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Shoah…

La parola più triste e malinconica di tutto il Pianeta.

Questo termine, scritto su un dizionario può essere visto come un insieme di lettere scritte con l’inchiostro, ma è proprio quell’inchiostro che ha segnato la vita di milioni di persone.

Per anni e anni, milioni di uomini, donne, anziani e bambini (solo perché considerati diversi) vennero giustiziati, torturati e uccisi.

I loro campi di morte? I campi di sterminio, e, non tutti riuscivano ad arrivare a questi. Le persone venivano deportate nei campi di concentramento, e, una volta essere state sbattute giù dai treni nei quali erano trasportati venivano posti in due file: i loro destini dipendevano da un “sì” o un “no” pronunciato da un soldato tedesco.

Le possibilità erano due: o venivi messo nella fila delle persone destinate alle camere a gas, o in quella delle persone destinate al lavoro forzato nelle fabbriche belliche.

Umiliazioni, botte, urla, facce cadaveriche, arti tranciati a causa delle macchine usate nelle fabbriche, fumo, speranza, morte… Queste furono le parole che caratterizzarono la Shoah.

Le persone erano come cadaveri viventi e i soldati come demoni consapevoli.

Adesso starò per scrivere una cosa orribile, ma, non è il numero delle sei milioni di persone morte che mi preoccupa, ma il fatto che i record sono fatti per essere superati. Questa cosa mi terrorizza al solo pensiero.

Persone schierate in file per le camere a gas consapevoli del loro triste destino, urla e comandi incomprensibili dei soldati tedeschi, il rumore dei passi dei soldati ogni volta che si avvicinavano alle baracche…

La vita mi milioni di persone era appesa ad un filo che prima o poi si spezzava.

Le urla delle madri che non volevano essere separate dai figli perché già consapevoli che non li avrebbero più rivisti, i bambini ignari di tutto, i ragazzi costretti a lavorare, i soldati sempre più severi e l’odio sempre più grande.

Molte persone non sapevano se era meglio la camera a gas o il suicidio. Persone che si buttavano sul filo spinato per farla finita, altre che si prenotavano in infermeria per iniezioni letali…

Ebrei marchiati con una sigla sul braccio, vestiti con un camice a righe, ridotti a brandelli, e, l’unico oggetto che li rappresentava era una stella a sei punte cucita sui camici stessi. Nessuno lì aveva più un’identità, sennonché l’odio; quello era ben riconoscibile.

 

Greta Nogaro

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Gretanogaro

Lei è così...Semplicemente una ragazza di 16 anni che cerca di esprimersi attraverso la scrittura.

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4 Comments

  1. CLAUDIO
    CLAUDIO

    L’essere umano è l’unico animale su questo pianeta che si comporta così.
    Per cui l’essere umano non può neanche definirsi animale, tu lo hai definito bene con questo tuo scritto; purtroppo la Shoah non fu , e non sarà, l’unico episodio di sterminio di massa.

  2. CLAUDIO
    CLAUDIO

    L’essere umano è l’unico animale su questo pianeta che non si comporta così.
    Per cui l’essere umano non può neanche definirsi animale, tu lo hai definito bene con questo tuo scritto; purtroppo la Shoah non fu , e non sarà, l’unico episodio di sterminio di massa.