Leggere scrivere e pubblicare Racconti online su Owntale

Una piattaforma ricca di funzionalità dove pubblicare, leggere e scrivere racconti gratuitamente. Mettiti alla prova e raggiungi il punteggio milgiore!

La testa mi pulsava.

Ci trovavamo in un campo di grano, con spighe alte più di due metri, ma erano spighe…nere.

Maledettamente nere, alcune grigie, pungenti.

Richiamai Pris. Non poteva  essere. Dove erano, nell’inferno?

Anche il cielo era grigio. Tutto era grigio, pure loro erano grigie.

“Dobbiamo andare a cercare mamma” Quella frase mi uscì automatica.

Priscilla sembrava d’accordo con me, annuì debolmente, anche se in viso era turbata.

“Dove siamo?” Stavolta è stata lei a parlare, toccando una spiga di grano.

Andammo verso questo alto palazzo, con una strana scritta sulla facciata principale.

Dentro l’atrio sapeva di fumo, ed era pieno di scaffali, alti fino al soffitto, ripieni di clessidre, che scorrevano, ognuna con tempi diversi. E gli scaffali andavano avanti per miglia, sembrava non terminassero mai.

Prendemmo delle scale arrugginite che conducevano a quello che doveva essere il piano superiore.

“Non va bene, non va bene. Smith! Prendimi una tazza di Caffè, perché qui non si va da nessuna parte”.

Al termine delle scale, stava una stanza, non molto grande, anch’essa ripiena di clessidre.

Al centro della stanza stava un uomo, molto basso, tozzo, e con una barba lunga, che se la massaggiava, come in cerca di risposte.

Dopo vari minuti, si voltò verso l’ingresso, e sorpreso ci notò.

Si avvicinò, a scrutarci. Aveva profondi occhi verdi.

“E voi che ci fate qui?” Il vecchio ripose le mani dietro la schiena.

Priscilla non sembrava voler rispondere.

Mandai giù un po’ di saliva.

“Siamo Priscilla e Violet Sparks, e stiamo cercando nostra madre” la mia voce al termine si fermò bruscamente, anche perché mi mancava il fiato.

L’uomo non sembrava muoversi di un millimetro, o neanche preoccuparsi.

“Vostra madre” barcollò un attimo all’indietro. Entrò un altro signore a portargli il caffè, che aveva chiesto.

“Vostra madre”. Sembrava ripeterlo vagamente, con tono malinconico.

Tornò nei vari scaffali, scostando le varie clessidre. Alcune caddero, altre si ruppero in mille pezzi, e la sabbia si propagò dappertutto.

Quindi tornò, da noi con in mano una clessidra.

Dopo svariati minuti che ci guardò, senza muoversi, poi parlò.

“Questa è vostra madre, quando tornerete nel posto prescelto, rompetela in mille pezzi, e poi dai pezzi la ritroverete”. Detto questo il vecchio se ne andò, tornò alle sue faccende, bevve il suo caffè, e ci lasciò come ci aveva trovate, insieme ad una clessidra.

1
0
TomStone
About

Appassionato nei criteri imperfetti del proprio essere, da sempre forte minimalista, il tutto racchiuso in un forte vortice di domande e interrogativi, che forse non risolverò mai

TAGS:

Commenta il racconto di

Lascia un commento

2 Comments