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C’è sempre un momento in cui si pesta una cacca di cane. Jones Richards lo sapeva, Riccardo Billa no. Non è però per questo che Jones ha un buon lavoro, una bella moglie e un futuro che gli si preannuncia roseo come il suo passato. E’perché è più bello di
Riccardo. E più ricco; cosa che va bene sia per ipotecarsi l’avvenire, che per meritarsi una bella donna accanto. E non sarà un bel domani quello in cui Billa si farà convincere da Onofrio Persichetti che in fondo anche i trans sono sensuali come le donne, sono quasi donne se li si vede con l’occhio che ne rimira il petto, il culo sodo, le movenze sinuose.
E invece no cazzo una donna è una femmina vera, un trans non lo sarà mai per quanti ritocchi
potrà mai fare dai migliori chirurghi. L’estetica non è una scienza, ma neanche una bolgia
in cui ci si può addentrare confidando nei miracoli. Un lui rimarrà sempre un lui, anche
sotto un’altra pelle. Che potrà parere anche più liscia, ma sempre pelle di maschio è. Se Armando Gil Alvarez è diventato Maria Sol Jimenez, sono cavoli suoi. Ma se Onofrio convincerà Billa che transgender è bello, e se Maria Sol guarderà Riccardo con appassionato ardore, può darsi che i due si sposeranno, persino! Il che andrà bene all’ex Armando, ma non a quel ragazzo ingenuo che desidera esplorare nuovi orizzonti. Sì, perché una donna di questo
tipo è gelosa come una donna vera, ed è più forte: in caso il marito cerchi la figa, sfodererà
i suoi bicipiti per fare pesto quel poveraccio coprendolo di pugni trans e gelosi, che fanno
male come l’uppercut di un pugile peso massimo! Non è perché entrambi hanno pestato una merda che si conosceranno, Jones e Riccardo. E’ troppo distante Reno,dove risiede Richards, originario del Wyoming, e Poggio a Caiano, dove sta Riccardo, lo sfigato nato piccolo borghese a San Miniato e cresciuto poveramente a Chiesina Uzzanese. L’americano la pesterà lo stesso giorno dell’italiano, ma metterà anche il piede dentro un tombino mal chiuso. Sotto ci abito io, Gregory Mendelev, un mago
russo la cui famiglia perse la casa dopo il disastro di Chernobyl. C’è chi crede che là sotto io abbia conosciuto Splinter e le Tartarughe Ninja…No. Ho conosciuto solo un po’ di pace. Il pianto dei miei che hanno perso la casa, la patria, e un’idea di futuro per il figlio era una colonna sonora troppo amara per la mia vita perché io potessi starla a sentire ancora a lungo. Così vidi con la coda dell’occhio Richards e volli seguirlo. Forse anche perché il profumo dell’aria aperta era migliore del tanfo sottostante. Lui la merda l’aveva pestata senza accorgersene, come chissà quante altre prima. Io però vidi l’impronta della sua scarpa sulla chiusura del tombino. Ci cacò Sammy, il labrador del signor Faris. Ventotto giorni fa, stando allo scontrino di Faris, che avendo finito il pacco di sacchetti da 50, andò a comprarne uno nuovo proprio quel giorno. Le persone tirchie come lui fanno acquisti come gli altri, ma all’ultimo momento (sognando che
qualche evento benevolo della provvidenza li dispenserà dal dover scucire moneta sonante).
Riccardo pesterà una merda nel vicolo delle donzelle, a Pisa centro. A cacare sarà Pongo, il piccolo levriero malnutrito e malcresciuto di Furio Ingazzosi, un tizio che vive quasi come un barbone ma guai a dirgli che lui è uno come quelli. Anche se ne ha tutte le caratteristiche: non lavora quasi mai e sempre con bassi stipendi, spesso in nero, ha sempre una bottiglia di vino e due o tre di birra nella sporta, anche se non ha niente per cena. La cosa che faceva incazzare Riccardo era che Bernardette Kamandu, una
diciottenne di colore piuttosto carina e sexy, lo trattava come un padre, ci usciva regolarmente tanto che non si capiva se lui era per lei come un tutore, un padre adottivo, o se la sfruttava sessualmente con chissà quale patto nato a buon prezzo…
Riccardo non se ne era innamorato, no, ma non gli andava giù quell’insano sodalizio.
Non si poteva vedere uno così, con una così. Poi lui picchiava anche Pongo davanti a tutti. Una volta sul Ponte di Mezzo il cagnolino arrivò a mordergli il calcagno. E Furio infuriato si spazientì e lo maltrattò davanti a tutti. Tutti che lo guardarono con disprezzo, ma che non dissero e non fecero niente. Pongo era suo, quindi erano fatti suoi. Anche Riccardo lo vide. Lo odiò, e godette a vedere la vendetta dolorosa dell’animale.
Io non parlo più russo da tempo. Anzi non parlo proprio. Faccio. Ho pestato uno slime, ma era fatato credo, e ora sono diventato l’Uomo Falena. Che non è un mostro nel mio caso, ma una sorta di demone tipo però angelo custode. Ogni tanto mi sveglio che paio falena, altre volte nella mia solita forma umana, e mi ci sto abituando. Ho capito che è il mio destino e che ho una missione. Vorrei evitare che Riccardo sposi il trans. Ma non so se sia giusto anche
evitare che Armando diventi donna. Sono ancora in tempo. Ho visto alcuni modi in cui il futuro
potrà essere e le cose possono ancora andare diversamente dal peggiore dei modi.
Ma fino a che punto è giusto che io prenda delle scelte per queste persone? Ciò che è giusto per me lo è davvero anche per loro? E quanti potrò salvare, col minor numero di mosse? Lo dico perché una vita come la mia così è parecchio faticosa, e non so
fin quando reggerò. Se di colpo non facessi più niente sarei punito rimanendo sempre falena,
senza più tornare uomo? Per non volerlo scoprire, ecco perché mi do molto da fare, ultimamente.
Farò qualcosa, ma non so cosa. Per Riccardo, per Armando…Per Jones ci penserà qualcun altro
a lui più vicino. Magari l’Uomo Ragno. O Godzilla. O un mostro simile a lui, non uno stegosauro
mastodontico con un carico atomico nello stomaco, ma un triceratopo colossale con un superculo pieno di scorregge magmatiche. Se io posso essere quel che sono ora, davvero possiamo credere che tutto sia possibile. Perché non allora che in un mondo di merda come il nostro, due tizi qualsiasi possano pestare escrementi quasi nello stesso momento? Davvero il mondo è questa bolgia. Chi nasce è un coscritto. Siamo chiamati ad una vita che è per tutti una guerra, tra i nostridesideri e ciò che si prepara a infrangere i nostri sogni più reconditi. Volo ad ali spiegate. Mi fanno male le ali, a volte. Ma non importa a nessuno. Fa male anche avere tante responsabilità.
Vivere così fa male. Ma vivere in qualsiasi altro modo, chi può dire sia meglio.

– Potresti uccidere Armando. Le tue ali sono taglienti. Se lo sorprendi in picchiata…-
-Ci sarebbero altri trans. Che potrebbero ammiccare anch’essi. Sculettare allo stesso modo,
con lo stesso fine. Non posso fare una strage.-
-Potresti quando sei in forma umana convincere Billa che le donne sono dee fichissime, e che i
maschi fanno schifo.-
– Dovrei diventare suo amico, perfezionare l’italiano, che so davvero poco. E poi come avvicinarlo?
Sta ridotto male, non si fida di nessuno.-
-Potresti vigilare sui suoi passi.-
-Già lo faccio, ma la vita non è un gioco a dama, e non è una scacchiera. Non basta trovare un posto e far man bassa di punti.-
-Ogni giorno è migliore di quello di ieri, pensavi un tempo.-
-Un tempo ero un altro. La mia vita era solo mia. Era tutto meglio.-
-Però l’adrenalina del volo, non l’avevi.-
-Non mi ripaga di tutto il male, che ora ho a mio carico.-
-Potresti far innamorare Bernadette di Riccardo?-
-No. Non sono Cupido.-
-Allora non so che dirti.-
-Non dire niente, testa mia, non farmi faticare a starti a sentire come se ora ci fosse davvero
qualcuno davanti a me.-
-Sono però l’unico che ascolti, e a cui parli.-
-Ma neanche a te do retta, testa mia.-

Ero in forma umana. L’ultima volta che mi ricordo di aver pensato. Ora però sono l’Uomo Falena da un
mese, e non sono tornato più umano. Ci sono stati periodi lunghi a volte, ma non credo così tanto lunghi. Se non torno come prima, sono tante le cose che non potrò più fare per me. E pon potrò più godermi le donne, innanzitutto. E non potrò scrivere la mia storia. Non che ci tenga tanto, ma credo si sdebba sapere che la signora Wildenmayer è deceduta d’infarto per avermi visto, o tutti crederanno che siano state le sue povere
figlie, Emily e Delilah, a farla fuori per l’eredità. Che è davvero poco, perché vedendola crepare ho deciso di rapinarla per guadagnare qualcosa per il mio benestare. Devo far sapere che esisto anche a costo di scatenare contro me una caccia al mostro. Tallulah Williams ha smesso di fare l’atleta perché vuole studiare i misteri. E se saprà che io sono quel fantastico essere che ha visto, eviterò di rimpiangere che lei abbia gettato il suo futuro nel cesso, per sognare su cose che non valgono una vita. Sì, vorrei tornare ad essere umano per fare almeno questo per lei, se altro non so fare per altri. E non è che lo faccio perché me ne sia
innamorato. No. E’ per fare almeno una cosa che sia giusta, cazzo. Prima che mi ritrovo a non poter fare  più niente, né da uomo né da umanoide.
(Se tornassi umano, finalmente, che dovrò fare? Scrivere? O darmi da fare altrimenti? E’ tempo di dormire, credo. Ho ancora una valida pausa per me, per poter non più farmi altre domande
senza risposta. D’esse, potrei redigerne un quaderno intero, inutilmente.)

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FilippoArmaioli

Scrivo su Alidicarta, Meetale e Owntale. Teatro, romanzi e racconti. Sono il "Re" di una "Nazione Digitale" ("Utopia").

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4 Comments

      1. FilippoArmaioli
        FilippoArmaioli

        Allora. Prendo in giro le storie basate sul destino. Un tipo russo diventa un eroe notturno uomo-falena. Può aiutare gli altri con magia. 2 pestano una cacca, uno in Italia l’altro in America. L’eroe vuole aiutare l’italiano che rischia di sposare un trans. Ma soprattutto aiutare una ragazzina a costo di svelare chi è.