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Sapevo bene che il sentimento che provavo verso di lui era solo un’illusione, un’illusione da parte mia. Innamorarsi del proprio migliore amico… che cosa stupida a parer mio. Sebbene io sapessi a cosa sarei andata incontro, non ho potuto fare nulla. Bel casino.

Stavo seduta sul divano quando il rumore di un clacson mi distrasse, sorrisi perché sapevo che fosse lui. Salutai mio nonno e corsi fuori, salì in auto e lui partì verso l’università. Il viaggio fu davvero silenzio, di solito parliamo… poco ma parliamo, invece oggi non c’è rumore in auto tranne i nostri respiri. Arriviamo e lui mi fa scendere all’ingresso della mia università, non mi guarda nemmeno e riparte.

“Cosa cavolo gli succede oggi?” mi chiedo sistemando la borsa sulla spalla ma essa cade atterra e mi trovo tra le braccia della mia migliore amica: Sissi. Essa è una ragazza molto vivace ma attenti a farla arrabbiare, diventa una leonessa, soprattutto se di mezzo ci vanno le persone a cui tiene.

“Ciao bellissima” mi dice lei dandomi un bacio sulla spalla per poi appoggiarmi la borsa

“Ciao a te” rispondo sorridendole, mi prende la mano e ci incamminiamo verso le lezioni, che durano tre ore. Menomale, oggi sarei morta per la noia. Sissi, finita la lezione inizia a parlarmi del ragazzo che li piace, uno del quarto anno di medicina. Cosa ci trova in lui… solo lei lo sa.

“Parlando di ragazzi, lui ti piace ancora nonostante siano passati anni” mi dice ridendo, io la guardo in malo modo facendola zittire

“Scusami ma secondo me dovresti dirglielo” mi dice prendendomi la mano.

Sapevo che era preoccupata per me; sapevo anche se io non glielo avessi detto… lo avrebbe fatto lei e la cosa mi terrorizzava. Le voglio un mondo di bene ma quando lei ci si mette… finisce male. Dopo aver finito la nostra pausa, ci avviammo verso la palestra parlando dei prossimi esami quando mi bloccai

“Ehi, Lea che succede?'” mi chiede lei scuotendomi, cosa che mi fece riprendere. Scossi la testa e le sorrisi ma lei guardò verso la stessa direzione che guardavo prima e rimase scioccata quanto me.

“Io lo uccido” dice camminando verso di lui ma la fermai

“Smettila. Non fare sciocchezze che potrebbero punirci” dissi tirandola verso il nostro posto. La lezione finì ci avviamo verso l’uscita

“Tranquilla, mi riporta a casa” dissi sorridendole ma nel momento in cui mi avviai verso la sua auto, lo vidi che baciava una e mi paralizzai. Sapevo che non dovevo avere reazioni, sapendo che lui non ricambiava ma era più forte di me. Non so come ma ritornai in me e mi avviai verso i due

“Avete finito?” chiesi incrociando le braccia, i due si allontanarono

“Oddio, Lea mi dispiace ma oggi non posso accompagnarti” mi dice lui, la ragazza sorride salendo in auto, poco dopo lui la raggiunge e partono lasciandomi ferma in piedi.

Quella, era decisamente l’inizio di una settimana NO.

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Pram.22
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