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Avete presente quella sensazione di soffocamento, quella compressione al petto che si ha quando si hanno troppe scelte da fare e troppo poco tempo per farle?

Ecco questa notte io mi sento così, soffocata, compressa, ansiosa di sbrogliare la mia vita da ogni genere di casino che ne fa parte. Ma partiamo dall’inizio…

Sono una ragazza di 29 anni, il mio nome è Callyope, si lo so ho un nome strano ma sono italianissima, vivo la mia vita un giorno alla volta e mio malgrado la vivo per strada; la mia “casa” è un insieme di mattoni mal riusciti in una malandata periferia pescarese, non sarà il massimo ma almeno so di avere un tetto sulla testa, anche se spesso ho paura che quel tetto quasi caduto sarà l’ultima cosa che vedrò in vita mia.

Nella mia vita ho fatto molte scelte sbagliate, forse per questo mi ritrovo qui questa notte, a guardare sempre le stesse stelle che molto spesso mi hanno vista piangere; è che l’amore miei cari fa fare cose strane e logora in modi che spesso non immaginiamo nemmeno.

Fino a qualche anno fa vivevo con i miei, non navigavo nell’oro ma se non altro avevo una vita dignitosa, frequentavo spesso la Pescara bene, serate nei locali, giri lungo mare, una sera per caso incrociai lo sguardo di un ragazzo a Pescara vecchia…mamma mia quanto era bello; alto, con un fisico asciutto, ma quegli occhi…così magnetici, non potetti fare a meno di avvicinarmi. Aveva una voce profonda, calda…sarebbe stata la mia rovina, ma a 25 anni non calcoli i danni che una voce può fare.

Si chiamava Nathan, la mia croce e la mia delizia, era più grande di me di 14 anni, ma non lo dimostrava, e diavolo se ci sapeva fare….nel giro di qualche settimana mi aveva soggiogata, pendevo letteralmente dalle sue labbra e a casa ovviamente non c’ero quasi più; ero travolta dal suo modo di parlare, mi trattava come una principessa…col senno di poi posso tranquillamente affermare che da principessa a sguattera è stato un attimo.

Una sera eravamo sul lungomare a passeggiare in spiaggia e mi chiese se volevo passare la notte con lui li, tra me e me pensai perchè no, quindi accettai di buon grado. Restammo in spiaggia fino all’alba e mi propose di allietare la serata fumando qualcosina…il mio più grande errore fu dire si. Capiamoci bene penso sia capitato a chiunque di fumare una cannetta ogni tanto, ma non era quello a cui si riferiva lui…non vi nego che ero riluttante ma per farlo felice e far parte della sua vita avrei fatto di tutto.

Sera dopo sera, giorno dopo giorno, non so come è successo ve lo giuro, non me ne sono resa conto ma a casa non sono più tornata, ero completamente dipendente da lui e pian piano lo sono diventata anche dall’eroina.

Da li è cambiato tutto, non ero più la sua principessa…sono diventata un mezzo per far soldi, sia chiaro non vado fiera di quello che ho fatto e non mi aspetto compassione da nessuno, sono stata debole e ingenua; ma che volete è stato un momento di buio che non auguro a nessuno di vivere.

Ho cominciato a prostituirmi per guadagnare soldi per procurarci quello di cui avevamo bisogno, ho incontrato tanti mostri in quelle notti solitarie, persone che al di fuori si giudicherebbero per bene che mi hanno fatto e detto le peggio cose; uno in particolare non lo scorderò mai, aveva l’età di mio padre all’incirca, si divertiva a mettermi sulle sue ginocchia e sculacciarmi finchè non mi faceva il sedere rosso, poi di punto in bianco si alzava mi prendeva la testa e si soddisfaceva con la mia bocca. Non so che problemi avesse in realtà ma non mi importava all’epoca, quello che contava era riportare soldi a “casa”.

Dopo mesi ad alternare prostituzione e momenti down le mie giornate erano tutte uguali, ero anestetizzata, lo scorrere dei giorni, dei mesi, non era più rilevante…in realtà non me ne accorgevo proprio.I miei occhi si erano fatti vitrei, avevo tante cicatrici sulle braccia, sulle gambe, ma a quegli uomini non importava e nemmeno al mio uomo. Già il mio uomo…il mio angelo della morte, mi ha abbandonata giusto qualche minuto fa, perchè gli ho detto di essere incinta e lui “un figlio bastardo” non lo vuole. Come se il bastardo fosse davvero il cuore che mi batte in grembo e non lui che mi ha ridotta ad essere lo spettro di me stessa.

Ora sono qui sdraiata, sul mio vecchio materasso, con le mosche che mi girano intorno, a guardare questo cielo stellato di luglio, non riesco a togliere la mano dalla mia pancia, non si vede ancora nulla ma io lo so che c’è; ho voglia di farmi…di farmi e sparire dal mondo una volta per sempre, ho voglia di cancellare tutti i miei errori e sprofondare nell’oblio di nuovo, ma come posso farlo? Non me la sento più anche se il mio corpo me lo chiede a gran voce…mi fa male tutto dentro e fuori, ma sto costringendo me stessa a non fare nulla, ho rovinato già la mia vita non voglio fare lo stesso con quella di mio figlio.

Sto pensando che dovrei dirlo ai miei, ma come? Con che faccia ci torno a casa? “Ciao mamma, ciao papà, sono incinta di non so di preciso chi, scusate la mia assenza ma ero intenta a farmi e prostituirmi”. Forse non sarebbe il modo giusto per dare una notizia del genere. Mi sento soffocare dai pensieri, l’astinenza mi sta uccidendo, non so cosa fare, l’unica cosa che so è che in questo schifo di mondo un qualcosa di bello mi è capitato devo solo capire come farlo funzionare.

Credo che dovrei provare a dormire, almeno così non penso per un po.

Buonanotte a tutti, sperando di svegliarmi domani in un mondo migliore.

 

 

 

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