Lascio la doccia avvolta nella carezza di una spugna bianca
sarà una giornata difficile
(come ormai lo sono tutte le mie)
Mi asciugo con cura
massaggiando per bene soprattutto le gambe
Le osservo con senza troppa attenzione, la mente insegue altro.
Lascio cadere l’asciugamano e
nuda
intuisco le mie forme nell’appannamento dello specchio a parete.
Slip reggipetto, ovviamente non qualunque.
Siedo alla consolle, sulla mia adorata poltroncina in pelle beige.
Il primer, con cura
e poi il correttore,
con la precisione e la pignoleria che mi contraddistingue in queste cose,
scelgo un fondotinta, un tono moderato per la mia pelle, ben sfumato
ecco, sì, così…
poi cipria, leggerissima, quasi nulla
ora il fard, anche questo accennato e ben sfumato verso le tempie
Un tocco di terra, delicato: ci siamo
Poi gli occhi
maman diceva sempre che matita ombretto e rimmel
possono rendere lo sguardo più pericoloso di una freccia.
Termino e osservo il risultato: letale.
Ora le calze, con cura, velate come l’incarnato
apro l’armadio: tailleur Chanel con giacca e longuette in denim (splendido)
mi concedo stivali alti un po’ “pazzi” Roberto Cavalli, tacco 14 con lieve plateau,
accessori sempre Cavalli (adoro)
Una piccola borsa al braccio e una valigetta Prada
Raccolgo i capelli alla nuca e mi sorrido con lieve tristezza
Guardando lontano, oltre lo specchio
Apro il portone. Non fa freddo.
Guardo l’ora e sono in anticipo.
Esco, voglio fare due passi. Andrò incontro all’auto di servizio
Lungo il cammino sono circondata da un prato di foglie esauste
senza più pretese di vita
hanno vissuto
hanno esaurito il loro amore
hanno finito il loro tempo
Faccio passi irregolari sì da non calpestarle
ch’esse meritano rispetto
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Questi “fermo immagine” (racconti scritti con molta cura che evocano solo una minuta porzione del tempo del protagonista) sono normalmente pericolosi: è facile cascare nell’inutile.
Invece ti sei riuscita a dare un senso di regalità, di aristocrazia al tuo personaggio, evidenziandolo in modo magistrale.
Chapeau…
Bello, poetico!