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Quando un bambino si sente inadeguato per via del suo peso e vive il suo stato come un problema interiore e relazionale, bisogna agire tempestivamente, non strettamente su di lui, ma sui genitori. E’infatti la famiglia tutta, che deve radicalmente cambiare lo stile di vita, senza risucchiare il bambino nello stigma del “bambino grasso”, che inevitabilmente lo porterà a lottare con il cibo e il suo aspetto, durante tutta la sua esistenza. Le critiche e le prese in giro che riceverà da coloro che lo circondano, segneranno per sempre le sua autostima e principalmente se queste provengono proprio dai genitori stessi. In particolare i commenti della madre, riescono ad incidere in maniera preponderante sul disagio del bambino, con il rischio che possa avere successivamente problemi di sovrappeso nell’adolescenza. Bisogna quindi intraprendere un cammino sia dietetico, sia psicologico, che modifichi radicalmente ed in meglio le abitudini alimentari di tutto il nucleo familiare. Siamo noi “grandi”, che per primi dobbiamo cambiare il concetto di nutrizione e trasmettere tutte le buone e sane abitudini al bambino, facendogli riscoprire i gusti, i sapori e le sensazioni organolettiche, che meglio si adattano al suo fabbisogno e alla sua crescita. I bambini imparano per imitazione, quindi il tutto deve cominciare da modelli che partono dai genitori. Attenzione però, tutti questi cambiamenti, non andranno mai manifestati e collegati al sovrappeso del bambino, ma vissuti con normalità e quotidianità e soprattutto serenità. Come consumare il pasto assieme, ritrovando il piacere di interagire e condividere quanto accaduto durante la giornata. Mangiare lentamente, senza fretta, assaporando i vari ingredienti e descrivendone poi i diversi gusti, i colori e le sensazioni. Il top sarebbe impegnare il piccolo ad aiutare nella preparazione dei piatti, facendolo sentire poi gratificato e lusingato per il suo impegno. Trasformare quindi, il senso di colpa nei riguardi di un figlio con problemi di peso, in senso di responsabilità, con la conseguenza di attivare davvero un cambiamento costruttivo che abbraccia tutta la famiglia. Ascoltare attentamente gli stati d’animo che esprime il bambino, le sue insicurezze e disagi, facendogli poi assimilare il concetto, che sempre nella vita ci saranno coloro che si divertono a prendere in giro, magari oggi per il rotolini di pancia in più, domani per l’apparecchio ai denti o per gli occhiali.. ma che se davvero impara ad amarsi e volersi bene, tutto si affronta con molta più forza e autoironismo. Deve capire quindi, che il corpo da oggi inizia una trasformazione, che continuerà per tutto l’arco della sua vita. E’ molto comune che un bambino provi il senso di vergogna o di inadeguatezza, quasi imbarazzo difronte ad una società che impone modelli di riferimento perfetti ed esemplari, ma ricordate che tutto ciò è molto sbagliato e dannoso. La famiglia deve assumere l’identità di una squadra di canoa, dove tutto l’equipaggio rema all’unisono, per superare le frustrazioni e le correnti contrarie e trasformarle in atteggiamenti positivi e vincenti, attuando così, un radicale cambiamento,  che senz’altro troverà riscontro in un’esistenza più felice, serena e positiva per tutti.

K.

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