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Come ogni sera, prima di andare a dormire, inizio a controllare la galleria del telefono. Ho fissazioni abbastanza strane, come voler avere tutto in ordine, con ogni foto nella cartella giusta e se necessario, eliminare quelle senza importanza.
Mentre sistemo lo spazio dedicato alla mia famiglia mi accorgo di avere pochissime foto insieme ai miei parenti. Sono una ragazza che quando può, si sofferma sui dettagli, particolari, e per ognuno trova un ricordo. Ogni sera mi fermo a guardare le foto con i miei amici, in particolare con le mie sei più grandi amiche.
In questo periodo di quarantena, sento molto la loro mancanza, poter ridere ed essere felice con loro. Per colpa della pandemia mondiale è quasi un mese che siamo chiusi in casa, e l’unica cosa che ci rimane in questi casi, è contare principalmente su se stessi, e sulla nostra forza di volontà a non cedere e tenere forza per le persone il cui sorriso dipende da te. Spesso non si da importanza, ma in realtà, i ricordi, sia belli che brutti ci aiutano a superare ogni momento di difficoltà.
Decisi quindi di scendere nello studio, e dedicare il mio tempo agli album fotografici, da quando sono nata sino ad ora. Ormai si da troppa importanza, al digitale, ma “toccare” i ricordi con le proprie mani, trasmette sensazioni stupende, ma non tutti se ne sono partecipi.
Mentre sfoglio un album di quando ero piccola, mi trovo davanti a una foto con mia nonna, che è mancata qualche anno fa, mentre ero in seconda media. In quel periodo non riuscivo ancora a mostrare le mie emozioni negative. Se ero felice sorridevo, ridevo, se qualcosa non mi andava bene mi chiudevo in me, non ne parlavo con nessuno, e se ero triste non lo facevo notare, né agli altri né a me stessa.
Però quando mi ritrovai con quella foto in mano, la parte debole in me prese il sopravvento. Non ero mai riuscita a mostrare come stavo davvero al mancare di qualcuno per me importante.
Appena vidi quella foto, i ricordi invasero la mia mente e le lacrime le mie guance. Ma contemporaneamente a tutto ciò sorridevo. Finalmente mi sentivo libera, da un peso che riempiva il mio cuore da molti anni.
Molti ricordi felici vennero a galla.
Io da piccola a casa con mia nonna che gioco coi gattini appena nati insieme a lei; io che mi vesto da ballerina, con il tutù di mia zia, e ballo insieme a lei, sulle note delle canzoni da bambini; io che mi fermo a dormire da lei, e la mattina mangio i cereali, il riso soffiato al cioccolato, con lei; io che mi diverto con i miei cugini più piccoli insieme a lei; io e lei insieme a tutta la famiglia, a Natale, seduti intorno al tavolo ad aprire i regali; io e lei che mi porta a fare shopping; io e lei mentre mi insegna a lavorare la maglia, anche se ormai mi sono completamente scordata i passaggi; lei che mi regala vestiti, ponci e cuffie create da lei.
Ci furono però anche ricordi brutti.
Lei che viene ricoverata, più di una volta. Ha deciso di lottare e soffrire altrettanto solo per trascorrere più tempo possibile con me, mio fratello e i miei cugini.
Ho sofferto molto il suo ricovero, ma non riuscivo a mostrare le mie emozioni. Tenevo tutto per me e ciò mi faceva sentire male perché agli occhi dei miei parenti sembrava non avessi sentimenti.
Una notte è stata ricoverata, stava peggio delle altre volte, ormai era arrivato il momento. I miei cugini sono venuti a dormire da me e a notte fonda mio padre mi raggiunse e mi comunicò la notizia che temevo. Mia nonna non ce l'aveva fatta, il giorno dopo tutti i miei parenti erano distrutti, stavano malissimo. Io però, sembrava fosse una mattina come tutte le altre. Non riuscivo a mostrare alcuna sensazione, e mi sentivo male per ciò.
Ho sempre stimato mia nonna, ha perso suo marito, mio nonno, pochi anni prima che io nascessi, con tre figli, mio padre, e le mie due zie. Nonostante ciò non si è mai arresa, ogni giorno era sempre col sorriso stampato in faccia. Ma le sere in cui stavamo tutti insieme, a cena seduti al suo tavolo, era in quei momenti che la stimavo di più. Se qualcuno arrivava in ritardo, o in caso senza aver avvisato, lo faceva sedere, e aveva sempre il pasto pronto. Bastava guardarla, e le si vedevano gli occhi brillare.
Come quando chiedi a qualcuno, cos'è la felicità per lui, in molti direbbero i soldi, altri che il loro sogno più grande si avveri, se lo chiedevi a lei, ti avrebbe risposto con una sola e semplice parola: famiglia.
Se venisse chiesto a me, direi lo stesso, perché per famiglia intendo i parenti e gli amici. Devo ringraziare lei se ora sono dove mi trovo, mi ha insegnato come comportarmi, e come dare il giusto peso alle situazioni. Anche se le è stata tolta la possibilità di farlo al massimo per tutto, non mi potrei mai lamentare di ciò che mi ha trasmesso.
Credo non ci possa essere mai qualcosa da dire contro i propri nonni. Loro ci trasmettono amore, gentilezza, risate, lezioni di vita, ma cosa più importante felicità.
I momenti più belli trascorsi con loro, penso siano durante l'infanzia, noi ce li ricordiamo di meno, ma loro se li portano per sempre nel cuore.
Non è una novità vedere una foto di nonni insieme ai nipoti, ma è una novità vederne con i bambini che passano il tempo con lo smartphone, perdendosi i momenti migliori con loro, cosa di cui si pentiranno in futuro.
Ad un certo punto, tornai alla realtà, mi resi conto fosse molto tardi guardando l’orologio. Alla fine di questo momento, sono rimasta fissa sull'idea, che i ricordi, sia belli che brutti, sono un pilastro importante della nostra vita, come i parenti e gli amici. In particolare i nonni.
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1 Comments

  1. SaraPeverini
    SaraPeverini

    Bello il messaggio, ma il testo è da rivedere, numerosi gli errori grammaticali (soprattutto il tempo dei verbi che continui a cambiare) e qualche refuso vero e proprio. Però nulla che una buona rilettura non possa correggere. E’ stato comunque piacevole leggerti 🙂