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“Guardami fisso negli occhi, non distogliere mai lo sguardo!”

La richiesta fu talmente perentoria che lei non poté fare a meno di obbedire.

“Ti prego,” proseguì lui con un tono di voce particolarmente angosciato “continua a guardarmi dritto negli occhi”.

Il ragazzo prese le mani della giovane e le strinse con forza, continuando a fissarla.

Intorno a loro si stava scatenando il finimondo.

Le esplosioni dilaniavano gli sventurati corpi di altri esseri umani spremendone completamente carne e sangue, mentre potenti boati squassavano la terra fin dalle sue fondamenta.

Il sordo rombo degli aeroplani che sganciavano il loro carico di morte riempiva l’aria e i titanici carri armati esplodevano dai loro obici lucenti colpi in grado di distruggere interi edifici: la terza guerra mondiale era ormai cominciata e nulla pareva potesse fermare la corsa mortale verso l’autodistruzione del genere umano.

In tutta questa disperazione l’immagine che ne scaturiva era quasi surreale; nel mezzo di persone che correvano, urlanti e disperate per le vie di quella che fino a ieri era la splendida città di Roma, due ragazzi immobili, mano nella mano parevano ipnotizzarsi vicendevolmente.

Come se nulla stesse accadendo intorno a loro, lei continuava imperterrita a mantenere su di lui il suo splendido sguardo, altrettanto faceva il ragazzo.

Intanto, uno dopo l’altro gli edifici della sfortunata capitale cadevano, come castelli di carta all’interno di una possente bufera, millenni di storia cruenta e conflitti globali non erano stati in grado di fare quello che quell’ultima guerra stava producendo ora: la distruzione definitiva di tutto quanto!

L’aria puzzava di morte, polvere da sparo, sangue e carne bruciata, il tutto unito in un fetido miasma che ammorbava l’aria.

Improvvisamente gli stupendi e grandi occhi verdi di Loredana si riempirono di lacrime.

La scheggia di una granata scoppiata poco distante si era conficcata nella sua carne, entrando in profondità nel braccio destro; ma lei, tenacemente, non lasciò la presa.

“Non sta accadendo nulla!” Insisté Giacomo

“Continua a tenere il tuo sguardo saldo sul mio volto!”

Fu in quel momento che lei si accorse della grossa scheggia di bomba conficcata nel fianco del giovane che perdeva copiosamente sangue dalla ferita.

“Giacomo, sei stato colpito”. Urlò terrorizzata.

“Non è nulla, solo un graffio. Guardami, ti prego, guardami negli occhi ancora una volta, ti amo Loredana, ti ho sempre amata, fin da quando giocavamo insieme a campana per le vie di Sallustiano”. Adesso le lacrime che scavano il volto del giovane ragazzo erano dovute all’intensità del ricordo. “Nelle strade di questo quartiere ti ho visto crescere e con te il sentimento che provavo, non ho avuto il coraggio di dirtelo prima; sono stato un vigliacco, perdonami…”

Il fuoco di una bomba a mano gli avvolse la gamba sinistra ustionandola completamente, dai calzoni strappati si poteva vedere la pelle bruciata e in diversi punti il rosso acceso della nuda carne. Gocce pesanti come piombo fuso scesero dalle sue guance ma lui non abbandonò l’abbraccio.

Sapeva che non avevano alcuna speranza di salvarsi o di fuggire, a nulla sarebbe valso correre o disperarsi, se non ad aumentare la loro angoscia.

“Voglio che l’ultima cosa fissata nella mia memoria sia il tuo volto!” Disse Giacomo, piegato sul lato dove era esplosa la granata.

“Lo voglio anch’io, mio amore”. Rispose Loredana, con una calma paradossale.

Improvvisamente un potente bagliore di luce li avvolse, insieme con tutto quello che li circondava. L’aria si scaldò divenendo un inferno sulla Terra, seguito da una luce abbacinante che avrebbe potuto accecare i loro occhi se questi non fossero già stati fusi dall’estremo calore.

Ogni goccia del loro sangue era evaporata.

I loro contorni cominciarono a dissolversi prima di disperdersi in un vento violentissimo che oltrepassò le loro sagome, distruggendo ogni cosa sul suo cammino; sui loro volti rimase impresso fino all’ultimo istante, un piccolo, dolce sorriso d’amore.

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Alcano
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Cinquantasette anni e un sacco di e-book all'attivo, scrivo solo per passione e per appassionare, per dimostrare che si è sempre giovani per scrivere.

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2 Comments

  1. Elena
    Elena

    Questo racconto sembra quasi il finale di un’opera più lunga, tipo un romanzo… Mai pensato di ampliare la storia? 😉 Mi è piaciuta molto l’intensità che offre questa lettura, breve ma piena di sentimento. Complimenti. A presto!

    1. Alcano
      Alcano

      Grazie Elena (a proposito, bellissimo nome, è anche quello di mia figlia!)
      No, questo racconto è stand alone, un flash nato solo per tentare di scaturire una sensazione di dolore e di impotenza nel lettore. Lo dico spesso ma qui Amore e Morte hanno la stessa valenza e occupano lo stesso spazio fisico e temporale. Se lo ampliassi perderei queste sensazioni, credo.