noi tutti, io auguro: buona rivoluzione!

 

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3 Comments

  1. Stefanobzc
    Stefanobzc

    Ottimo, cogli un aspetto importantissimo di questo tempo…non c’è solo emergenza sanitaria…c’è un’emergenza di umanità, chi è l’uomo? Credo che siamo come nella pancia della mamma, ci stiamo divincolando per uscire ad una nuova vita!

  2. Albi92mu
    Albi92mu

    Essere Positivi oggi è importante, anche se è fraintendibile.
    Mi piacerebbe sentirlo davvero anche nella realtà in cui vivo e non leggerlo e basta.
    Purtroppo da qualche che vedo e che quotidianamente respiro, questa solidarietà non è abbastanza infettiva 🙁