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Ti cedo una mia idea per un racconto, se questo gioco veramente lo vuoi fare. Sarò breve:
“Un uomo si sveglia in una stanza vuota e non c’è nulla. Lentamente scopre che la gravità in quella stanza aumenta sempre di più fi no a schiacciarlo e infine ad ucciderlo.”

non sapevo che ore fossero, mi ero appena stropicciato gli occhi e pensavo fosse una delle conseguenze di una delle molte sbronze della mia vita. Dopo il panico ho anche pensato che fosse uno scherzo riuscito molto bene di uno dei miei amici, ma non so che cosa  stia succedendo in questo assurdo istante.  Sicuramente sto per morire amore, e non so neanche perchè. Ho vissuto poco tempo con te, qualche giorno all’anno ogni anno. Avrei voluto che fosse stato più facile o più spontaneo ma entrambi abbiamo avuto motivi per allontanarci da questa possibile felicità.

Quando ti ho detto ti amo la terza volta che ci vedevamo ero serio, forse perchè mi sono perso nei tuoi occhi come in un labirinto, e non c’ero abituato, oppure  per qualche altra logica ragione meno poetica. A prescindere da quanto in quel preciso momento , a entrambi potesse sembrare  autentico o no il nostro colpo di fulmine, la verità dell’amore non si nasconde nell’impescrutabile? in quello che ancora non siamo? in tutto quello ciò che può ancora diventare bello?

non è questa la verità? per quanto diffidenti l’uno con l’altro, io con te, tu con me,  che quel momento fosse stato autentico al 100 o al 90 per cento, non siamo alla fine stati anni a farci dannare? non abbiamo goduto di quelle poche ore che ci siamo visti come fosse oro ?  non siamo stati male fin dentro alla nostra umanità più nascosta? io si tanto. e anche se tu sei sempre stata la piu forte so per certo che mi hai amato, per quanto ti abbia sempre guardato con diffidenza quando me lo dicevi. e ripetevi.

Magari abbiamo sempre dovuto reggere una parte, ma ti parlo col cuore in mano; senza rinunciare alla mia dignità solo perchè sto morendo. anzi sono quasi felice di quello che ho avuto. Noi abbiamo un legame in questa vita, in questo momento che sto impiegando per scriverti. Che è dannatamente forte.

Potrei dirti che sono felice di averti conosciuta , e che non so se questa vita è una o se rinascerò in un cervello di un gatto o di un gabbiano. o peggio in quello di un coglione. magari rinascerò in quello del tuo prossimo canarino e ti guarderò quando proverai ancora lo spettacolo di danza in salotto.

siamo due anime infelicemente felici, e ti dico addio adesso.

il tuo Marco.

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Arseniolupene

rubo ca++i e mazzi

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