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 UN  AMORE  MECCANICO

 

 

Anthony  Hoskins  lavorava  da tempo al trentaquattresimo piano  del Big  Liberty  in via  Thomas Jefferson street  Philadelphia, Pennsylvania era li  da circa  dieci anni . Prima di lui il padre,  occupava quella stessa poltrona. Anthony era un tipo assai strano segaligno con una barba bianchiccia che faceva assai schifo a vederla . Attirava l’attenzione per la sua goffaggine ed   era un buona nulla,  uno che non ci sapeva fare con le femmine , un povero fesso a detto di tutti i colleghi d’ufficio. Stava per ore    incollato al computer a revisionare  documenti e pratiche legali  per conto della Tran Society  Travel Space . Per questo si era fatto una discreta fortuna, ed il suo nome era ricorrente in molte discussioni e convegni , ammirato ed odiato , un poco secchione , una persona  capace di mettere tutto a posto  in ufficio in poche ore.  Con i soldi che aveva accumulato aveva   affittando  una splendida   case  vacanze su un  satellite orbitante intorno ad una stella della costellazione di Orione    luogo esclusivo per arcimiliardari e stelle dello spettacolo.  Il padre Anthony senior  morendo alla veneranda età di novantadue anni  ,  aveva lasciato tutti i suoi beni all’ unico  suo erede  maschio. Tutte  le cospicua  fortuna  accumulata  in tanti anni d’imbrogli di vendita d’armi ad invasori e legionari oltre cosmo.  Il fatto di essere rimasto solo, contro il tempo,  contro il male di un vivere che percuote l’animo ed i propri sogni nel  vedere il bicchiere mezzo vuoto riempiersi di quel senso che riempi i propri giorni di una fragile felicita.  Ad  Anthony per giunta ancora nubile, unico sostegno  morale alle fatiche e acciacchi della povera ottantenne madre , tenuta in cura  in una nota  casa di riposo  per anziani .Di cui lui ogni  sabato   faceva  visita portandole  fiori,  cioccolatini , squisitezze di cui la mamma era assai  ghiotta  e altri  regalini per le sue amiche . Tutta la sua vita fino ad allora , era stata  cronometrata,   inquadrata  , ben  chiari  erano  i suoi compiti d’assolvere ,  senza trasgressioni  o colpi di testa  che avrebbero  potuto  preoccupare i suoi dirigenti  a lavoro.  Anthony  era un modello  da imitare, un fiore all’occhiello  della pubblica amministrazione , ebbe a dire una volta il Direttore Generale dipartimentale della  Travel Space  sull’ impiegato di quinto livello Anthony  Hoskins. Anche se  questo  consolatorio   apprezzamento verso la sua persona , era giunto  a conoscenza della grande macchina  controllata dal grande  Presidente  Mangialupo ,  situata all’ultimo piano  del Big liberty non gli recò  una sostanziale consolazione. Anzi  la cosa lo intimidii  di più  poiché tale evento  sarebbe passato  sicuramente agli occhi  dei suoi colleghi d’uffici  come  una forma  di raccomandazione per un  presunto incarico ad  un livello superiore .

Cosa che in vero Anthony non aspirava affatto.

Lui aveva bisogno ogni tanto  d’uscire da quell’ingranaggio amministrativo,  evadere   dalle grigie stanze del suo ufficio  verso  attimi di libertà da consumare con qualche bella donna  anche sé d’un altro pianeta .  Avvertiva , ogni giorno  salire dentro sé una volontà  d’evadere dalla grigia, tranquilla monotona vita d’ufficio.

Un bisogno prorompente che  egli  non riusciva  a controllare facilmente.

Dopo essersi  auto analizzato  per mezz’ora allo specchio  con in faccia una rada schiuma da barba  ai lati della bocca sbottò : Ora ,basta,non voglio più essere un manichino,ho bisogno  di viaggiare ,vedere facce nuove,divertirmi,si  spassarmela come non ho mai fatto in vita mia.  Non ho più voglia di subire , di rincorrere fantasie ed illusioni , voglio vivere la mia vita cosi come viene. Come un uomo qualunque , attraverso il sogno di un ora e due con una bella donna , con un amore con grosse tette  senza pagare la morte  che attanaglia un era priva di sentimenti. Voglio essere ciò che sono,  ridere di me stesso , voglio correre libero per il cielo , bere vino ubriacarmi di gioie di falsi miti , senza superare il limite prefisso,  essere la dove ho iniziato questa mia avventura in punta di piedi con delicatezza ridere del male che mi angustia.

 

Si mise cosi  a preparare la valigia .In  modo ordinato vi ripose  camicie, cravatte, pantaloni ,spazzolini elettrici ,macchinette fotografiche ,libri da leggere in formato  ebooks le sue foto di quando era bambino.  Lontano per un bel po’ di tempo dal suo quadrante terrestre. Senza impegni o  pensieri d’andare a trovare la mamma.  Avrebbe potuto  trascorrere finalmente una  bella vacanza sul satellite orbitale Gamma ,luogo d’infinita bellezza naturale, all’avanguardia per i  servizi  alberghieri e le belle donne che c’erano pronte a coccolare i solitari viaggiatori .

Un breve periodo di vacanza sul satellite Gamma  significa rinascere biologicamente ,subire mutazione cromosomiche  ed intellettive  atte a migliorare le individuali capacità  fisiche e psichiche.  Il problema era come giustificare  tali  ferie ai dirigenti del suo ufficio statale. Con tutto quel lavoro arretrato , montagne di documenti da controllare, avviare indagini , ricercare errori ,firmare e controfirmare  atti  pubblici e privati.

Gli sembrava impossibile, infatti era quasi impossibile ottenere  un periodo di ferie , anche sé avrebbe presentato un certificato medico per un necessario  riposo psichico  i suoi dirigenti non l’avrebbero mai creduto.

Anzi avrebbe corso il rischio di passare per un soggetto affetto  da stress mentale  ciò significava essere penalizzati  nell’avanzamento  graduatoria  di dipendente modello.

Una rovina per la sua carriera.

Ma in  fondo a sé Anthony aveva  deciso ,avrebbe inviato  tramite fax ed e-mail la sua sacrosanta richiesta di ferie , mai avuta in dieci anni di lavoro , accompagnata da una lunga lettera in cui metteva

in luce i suoi diritti d’onesto lavoratore per ottenerla.  E se non avrebbero avuto  cuore, d’accettarla , che  andassero  alla malora,  lui  sarebbe  partito lo stesso.  Aveva  voglia di viaggiare  e nessuno lo avrebbe  fermato .  Cosi partì in un bel giorno di sole cosa rara  nel suo quadrante ,poiché sempre grigio e deserto,c’è chi dice che siano stati alcuni  dirigenti delle industrie spaziali a volere in modo permanente  quel  tempo grigio e piovigginoso in modo da  rendere  la capacità produttività  degli  operai  migliori. Borsone in spalla ,maglione colorato , cappello in pelle di coccodrillo ,cinepresa multifunzionale.

Solo come un cane  a far la fila  per salire  sulla navicella  Intergalattica insieme a  comitive di cinesi  clonati e gruppi di turisti Giapponesi  semi  computerizzati in fila con  Famiglie tedesche  Altoatesine con zaini pesantissimi sulle spalle  e cappelli alpini  con tanto di piuma ,arzille  coppie  d’ anziani   desiderosi   di ringiovanire.   Vecchie star di cinecittà. Venti  ore di viaggio  impiegò  per arrivare sul piccolo delizioso Satellite abitato da diverse specie aliene.  Dove molti fanno come gli pare ,in mancanza d’un codice galattico  che regoli la giustizia su Gamma. Il suo arrivo sul satellite venne  salutato con fuochi d’artificio e bellissime  sfilate di ragazze pon,  pon in attesa  sulla piazzola dell’ aeroporto spaziale  con sorrisi e baci di benvenuto. Ma la stanchezza era così  tanta all’arrivo che  preferì  correre in albergo farsi una bella doccia e riposare un po’ ,prima di rendersi conto di ciò che l’aspetta.  E tardi in piena notte,  quando decide d’uscire a fare due passi per le vie del centro ,vestito a festa  con in indosso,  annodata intorno al collo della camicia una lunga cravatta  gialla. Deciso come non mai  di tentare di conquistare qualche bambola  dagli occhi a mandorla.

Le strade del centro  erano  affollate che non si poteva passeggiare,  qualcuno spingeva chi gettava acqua sul fuoco , chi vi gettava benzina , chi con un carro armato provava ad attraversare quella marea di gente strana e scorbutica , tanto strana d’avere tre occhi e tre nasi  , tre gambe  e mille piedi  in una sola scarpa da tennis.

Si faceva  fatica a camminare mentre   quei strani esseri   viscidi gli passavano vicino,  lo strattonavano e quasi  fu offeso d’alcuni  soldati in congedo  del pianeta Rosseros   forzuti e armati  che andavano  cantando  in compagnia  d’amazzone  fanciulle del pianeta   Emafrotidius  gli ultimi successi   della top ten  cosmica. Gira e rigira per giunta mezzo ubriaco Anthony  finisce in un locale a luci rosse.

Dove danno per gioia di tutti  un  strano spettacolo  hard  core  extraterrestre.

Si siede a uno dei tanti tavolini ,ordina un drink ghiacciato .

Confuso osserva l’amplesso che viene letteralmente consumato insieme a panini e hamburger  e patatine ,  gridolini e mossettine  sul piccolo palco di fronte a lui.

Vi rimane  lì  seduto  a bocca aperto quasi estasiato ,incapace di riprendersi di darsi una mossa una spiegazione gli sembrava quello spettacolo  una cosa allucinante, un intreccio di strani corpi quasi umani , tentacoli  e braccia , gambe pelose , bocche fameliche che s’aprono si chiudono . Rimane li per ore ad un tavolino estasiato a bere il suo dannatissimo drink allo zenzero.  .

Quando infine trova la forza d’alzarsi e andare via , barcolla di qua e di là .

Esce  facendo fatica  sorreggendosi vicino al muro.

Una volta fuori avverte immediatamente il bisogno   di vomitare  anche l’anima.

Così sputa fuori tutto il veleno,  la birra e i drink  bevuti.

Butta fuori  tutto quel male  di vivere  che gli andava su e giù  per  la bocca dello stomaco.

Sfinito si getta a terra contento come un bambino.

S’addormenta  poco prima di vedere  una esile  figura  femminile tentare d’aiutarlo ad alzarsi in piedi.

Si risveglia  cosi tra  le braccia di una  bionda ragazza.

Due grandi occhi verdi ed un  bianco splendido sorriso mozzafiato.

Chi sei gli chiede frastornato forse un angelo inviato a salvarmi ?

Lei continua a sorridere e l’aiuta ad  alzarsi da terra.

L’accompagna in albergo con la raccomandazione  d’andare subito a letto.

La sera dopo  Anthony trova il coraggio  di vincere la sua innata timidezza e d’invitarla a cena  in un

ristorante di suo gradimento.

L’appuntamento e fissato in tarda  serata fuori un  Bar Internet   ,  inquieto , nervoso  si prepara lunghi discorsi che possono destare l’ ilare  o la curiosità della sua  salvatrice.

Lei giunge puntuale  con indosso uno splendido vestito   scollato all’ indietro. Colpo di fulmine il cuore gli batte a cento all’ora. E fatta. Già pensa che quella donna lì davanti sarà la sua futura sposa.  Siedono l’uno di fronte all’altro.

Parlano per ore della loro intima segreta vita , di quando erano piccoli , di quando il sole girava intorno alla terra , di come Abramo Lincoln conquistò gli stati uniti d’America con la sua verve la sua tenacia.

Parlano d’amori  passati e del  loro  rapporto  con le corrispettive madri. Parlano , parlano,   ridono arrivando perfino  a toccarsi   con le mani.  Lui avverte un freddo intenso una gelida mano stringere la sua.  Lei m’ama pensa. Escono dal  ciberistoro mano nella mano prendono di corsa l’aerobus .

Dall’alto vedono la città  immensa . Prova a stringerla a sé.

Avverte la sensazione di toccare un corpo gelido.

Vorrebbe chiedergli perché.

Lei gli  continua a far domande di come si vive sulla terra.

Cosa ha significato per gli esseri umani essere guidati nel loro lavoro dalle nuove macchine biogenetiche.   Ma ad  Anthony non gli è mai importato nulla che fine farà la terra un giorno.

Adesso gli preme sapere cosa succederà domani nell’incontrarla di nuovo.

Lei sarà disposta a dividere la sua vita con lui  ad amarlo   ad essere la sua fedele compagna?

Poi un pensiero l’assale è  sé lei fosse una macchina,  un prodotto biogenetico ,un clone umano ?

Il terribile dubbio lo rosica dentro fino all’osso.

Perfetta in ogni minimo dettaglio.

Ma fredda, con  quel   gelido contatto non umano.

No,  non può essere.

Sa per  certo  che se vuole scoprire la verità deve  procuragli un piccolo  dolore fisico.

Se lei  mostrerà  di essersi fatta male gli darà  Inconsapevolmente la prova di non essere una macchina   ma un essere appartenente al  genere umano.

Così una sera mentre di nascosto scendono  dall’aerobus fa finta di  cadere in avanti,  s’afferra a lei  affondando le  unghie nella sua pelle.

Lei non  dice nulla,  rimane impassibile quasi  gelida, cosi  l’aiuta a scendere .

Il dubbio diventa incubo.  .

Camminando l’indomani insieme nella notte ,sotto un cielo  illuminato da fredde  stelle  galattiche .

Gli chiede  di colpo : Sei una macchina ?

Se lo sei non aver paura , non lo dirò a nessuno, non voglio  farti del male ,ma ti prego dimmi la verità.

Sei un clone  un essere biogenetico?

Lei si ferma lo guarda negli occhi . Immobile davanti a lui.

Poi tutto a un  tratto  scoppia a ridere e confessa.

Certo che sono un clone,  cosa pensavi che fossi?

Sono una guida turistica di questo pianeta  artificiale.

Facciamo compagnia ai solitari  turisti terresti che vengono qui  a passare  un po’ del loro tempo.

Proviamo a regalargli un po di sollievo  dei momenti di gioia

Tentiamo di non farvi sentire più soli.

Perché non me lo hai detto subito?

Avevo paura di non essere accettata.

Vuoi sapere un  segreto ? Si

Avevo pensato per un attimo che tu potresti essere stata un giorno  la madre dei miei figli.

Sai non ho mai avuto  una donna  con cui   poter pensare di trascorrere il resto dei miei giorni.

Ne cercavo una disperatamente.

Non essere triste l’universo è pieno di belle    donne in carne e ossa.

Donne pronte a regalare se tesse ed il loro sesso,  il senso di un vivere felice insieme.

Forse diverse da me , fatte di carne ed ossa  pronte a  riprodursi .

Guarda che non sei il primo uomo   che rimane deluso nel conoscermi.

Io sono una donna bionica frutto d’una lunga ricerca   di   laboratorio ,  sintesi di bellezza e sensualità.

Non mi farai del male?

Posso  darti un bacio? Certo  se vuoi,  puoi  anche  stringermi tra tue braccia.

Ho un cuore anch’io,  ad impulsi elettrici capace di provare sensazioni e piaceri.

Ma tu guarda cosa mi và a capitare  ti confesso d’essere fuggito dalla terra per non divenire  un automa anch’io , vengo qui e cosa mi succede finisco per innamorarmi   di una donna bionica.  Scusami  non volevo ferirti .

No non fare quella  faccia.

Voglio vederti  sorridere come il primo giorno in cui ci siamo incontrati.

Vieni t’accompagno a casa.

Anzi vuoi rimanere con me stanotte?

Ti prego non voglio stare solo.

Va bene se  a te fa piacere .Rimango con te.

Dormirai con me ?  rimarrai   sempre vicino a me  fin  quando non saremo stanchi di abbracciarti e baciarci?.

Provi per me qualche sentimento?

Si io provo,  verso di te una profonda attrazione.

Una pioggia sottile  li bagna entrambi ,scappano di corsa,  mano nella mano verso quel loro clandestino,  gelido amore ,  meccanico senza peccato, freddo ma  felice ,  profondo  quanto l’universo infinito e multiforme  che  continua a meravigliare e a creare nuove dimensioni , nuovi esseri , nuovi amori .

 

 

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DomenicoDeFerraro

Scrittore membro dell’accademia degli oziosi e dell’accademia poesia nel Mondo

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2 Comments

  1. FilippoArmaioli
    FilippoArmaioli

    Questo racconto mi fa pensare al mio, pubblicato su “Nasf 4”.Quello degli “strani amori extraterrestri”è diventato un sottotema della fantascienza, e siamo debitori a molti autori americani tra cui cito solo il grande Jack Williamson.