Sei davanti a una giostra. Hai già fatto il biglietto, però non ti decidi a salire. Rimani lì ad osservare. Sarà troppo alto? E se cado? Le persone salgono e scendono dalla giostra euforiche, con l’adrenalina ancora in corpo. Quando sono lì, ad ondeggiare tra cielo e terra, non hanno paura, mi sembra. Amano il rischio, la velocità, l’altezza. E io? Io no, preferisco guardare. Io ho bisogno di avere il controllo, non mi piace l’adrenalina e nè la velocità, io sono al di fuori di tutto questo. Ok, però il biglietto l’hai preso. Ti decidi a salire? Non puoi stare lì immobile a guardare. Già, è vero, non posso. Prendo coraggio, faccio un bel respiro, mi butto. Questa giostra non mi piace per niente, lo sapevo. La realtà è sfumata, nessun punto di riferimento, solo altezze da far paura. Voglio scendere! Fatemi scendere! Il tempo di fare mezzo giro sulla giostra e hai già paura. Ok, allora scendi e rimani lì impalata a guardare la vita che ti passa davanti. Perchè è questo ciò che vuoi no? Goditi lo spettacolo.
E così la vita passa. Nemmeno te ne rendi conto. Certo, perchè sei troppo impegnata a stare al di fuori, a dirti che tu con tutto questo non centri assolutamente niente. Tu non sei come le altre persone, tu sei diversa. Sei una aliena forse? Forse sì, è così che mi sono sempre sentita. Una aliena sulla terra.
Però, bella la tua vita. Uno spettacolo a cui non hai mai voluto partecipare. Brava. Già che ci sei potresti diventare un albero e saresti più utile, non credi? Dì qualcosa, fai qualcosa!
Ci penso, ci ripenso, ci penso di nuovo. Non arrivo a nessuna conclusione logica. Perchè sono così? Perchè la vita e le persone mi fanno così paura? Perchè non sono come gli altri? Perchè mi sembra che le vite degli altri fluiscano come fiumi in piena e la mia invece mi sembra congelata, bloccata? Qual è il senso della mia vita?
Hai vinto alla lotteria allora. Non ti sei mai messa in discussione e pretendi di sapere il senso della tua vita. Ti facevo più intelligente, ma forse non lo sei. Sei rimasta una bambina capricciosa, viziata, che aspetta che le cose belle le vengano servite sul piatto d’argento. Svegliati bambina, non sei la principessa sul pisello. Sei umana come tutti gli altri. Sì, forse un pochino strana lo sei. Però non sarebbe meglio sposare questa stranezza invece di voler essere per forza come tutti??
Bene, hai vinto. In realtà, sono stremata. Essere come gli altri è snervante. E non ce la faccio più. Voglio essere me e basta. Sì, lo voglio. Ma…. io chi sono?
Bella domanda. Potresti iniziare per esempio a considerare quelle che sono le tue passioni. Perchè appartengono soltanto a te. Solo che tu pensi siano di poco conto. Credi che a scrivere siano capaci tutti? O che siano nati tutti artisti? No, mia cara, certi talenti sono solo tuoi e faresti meglio a riconoscerli una buona volta. Non ti sei stancata di dirti che non vali niente? Bè sarai sorpresa nel sapere che non è così.
Già, è andata proprio così. Ti dicono che non vali niente, che sei una nullità e tu non solo ci credi ma fai di tutto per rimanere fedele a quella immagine distorta. Poi, basta una penna su un foglio bianco et voilà. Dove c’erano rabbia, dolore, mancanze nascono parole e disegni. Non sono capolavori ma sono miei, appartengono alla vera me. Un solo gesto mi fa entrare in una bolla magica, in cui io sono la protagonista e posso creare la realtà che desidero. Che bello! L’avessi scoperto prima!
Questa sei tu. E non devi essere nient’altro. Vuoi salire sulla giostra adesso?

Scrivi molto bene e arrivi, brava.
Ti ringrazio sei molto gentile
Mi divertiva andare su anche senza guardare. Con gli occhi chiusi. Aperti , vertigine e paura. Quel che di spaventoso potevo vedere, non potrò vederlo più. Qualcosa è andato perduto.
Bellissima composizione complimenti
Solo tre parole: stupendo, stupendo, stupendo
Ti ringrazio:) sono felice che ti sia piaciuto
Certe giostre non sono proprio per tutti, per molti ma non per tutti grazie al cielo!
A modo mio anche io sono un’aliena ma al contrario di come lo sei tu.
Io vorrei salirci oggi su quella giostra e qualche volta l’ho anche fatto attirandomi le critiche di tutti. Perché? Ma perché non ho più l’età adatta!
Quei leggins, quegli orpelli vagamente gotici e poi quei capelli mechati di blu!!!
Ma credi di essere una trentenne?
No non lo sono ma c’è un problema. Non me ne frega niente.
Tutto questo per dire che è doveroso essere sempre se stessi, fare quello che ci fa stare bene anche se può sembrare anacronistico, strano, squilibrato.
Noi alieni sappiamo bene come le sinapsi colleghino bene il nostro cervello con i nostri pensieri e dobbiamo essere determinati a non permettere a nessuno di inglobarci in quella che viene stereotipatamente definita normalità
Sono d’accordo con te. E penso anche che spesso l’età anagrafica non coincide con ciò che siamo dentro e la nostra maturazione. Quindi è giusto essere se stessi ed esprimersi per ciò che si è a qualunque età, anche se risulta strano, bizzarro, anacronistico