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“Luna! Luna aiuto, sto male di cuore”
Il gatto girava sui tetti e miagolando alla luna come fosse un lupo la invoca.
Così la sua grande amica si avvicina e gli racconta:
“caro Gatto
Il cinema, la letteratura sono pieni di frasi romantiche ad effetto.
Colonne sonore, inquadrature e paesaggi fantastici…
Attori ed attrici belli, fotogenici a volte appositamente il contrario di belli tutto perché è studiato nei minimi particolari; pure qualsiasi dichiarazione d’amore o scena romantica così emozionante da lasciarti senza fiato, è programmata.
Sicche bambine e bambini nascono e crescono con delle aspettative sull’amore fantastiche ma la realtà non corrisponde quasi mai a quello che Shakespeare o love actually ci hanno fatto sperare, così dopo mille pensieri che ti sfrecciano in testa come macchie da corsa in un circuito granprix trovi il coraggio di dirglielo, sputare il rospo, confessarti e confessare quello che ti sta scoinvolgendo dentro, e parte dalle viscere come un vulcano in eruzione, succede più o meno quando ormai la hai accompagnata a casa nel frattempo come se non tu, un altro, la saluta e la fa scendere dal veicolo e proprio in quel momento che lei ormai accortasi già da tempo della tua idiozia e di quel strano ritardo mentale che ti colpisce quando siete soli, proprio mentre se ne sta andando pensando ad un Mha?! Grosso quanto le piramidi di cheope, lì i tuoi muscoli facciali ricevono quasi per istinto o una miracolosa presa di coscienza, lo stimolo che gli porta a muoversi ed iniziano ad emettere dei fonemi casuali che si trasformano in pseudo vocaboli, farfugliati e balbettati che assomigliano vagamente a una lingua esistente.
Non ti capisce ma sente cosa stai per dirgli decifra automaticamente quella lingua extraterrestre e dopo la terza volta che tenti di dirgli che forse pensi che lei ti pi
accia veramente; reagisce anche lei; anche dentro di lei si scatena qualcosa: qualcosa di terrificante, una tempesta, un uragano che data la situazione fuori da ogni standard a cui è abituata, ti spiattella una risposta più o meno negativa tanto per farti sentire ancora più un coglione, lasciandoti a galla in un mare vuoto senza spiaggia e senza scogli. Il tempo di un istante mangi i tuoi conati di vomito sentimentalista e romantico che ubriaco di lei hai appena lasciato andare davanti al suo portone di ingresso.
Questo è l’amore. L’amore vero, quello delle vite degli stronzi che provano a fare cose con il cuore.
Non quello del diamante nel dessert o dei miliardi di mazzi di fiori o l’esercito di peluche o peggio ancora delle insegne volanti con il suo nome scritto sopra con accanto un gigantesco cuore.
L’aereo precipita incendiato e ti schiaccia, il camion di rose ti investe la vita ti tira un cazzotto in un occhio e te non puoi far altro che fartela passare…
L’amore che pensavi bussasse alla tua porta finalmente si rivela in due pazzi chiller testimoni di Geova.
Se fosse mai che davvero avessi colpito il suo interesse ti avrebbe già fatto l’occhiolino.
Da piccoli piccoli ti avrebbe picchiato o fatto un dispetto, nascosto la merenda o fatto un disegno.
Quella che faceva l’amica e ti cercava di aiutare con una che forse ti piaceva, ti stava sabotando…
Ricorda Gatto il mondo è fatto dalle donne le donne se odiano, l’amore è il formaggio che hanno messo sulla trappola per topi, e tu sei solo un gatto stupido, trova una padrona ricca e vecchia che ti metta i croccanti i nella ciotola ma non stare troppo in casa ricordati di essere un randagio, di miagolare ubriaco le notti d’estate sotto la luna tra i cassonetti di un buon ristorante sul mare.
Ricorda di saltare sui tetti e pisciare sui gerani nelle terrazze.
Ricordati di lisciarti il pelo e sonnicchiare ai primi soli primaverili
Fai amicizia con le bande ma non stare troppo tempo con loro
Tira fuori gli artigli se è il caso e conquistati il rispetto nei quartieri.
Diffida e conquista, ma rinuncia all’amore; smetti di crederci ed aspettarlo, ama te stesso cerca di capire cosa vuoi realmente da te stesso, forse solo allora quando meno te lo aspetti..”
La profonda conversazione fu interrotta dal ruomore dei corti passi di bianche zampette di una gattina mai vista; “miao” fece la gatta salutando la Luna è il suo amico a 4 zampe dal tetto della casa vicina.

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5 Comments

  1. FilippoArmaioli
    FilippoArmaioli

    Concordo, gli errori sono il difetto peggiore (mi è indigesto “chiller” con “ch”). Il finale è fatto per il lieto fine, però pare affrettato alla bell’e meglio. E poi…il Gatto subisce la ramanzina e non replica perché l’arrivò della gattina l’interrompe dal farlo? O non avrebbe risposto lo stesso?

  2. ignotochi
    ignotochi

    L’ho letta tutta, mi è piaciuta, ma ci sono delle cose che voglio dirti. Ho faticato un po’ a leggerla perchè spesso ci sono errori o non si rispetta la punteggiatura, non traspare un lavoro meticoloso nella sua stesura, piuttosto un lavoro frettoloso, ma comunque brillante.

    Mi è piaciuta questa frase in particolare :
    “ma non stare troppo in casa ricordati di essere un randagio”.

    E mi è piaciuta questa idea di usare un gatto e la luna.
    Quindi, riassumendo, brillante ma troppo poco curata la forma, dovresti rileggerle di più!

    (Puoi sempre correggere il testo accedendo col tuo account)

    Ti sei meritato il mio like lo stesso, ma la prossima volta non sarò così clemente. Bravo!