Leggere scrivere e pubblicare Racconti online su Owntale

Una piattaforma ricca di funzionalità dove pubblicare, leggere e scrivere racconti gratuitamente. Mettiti alla prova e raggiungi il punteggio milgiore!

Io e Freddy stavamo camminando sulla cima del Monte Fatuo. “Guarda che roba. Un panorama del genere non esiste” dissi io, mentre alzavo tutte due le braccia in aria e guardavo il Deserto. “Per me, il panorama è sempre lo stesso. Non mi fa nè caldo nè freddo” disse il cyborg, e si accese un’altra sigaretta. Io, stanca, mi sedetti sulla panchina, presi dallo zainetto la borraccia d’acqua e bevvi tutto ciò che ne rimaneva. “Ne vuoi un pò?” chiesi al mio amico. Lui mi rispose così: “No, grazie. Preferisco bere whiskey o scotch”. Mentre bevevo, notai che sulla strada c’era una specie di tendone. Mi avvicinai al mio compagno e gli indicai il tendone. “Hmmm…sembrerebbe il tendone di un mercante, ma non ne sono sicuro” disse Freddy, ed estrasse dal suo cappotto la pistola. Ci avvicinammo silenziosamente al tendone. “C’è qualcuno?” domandai all’interno del tendone, ma non rispose nessuno. Mentre guardavo la merce, sbucò un omone gigantesco e mi puntò addosso una lama. “Che cosa fai qui, ladruncola?” domandò minacciosamente il mercante, ed io, con le mani alzate, risposi all’energumeno: “Sono un turista. Volevo vedere che cosa vendeva, signor…?” “Signor Bryan Burnes, proprietario del Burnes’ s Shop” rispose il mercante, e rimise nel fodero il suo coltellaccio. Freddy entrò nel tendone e nascose la pistola. Il cyborg squadrò di brutto il mercante: era tatuato, la barba era piena zeppa di polvere ed altre schifezze, ed infine, una lunga cicatrice divideva in due il volto dell’uomo. “Signor Burnes, lei viveva per caso a Saint Routh? domandò Freddy a Bryan. Il mercante, sorpreso, rispose: “Si. Sono di Saint Routh, ma…tu come fai a saperlo?” Il cyborg, espellendo tutto il fumo dalle narici, rispose al mercante così: “Ebbene, ho riconosciuto il tipico accento anglo-scozzese, ma lo capito anche tramite il tuo modo di vestirti”. Bryan rimase a bocca aperta: nessuno conosceva il nome della sua città natale e nemmeno che era di origine scozzese. Mentre i due si guardavano negli occhi, io ruppi il silenzio e chiesi al mercante: “Mi scusi, ma saprebbe dirci per cortesia come raggiungere Cumuli di Cenere?” Il mercante prese tra le mani la mappa, e controllando ogni singolo punto, mi disse alla fine: “Guarda. Per raggiungere quel luogo, devi passare per la Grotta degli Uomini Talpa, e poi attraversare il Fiume delle Statue. In meno di due, forse tre ore, raggiungi Cumulo di Cenere” e mi ridiede la mappa. Io, guardai per un’istante il mercante e poi volsi la mia attenzione verso la mappa. Presi dalla tasca un pennarello e tracciai il percorso. Mentre stavamo uscendo dalla tenda, guardai il mercante e gli chiesi: “Senti…ti va…ecco…di unirti a noi? Magari, potresti portarti dietro la tenda e tutta la tua merce”. Bryan, ci pensò per un momento e alla fine, accettò la mia proposta. Io e Freddy lo aiutammo a smantellare. Io prendevo le cose più piccole o di media grandezza, mentre il cyborg trasportava gli scatoloni grossi. Finito di impacchettare tutto, Bryan prese il suo carretto e mise la corda attorno al toro. “Sono pronto. Partiamo pure” disse il mercante, mentre dava il colpo con la fune di partire. Io e Freddy camminavamo a piedi, mentre Bryan stava sul carro. Il sole stava per tramontare, mentre il nostro gruppo stava scendendo dal fianco del Monte Fatuo. “E meglio se ci accampiamo qui. Se andiamo avanti, rischiamo che i banditi o gli uomini talpa ci attacchino” disse Bryan, mentre fermava il carro. Guardai attorno, non un filo di vento soffiava. Allora, appoggiai lo zainetto a terra e andai a raccogliere alcuni bastoncini per il falò. Freddy aiutò Bryan a costruire la tenda. Quando tornai, vidi i due che stavano facendo una conversazione amichevole. “Guarda, se cerchi il Fungo di Mezzabuoi, devi andare a Rought Town. Un mio carissimo amico, Michael, vende ancora quella zuppa” disse Bryan mentre legava il toro ad una roccia. “Per me va bene, basti soltanto che questo tuo amico faccia dei buon prezzi” ribattè Freddy, ma in tono amichevole. Vedendo quei due che parlavano, sorrisi. Ero contenta; finalmente, Freddy poteva avere un amico. Il cyborg mi aveva raccontato che dieci anni prima, uno dei suoi migliori amici gli aveva salvato la vita durante un’imboscata da parte dei briganti. Dovevano scortare il sindaco di Diamond City, ma durante il tragitto, verso la Palude Acquitrosa, un gruppo di briganti li aveva assaltati; il sindaco era stato ucciso, assieme a sette membri della sicurezza. Uno dei banditi, stava per accoltellare Freddy, ma uno dei suoi compagni si mise di mezzo e si beccò la pugnalata al cuore. Il cyborg, furioso per la morte del suo amico, estrasse il coltello dal petto del morto e pugnalò ripetutamente il brigante. Gli tagliò la faccia e alcune parti del corpo. Freddy si fermò di colpo. Lasciò cadere a terra il pugnale e guardando gli altri banditi, si alzò da terra e con sguardo indemoniato, corse verso di loro. Quelli, spaventati, scapparono via. Il cyborg, traumatizzato per la morte del suo migliore amico, prese una pala e scavò una buca, prese i corpi dei suoi compagni e li mise all’interno della fossa. Poi, prese un piccone e scolpì sulla roccia queste parole: “Per coloro che sono morti nel nome della giustizia e della verità”. Infine, Freddy lasciò sotto la lapide alcuni fiori, ed infine, camminò da solo per quella strada, fino alla cittadina dove lo conosciuto. Ritornata al campo base, accesi il fuoco e misi a cuocere le bistecche di carne. Freddy e Bryan mangiarono e canticchiarono, mentre io, silenziosamente, ascoltavo ciò che dicevano. Finito di cenare, stavo guardando il cielo sopra una roccia. Le stelle brillavano come piccole lampadine, mentre la luna veniva coperta dalle nuvole. Bryan venne verso di me e mi disse: “Senti, vuoi un pò d’acqua?” Io risposi al mercante: “No, grazie. Non ne ho bisogno. Però, se vuoi, puoi stare qui con me a guardare le stelle”. Bryan disse di no, e ritornò verso la tenda. Sta di fatto che, quel cielo, mi ricordava uno dei quadri di Van Gogh. Poco dopo, mi alzai dalla roccia e andai a dormire. Spenta la luce della torcia, mi coricai sul materassino e mi addormentai.

0
0
TAGS:

Commenta il racconto di

Lascia un commento

1 Comments

  1. Shadowgirlbibis
    Shadowgirlbibis

    Nel prossimo capitolo raggiungeremo il Fiume delle Statue e sbucherà un personaggio che metterà i bastoni tra le ruote ai nostri eroi. Spero vi piacciano queste tipologie di storie e vi auguro una buona lettura.

    PS: se volete darmi un consiglio, fate pure.