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Le relazioni sono complicate, ci si avvicina ci si allontana, ci si lascia, ci si ritrova. Sopratutto in una relazione che va per gli 11 anni come la mia. Nei momenti più bui trovare la forza di dirsi “è meglio stare da soli” è difficile e si preferisce restare e crogiolarsi nella routine quotidiana,anche se “il mostro” è sempre li; il famoso “volersi lasciare andare” quasi sempre ci porta a vie e scelte sbagliate, ma quanto è bello spingere il bottone del menefreghismo e dirsi “sono esausto di pensare” far andare tutto cosi come viene. Le tentazioni sono sempre tante, chi dice il contrario è un bugiardo o un ceco. Qualcuno una volta mi disse “ siamo mammiferi, è la natura che ci ha creato cosi, l’uomo come la donna, il nostro istinto è quello di procreare”. Insomma l ‘unica cosa che ci contraddistingue dagli animali è la coscienza. 

Mentre io? Io sono un egoista pazzoide, costantemente compatita. Sono quella del “ poverina” non ce l ha fatta e non ce la sta facendo a fare il lavoro che voleva, poverina ha dovuto affrontare la malattia del suo ragazzo da sola a 1000km dalla famiglia e amici, poverina anche lei è di salute delicata, e i continui “ come sta?e tu come stai?” “come va?” con gli occhi tristi e le orecchie tese in attesa di ascoltare la prossima disgrazia.

Tanto lo so che volete conoscere anche voi la mia stra maledetta storia. La vita come l ho conosciuta io è un gran casino, una montagna russa che non va mai nella direzione in cui vorresti, mai; quanto odiate le persone che ce la fanno? Quelli che sono nati con la camicia? Quelli che ti arrivano e ti raccontano come la loro carriera sia decollata all’età di 24 anni, quelli che ti dicono “mi piace il mio lavoro”, si esistono non sono animali fantastici, ne ho conosciuti 2 o 3. Mentre tu sei li che ti chiedi che cosa cazzo hai combinato negli ultimi 10 anni ? Un bel niente, ti sei fatto venire il sangue amaro, hai faticato, hai gettato la spugna, ti sei rialzato in piedi, hai preso l’ennesima porta in faccia, non ti sei arreso, ti sei arreso, hai ricominciato fino a quando qualcosa più forte di te è apparso e hai dovuto utilizzare tutte le energie che avevi per poterlo combattere, creare delle energie in più per poterle donare a chi, le sue un po nella battaglia le stava perdendo, fino all’ultimo, fino a quando una volta scampato il pericolo non ti rimane più niente, anzi si ritornano come uno schiaffo in faccia tutte le emozioni che per più di un anno hai lasciato in attesa, quelle emozioni che quando si presentavano le guardavi male e con il dito puntato ti dicevi No! Non ora non è il momento! E invece adesso ti chiedi Quand’è il momento?

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10 Comments

  1. Alcano
    Alcano

    Che dirti una storia amara e non così tanto rara; io penso che tutti, in un modo o nell’altro veniamo messi alla prova dalla vita, quello che cambia è come affrontiamo questa prova, con quale forza interiore.
    Mi auguro che tu ne abbia tanta, è solo un momento di prostrazione cupa che, spero, finisca al più presto.


  2. Ciao Betty,
    la trovo una bella riflessione, oltre ad essere una metafora della vita.
    Il momento giusto a mio avviso non esiste, bensì una concomitanza di eventi e di coincidenze che ci portano ad essere qui dove siamo e quello che siamo.