Stavo ascoltando una canzone di Harry Styles. Non che io sia un suo fan, ma tutto sembrava una fatale coincidenza. Il brano era “Golden”, e al tempo mi aveva illuminato su molte cose. Vivevo in un piccolo appartamentino, niente di che, nel centro di Milano ed ero molto stanco. Stanco di non poter godermi una casa che non avesse accanto a se i binari del treno, che ogni ora passava e faceva ondeggiare tutto il condominio. Stanco un po’ di tutto. Finché poi non decisi di prendere la mia Fiat 500 e di viaggiare verso sud. Sempre con la stessa identica canzone che suonava. Esplorai quasi tutta l’Italia in quel viaggio di meno di otto ore. Mi resi conto di non aver vissuto veramente fino a quel momento e di aver sempre vissuto il sogno di qualcun altro. Dovetti fermarmi un paio di volte poiché il mio vecchio macchinino perdeva gasolio. Niente di straordinario. Sentivo una strana connessione tra me e il mondo circostante, una connessione quasi magica, come se il mondo mi stesse dicendo : “ Finalmente sei arrivato, finalmente sei tornato”. E arrivai, alla fine, mi fermai in un piccolo paesino della Lucania, ospitato da una gentile signora locale, che aveva una cascina e gestiva molti animali. Mi sdraiai sull’erba tagliata finemente.
Si, quello era un posto per me.
Driiiiiin…Driiiiiin…Driiiin…
Mi svegliai mezzo sudato.
“Si, pronto?”
Subito sbiancai. “Ah, ciao mamma! Quale piacere”… “Ma no mamma! È solo una breve vacanzina!”… “Cosa?! Devo tornare?”…”Devo tornare subito?!”…

Bello questo testo buon pomeriggio.
Molto leggero, volutamente comico per esaltare la natura esploratrice del narratore
Semplice, piacevole fresco come erba appena tagliata e il profumo della libertà che si sprigiona dalle parole di un viaggio fantastico
Cara Micol… è proprio questo il senso del racconto, hai centrato bene il bersaglio! Questo e altri racconti che poi scriverò servono ad identificare la felicità per ognuno, che ovviamente è personale.