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Dove sei? Non ti trovo, ma sento che sei qui.
Una pila di libri, un tavolo di legno rovinato dai segni del tempo, mi alzo, so dove sono, ma non so dove sei. L’aria primaverile entra da quest’enorme finestra che affaccia sulla chiesa. Il sole è ancora lì, tu invece, tu dove sei? Era tanto tempo che non mi facevo questa domanda, o meglio, quando riecheggiava nella mia testa cercavo di scacciarla come una mosca. Ma quando guardo questa luce, questo sole di questo arancione, si alimenta la malinconia, che ho sempre pensato essere la sensazione più brutta, ma anche quella che ti fa battere il cuore più forte. Non sono nella mia immaginazione, penso, sono qui con i piedi per terra, e vorrei scriverti. Il mondo parla di amori, amori non corrisposti, amori corrisposti e poi perduti, amori non detti, ma la verità è che nessuno parla di quegli amori che non hanno avuto nè inizio nè fine, che vagano nel tempo come un palloncino in attesa di rompersi nell’atmosfera, sapendo che questo, forse non si romperà mai. Non ti ho mai detto cosa provavo, e tu non hai mai detto niente, ma una parte di me forse, vuole che sia così, perchè se non te lo dico gli unici ricordi belli che sono rimasti ,saranno ancora lì, in quella piazza, in quell’isola. Adesso a discapito di tutte le aspettative, sto percorrendo questa discesa che porta a casa tua, dove tutto è cominciato e dove forse, sta per finire. Entro, ed è tutto come una volta, lo specchio, il mobiletto, il portagioie, tutto come prima, senza polvere, e poi c’eri tu sulla soglia. Chi sei? ti ho mai conosciuto? ho mai saputo cosa provavi? ti ho mai capito? Le risate erano come un tempo, gli scherzi, le battute, tu no… tu non eri come un tempo, non capisco se sia stato qualcosa a farti cambiare, ma forse , certe volte la luce si spegne e basta. Lì, nella tua stanza, seduti l’uno di fronte all’altro ci facciamo domande, ci diciamo cosa è successo in queste tre lunghe estati, parliamo tanto ma c’è qualcosa che non diciamo. Cos’è che non diciamo? Cos’è che ci teniamo da tanto tempo, forse non è il momento, forse non è destino. Ora che sei qui e non nella mia immaginazione non sto pensando che forse devo vivere con i piedi per terra e vedere le cose per come sono, ma sono sempre più sicuro, che la mia testa per quanto possa essere un luogo pericoloso a volte, è anche un posto magico, e quando vuole sa essere meraviglioso. Quindi si, ti terrò lì nel mio mondo, non perchè sono illuso, ma perchè non mi piace per niente ciò che vedo. Un muro di marmo, freddo, sterile, come si può perdere tutto? Come? Hai lasciato che qualcuno prendesse la tua gioia vero? Gliel’hai data vinta, e io d’avanti a me vedo l’amore della mia vita, ma anche ciò che non vorrò mai essere. Hai lasciato che qualcuno, prendesse la parte migliore di te, quella che ti ho pregato in ginocchio di non lasciare mai andare, ed ora, riguardiamo le vecchie foto, eravamo bambini, ma adesso, lo sono solo io. E’ strano sai, è tutto così confuso, voglio solo andarmene e pensare che quest’ultima volta non fosse mai esistita, ma sei bello, sei bellissimo come pochi. Non ti dimenticherò, questo è sicuro, ma starò meglio, non so quando, forse avrò ancora voglia di scriverti un giorno, perchè sopravvivere a te è la cosa più dura, ma ce la farò. Qui le nostre strade si dividono e io guarderò avanti, e se un giorno vorrò vedere cosa c’è alle mie spalle, io vedrò quella sensibilità e lo scintillio di una volta, sapendo che quella, è sempre stata la parte migliore di te.

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JessieWilde

''Life is a continue pleasure and feelings, and you have to put all this in a page, with a pinch of love..''

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