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Una sera il mondo di costaggiù si sostituì al nostro, e non vi era nessuno privilegiato al punto di accorgersi prima dell’accaduto. Non era per tutti uguale la cosa. Ci fu chi ne trasse vantaggio, come alcuni daltonici che videro ammodo i colori. Alcuni malati guarirono dai loro mali. Ma perloppiù fu tutto un gran casino. Alcuni banchieri furono licenziati per aver dato prestiti troppo facilmente, e talvolta senza garanzie. Essi dapprima stettero cheti, poi fecero come l’acqua cheta che fa crollare i ponti. L’irlandese McManus, oh, lo fece proprio: mise del tritolo sul ponte in cui la moglie passava per andare dall’amante, e lo fece in modo tale da farla saltare in acqua, per darle possibilità di non schiattare (e non l’avrebbe mai detto a nessuno, ma fu sollevato nel rivederla affiorare e nuotare a fino a salvarsi). La gente faceva cose diverse da prima, ma non appariva cambiata se non in qualche abitudine che abbandonava, o in qualche nuova azione. Ciò poteva comportare persino l’essere cacciati dalla famiglia, o dal luogo di lavoro. In realtà non era colpa di nessuno. Ci dovevano essere delle spiegazioni, e c’erano tanti che si erano sbizzarriti a inventare le più bizzarre interpretazioni. (Tutto un prosperar di bugiardi, dato che se la verità era una sola, gli altri spacciavano per vero una vagonata d corbellerie.)
Io pure feci una cosa strana, ma non c’entrava niente il cambiamento col costaggiù. Ero un professore, e bocciai una studentessa lesbica. Era carina, e educata, ma non sempre. Quando con un nickname su TikTok le feci i complimenti (mesi prima che diventasse mia alunna) lei rispose mandandomi affanculo, dicendo che i complimenti dei maschi le facevano schifo. Potevo capirla, ma non accettai che rispondesse in modo esagerato a quello che in fondo era un complimento. Il fatto che non potesse essere attratta da me, significava che dovessi apparirle disgustoso? Così le abbassai i voti fino a farle venir voglia di non studiare più. Sperai solo che non desse caccia alle stesse fighe che guardavo io. E che andasse lei affanculo, pure se era carina. Faceva il suo video pulito pulito lassù, sui monti del Tirolo. Rideva senza sapere che io le avrei fatto passare la voglia di ridere a cazzo, senza motivo. Certo ero stato un poco stronzo; ma quanto stronza era stata lei, e nemmeno ne era pentita, e neppure se ne era accorta? Essere della comunità LGBT va bene può darsi che sia esser libere, gagliarde, brave e tenaci, ma non dovevano permettersi queste fallofobe di essere anche lerce, grossolane, bastarde e tremende! Che si vivesse un poco in armonia, tra etero e gay. Eccheccazzo. Purtroppo le feci passare la voglia di studiare, e non riprese mai lo studio. Cosa che non andava bene. Tante cose stavano cambiando. Io aiutai la Banda dei Bancari Licenziati, che si era rivoltata e brandiva un libro di Mohamed Yunus. Volevano riformare questo mondo su un senso diverso di economia, più vicino alla persona che non al profitto. Io non è che fossi d’accordo su tutto. Ma mi pareva gente meno spostata questa di altri che avevo visto candidarsi in politica e far carriera senza fare il bene di tutti. So che fecero molte sommosse. E sì, per un po’governarono. Bene, credo, ma tornarono dopo quelli di prima. Pure costaggiù valeva l’alternanza democratica. Con molta voglia di potere e poco di popolo. Io passavo molto tempo a ripassare le lezioni di corsivo della tiktoker Elisa Esposito, ma lo facevo per prepararmi a un nuovo linguaggio nel caso Milko Logopoulos avesse fallito con la sua missione di riproporre il suo esperanto, o Lappo Ainu che proponeva il ritorno del nazismo in chiave zoroastriana a patto che la lingua dei nuovi ariani fosse l’eschimese (e su questo non transigeva).
– Amio…è ora della …verifica!-, dissi, metà in corsivo metà in modo imbecille.
Così mi feci strada tra poppe e culi durante un rave party vecchia maniera. Ordinai da un negozio di cibo americano un pacco sorpresa da 500 euro e mi misero dentro varie leccornie e bizzarrie tra cui varie lattine al sapore di frutti di energy drik “Monster”, e poi Kinder Happy Hippo a volontà, patatine formaggio e miele, e non so perché, tre confezioni aromatiche di carnesecca. Per fortuna, morì d’infarto un collega del mio fornitore, e gli scivolò dentro il pacco dalla taschina della camicia una carta Pokemon giapponese rarissima, che trovai e rivendetti. Vidi i fantasmi di Vincent Van Gogh, Edvard Munch e Pablo Picasso fluttuare in aria. Compivano giri che parevano casuali, poi un mio amico programmatore mi fece notare che queste giravolte mimavano in modo ectoplasmatico-Morse un alfabeto antichissimo, che mi fece ricordare della stele che mio fratello archeologo trovò sulle Ande o chissà dove, chi si ricorda. La mia ex aveva tatuate delle specie di rune, prese da essa, ed ecco perché so bene. Quindi cosa feci poi? Salvai il mondo da una vera Apocalisse. Non quella biblica, quella, mi spiace dirlo, era errata. Questa era arrivata ben prima dei calcoli divini. Quando apparirono i Quattro Cavalieri, però, me la feci un po’ sotto. Tranne poi vedere che erano i fantasmi dei pittori suddetti, che scendevano dal cielo con Frida Kahlo, e solo per sorridermi.
Ebbi così tempo quindi per pensare a questa cosa: possibile che c’è gente che pensa che con una dote di pecore si può sposare una ragazza sarda? Quante, cinquanta? E allora me ne sarebbe certo servita una in più per me, da cuocermi con le patate. Perché fino in Sardegna c’è tanta strada…poi le energie per conquistarla…quelle per fare l’amore…
Vaffanculo, lesbiche, pensai.
Andai in Sardegna e senza aver pecore mi sposai una bella figa, laureanda in medicina.
Avevo il doppio dei suoi anni.
Chiamatemi scemo.
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FilippoArmaioli

Scrivo su Alidicarta e Owntale. Voglio farmi delle ragazze giovani,ma solo se non abitano troppo lontano da Pisa.

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