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La vecchia Ebe ci ricattò subito, prendendo la palla al balzo, non appena aveva vagliato d’avere le prove sufficienti per non far brutta figura con gli uomini della legge. Ci deve aver fotografato o filmato. O meglio, aver delegato qualcuno di farlo. Noi non potevamo aver sospetto, anche perché tutti attorno a noi erano così gentili, e ci sorridevano. La vecchia doveva avere visto bene me che mi toglievo il soprabito…e Diletta che già era in sottoveste…Ebe avrebbe spifferato tutto a Ciriaco, l’amministratore.

Il complesso Sparapallo era un agglomerato residenziale progettata ai tempi in cui governava la Democrazia Cristiana. Molte crepe c’era in quei governi come nei palazzi, dai cui soffitti grondava acqua come se piovesse. Io stavo pensando a far riparare le crepe dei ponti, in cui il cemento armato si stava disarmando pericolosamente, facendo precipitare calcinacci a pezzi, e lo facevo per evitare incidenti, mica guadagnavo assai, anzi prodigandomi là facevo meno altro che era più redditizio.

Ai tempi dello Sparapallo, quando fu costruito dico, si esigevano costumi castigati (anche se poi alla sera si formavano code d’auto presso i luoghi dove certe fate non proprio decorose esercitavano la millenaria professione…e si sarebbero scorti visi che non ci si sarebbe aspettati, dall’una parte e dall’altra!…) E i costumi casti eran voluti non perché un riformatore giudaico potesse offendersi (che quegli stronzi imperialisti degli antichi romani ormai lo avevano scorticato e lasciato dissanguare quasi 2000 anni prima, facendo azzerare il calendario a tutto il contrito Occidente pentito…Era attestato che si fosse ridestato dalla morte, ma per fare un testo bastava avere uno scrittore più un papiro, non una verità…che fregava uno lassù che facciamo noi quaggiù?’E poi, c’è davvero quel mondo su, questo giù e uno ancor più giù?)

-Davvero potremmo aver vissuto secoli convinti di un mar di cazzate,-sentii dire a un muratore, che o era colto o aveva tuttavia un poco di sale nella zucca,-Neanche tanto convinti, poi…anche se poi è vero che il massimo di trasgressione che avevamo fatto in secoli di vita rispettosa dell’Unico Pensiero è stato incastrare gotici gargoyles luciferini nelle architetture delle virginali cattedrali.-
Di che stava parlando? Credo del desiderio onnipotente d’una criptica proto-massoneria “ante litteram” che già la diceva lunga sul fatto che della retta via…a nessuno fregava un cazzo, e diciamocelo sinceri.

La vecchia Ebe rispettava il signore-gesù, perché ci teneva a andare in Paradiso;ma più che altro rispettava altri signori, più terreni, quelli che si eran trovati il mini-crocifisso sul muro della scuola e parimenti l’avevan bissato loro sulla parete degli asettici uffici, da cui partivano le loro attività più o meno lecite.
Eran questi una specie di Uomini in Nero, ma più squallidi e vuoti. Figli di gente che aveva ereditato i peggiori difetti,e che ci tenevano sia a continuare la tradizione, sia a tramandare ancora tutte le ipocrisie e le storture d’una ideologia plurisecolare in cui ristagnava tutto il peggio d’una Italia malata.

…O povera Italia nostra bella!…

E sì che era chiaro che a far mangiar topi ai nostri avi, a farli fucilare sul posto se solo in un campo di nessuno avessero sottratto un poco di patate per sostentarsi…Chi è che era stato? Il pelato, il grasso e grosso generale pettoruto che raccoglieva spine di grano e bonificava le aree paludose, per guadagnar terreno. Che ci volle grulli filotedeschi, e camerati sodali coi kamikaze. Quello cui il corpo, giustiziato, fu giustamente appeso come un salame e martoriato (e ancora c’è chi lo penserebbe oggi, indecorosamente?) Quello la cui sorella dell’amante cambiò nome da Petacci a San Servolo, per fare cinematografo agevolmente, senza che si potesse far illazione che ciò fosse perché fosse “quella lì”…Eppure c’è chi è nato e restato “azzurro”dopo quelle pagine di giorni bui…anche se ciò significava star dalla parte di parricidi fratricidi, perché definirsi “rossi”è sempre stato un po’ uno scottarsi troppo…

Ma poi, anche oggi chi si affilierebbe a una masnada eterogenea di puttanieri tabagisti, quali son tanti tra quelli della falce e del martello? (E pensare che tutto pareva essere iniziato bene quando gli operai della città gettarono il martello e i braccianti della campagna vi posaron sopra il calcetto, quale saluto fiducioso che valesse come un patto eterno, possibile, impossibile…Ma sarà andato che a furia di rifondare forse non si costruiva niente di niente, pur perseveranza a posar sopra sogni su sogni…)

E io conobbi Diletta dopo che si era fatta suora. Per me, lasciò la tonaca, e attonita scoprì che c’era altro nella vita oltre le litanie, il buio e i silenzi: questa cosa che ci unisce, innanzitutto, e d’altro che non dirò, e di ciò che deve averle aperta la vita come una lama rovente nel burro congelato! Cercai oltraggiosamente nelle cripte del suo convento, intrufolato di nascosto, piegandomi gobbo sotto archi e volte umide e marcite, prove che la Chiesa fosse stata un poco più che “birichina”. Ma invece del “Memoriale di frate Guidobaldo Guinigi” trovai un apparecchio a transistor, il Piramidone, un prisma che mi portò in un’altra dimensione, in un mondo parallelo!

Evitati di incontrare l’altro me stesso, posto che ci fosse, per non turbarci. Si fa così,no,quando ci si trova faccia a faccia coi confini della realtà, giusto?Lessi un po’di libri e giornali, e scoprii che su Terra 2 un tale Matteo Renzi aveva fondato un nuovo partito, che da noi non c’era, e che non c’era stato il Conte Ter! Ma ci pensate?Capii che mi toccava mettere ancora la mascherina , e che non potevo uscire di casa alle 22.
Per il coprifuoco.

(Anche Makiyah Bryant non poteva, neppure per festeggiare il verdetto sul caso Floyd, e si spera che la sedicenne non sia parente di Kobe e Gianna, che quella famiglia per un elicottero precipitato ha già patito…)

…Shock!Because…-
Pazzesco, questi ancora penavano!

Avevano ancora tra i ministri gen facce dei passati governi, e li spacciavano al popolo pecorone come uomini nuovi, giunti unici e soli a rimediar al salvabile, in realtà a riscaldar la trippa bovina ch’essi stessi avevan già lessata, un budello molliccio da dar in pasto anche ai vegani! Tanto, s’era stanchi di fare i riottosi, tranne che per difendere a spada tratta i mancati guadagni delle botteghe chiuse. Per quello il fiato non ci mancava, si stesse sereni. A chiamar quei figuri della vecchia Repubblica era stato nientemeno che l’ex governatore della Banca Comunitaria Europea, divenuto Presidente del Consiglio!
(E’ vero che noi avevamo come presidente americano Dwayne “The Rock”Johnson, ma non ci lamentavamo, governava bene, anche con Tony Cox come vice… Noi vivevamo bene con Grillo, Conte e soprattutto con il mitico Filippo Armaioli Magi che aveva scritto molti bei romanzi ma era “ganzo sodo”anche come politico…)

Qui su Terra 2, Diletta c’era,ma era un’altra. Era una presentatrice tv, e dopo essere stata insieme con un pugile s’era messa insieme con un aitante attore turco. Pareva. Un tale Yaman. Li vidi insieme.
…Shock!Because…
Non ero abituato a vederla con un altro.
Voglio dire, anche se sapevo che non era lei.

Pensai alla Diletta di Terra 1, che mi aspettava, per quel che sapevo,almeno. E stavo per tornare da lei, quando vidi però “Daydreamer-Le ali del sogno”. Folgorato, scordai la bionda e volli partire per la Turchia per conquistare Demet Ozdemir!
Se mi fosse andata male, sarei tornato da Diletta. Col Piramidone. Sempre che fossi riuscito a ripartire, ovvio. Non è che avessi capito bene come si viaggiava nello spazio-tempo. Se questa Terra non mi piaceva, potevo cambiare rotta astrale? O potevo cambiare le cose in quella in cui sarei rimasto?
Mi sa che non è che potessi far molto in tutti i casi,a ben vedere, ma chi son io per sapere come vanno le cose o come devono andare?

Ecco che avvicino Demet. Ho costruito un sintetizzatore vocale che mi traduce il turco. E me lo fa parlare. Devo ricaricarlo ogni sera, e farlo raffreddare quando è surriscaldato. Eccola. Mi avvicino.

Potrei chiederle se viene con me a cena. Per un kebab. Bello speziato, condito e farcito. Una delizia a chilometro zero.
Mi avvicino. E’più bella delle due Dilette, che pure son mica male. Non è che mi vada di stare in Turchia, dove la lingua non è la mia, e dove i diritti umani non so se sono proprio rispettati al cento per cento come si dovrebbe. Ma mi lascio andare dove mi porta il cuore. O la voglia di fia, che sia sia.
Come quel tale di Pisa che si decise, a prender la nave o l’aereo per incontrare Tini Stoessel e
Karol Sevilla, che buongustaio! Chissà se con una delle due ci abbia combinato… Vado a far come lui, e che succede succede. Quanti lokum e baklava potrà mangiare una ballerina, che mi possa mandare In fallimento?
In barba alla vecchia Ebe, e a tutte le bavose barbose come lei.

Ecco,vado.
Bana şans Dile:
Auguratemi buona fortuna.

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FilippoArmaioli

Scrivo su Alidicarta, Meetale e Owntale. Teatro, romanzi e racconti. Su Facebook, ho dei gruppi come"Concorso di bellezza Miss Utopia", I fan del Sugo Besugo. Sono il "Re" di una "Nazione Digitale" ("Utopia").

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