Leggere scrivere e pubblicare Racconti online su Owntale

Una piattaforma ricca di funzionalità dove pubblicare, leggere e scrivere racconti gratuitamente. Mettiti alla prova e raggiungi il punteggio milgiore!

 

“Allora dottore, come sto adesso?”

“Quando è stato ibernato, il secolo scorso, lei era affetto da un male incurabile al pancreas e inoltre buona parte del suo encefalo era stato distrutto da un’emorragia cerebrale”

“Già! Ricordo a malapena quei momenti di indicibile sofferenza. I medici mi avevano dato solo poche settimane di vita, a causa del tumore. Poco prima di arrivare a Milano per il ricovero l’ictus mi ha colpito. Come faccio a essere qua ora?”

“In effetti l’evoluzione di entrambi i mali è stata eccezionalmente rapida. Sua moglie ha contattato i miei predecessori per farla ibernare, nell’attesa che i progressi della scienza medica potessero curarla”.

“Cara Adele, mi chiedo che fine abbia fatto”.

“Morta. Come tutte le altre persona che conosceva: mi dispiace!”

“Quanto tempo ho passato nel grande frigo?”

“Quasi cento anni. Lei è stato il primo a essere risvegliato dal coma indotto”.

La testa mi gira vorticosamente, le parole dell’uomo in camice bianco mi rovinano addosso come una slavina. Sono sveglio da pochi giorni. L’unico ricordo che ho è lo strano polmone d’acciaio nel quale ero infilato come un hot dog nel panino.

“Adesso come sto?” Ripeto “Io stranamente mi sento molto bene”.

“Una volta – mi perdoni il termine poco scientifico – scongelato, mentre era ancora incosciente, abbiamo introdotto nel suo corpo dei nano robot con schema biologico programmabile. Giunti nel flusso sanguigno queste micro macchine hanno cercato ogni singola cellula metastatica e, una volta rintracciata, gli si sono appoggiati sopra e si sono sciolti rilasciando acido solforico per distruggerla. Quindi hanno liberato all’interno della membrana cellulare ormai vuota il suo DNA risanato e rafforzato. In pochi giorni questo ha ripreso il controllo ripulendo la cellula dal male!”

“Fantastico,” ribatto ammirato “ma per quello che riguarda l’emorragia nel mio cervello?”

“Anche in questo caso abbiamo usato dei bot, solo diversi. I microbot hanno drenato il sangue bloccato nel suo encefalo. Dove il danno aveva distrutto i neuroni e le sinapsi abbiamo inserito una catena di nanodroni encefalici elettrici che hanno ricollegato i neuroni rimasti ricreando una struttura in grado di far funzionare nuovamente il suo cervello. Certo, alcuni ricordi sono andati perduti per sempre, altri saranno frammentari ma riteniamo che sia un prezzo equo per tornare dalla morte!”

“Assolutamente. Quindi adesso sono guarito?”

“Lei è sano come un pesce. Oggi faremo l’ultimo check up e poi la dimetteremo”.

“Per andare dove?” La domanda esce spontanea, quasi ingrata verso colui che mi ha ridato la vita.

“Capisco che tutto le sembri oscuro in questo momento. Ha vissuto…sta vivendo un’esperienza traumatica. Per questo, prima di qualunque sua scelta, verrà indirizzato dalla nostra psicologa che l’aiuterà a trovare il suo equilibrio”.

“E come farò per sopravvivere?”

Sorrise “Anche dopo aver pagato le cure e la degenza di criostasi le rimarranno parecchi soldi.  Probabilmente non lo ricorda più ma lei era uno degli uomini più ricchi d’Europa!”

Mi sforzo di ricordare ma le immagini che il mio cervello bionico crea sono confuse, indistinte. Tra tutta quella pletora di inutili ricordi uno sovrasta gli altri per frequenza e intensità: il volto della mia adorata Adele.

“Perché mia moglie non è qua con me, adesso? Perché anche lei non si è fatta mettere in criostasi?”

Lo sguardo del medico si incupisce, guarda a terra imbarazzato.

“Sua moglie è stata una donna sana fino alla morte, avvenuta alla venerabile età di centodue anni. Dieci anni dopo che lei è stato congelato si è risposata…ha avuta una vita lunga e felice. Mi dispiace!”

“Di cosa? Povera Adele, se lo meritava”.

“Ora venga con me, le farò conoscere la psichiatra che seguirà il suo ritorno alla vita”.

“A proposito dottore, com’è là fuori?”

L’uomo si scurì in volto: “Non esiste più un “là fuori”, non come lo conosceva lai! Nei decenni che lei ha dormito in questa base sotterranea tutto è cambiato!”

 

 

1
0
Alcano
About

Cinquantasette anni e un sacco di e-book all'attivo, scrivo solo per passione e per appassionare, per dimostrare che si è sempre giovani per scrivere.

TAGS: -

Commenta il racconto di

Lascia un commento

4 Comments

  1. Roiben
    Roiben

    Mi ricorda “Mondo senza tempo” di Larry Nive. Certo che il dottore, o quello che è, ha un tatto da far paura… O è un robot? “Sono tutti morti!”, ed è un miracolo se non gli è preso un infarto, al poveretto.
    Non ho idea di cosa abbia capito il paziente della spiegazione del medico, dal canto mio ci ho capito davvero poco, ma sono anch’io molto ammirata, soprattutto perché l’hanno scongelato senza incorrere nell’effetto deperimento cellulare come quando scongeliamo le bistecche (chissà quanti batteri ha addosso X°D).
    Bene, è un inizio agghiacciante. Parliamo di futuro distopico? Mi sembra comunque che si vada in una direzione interessante.

    1. Alcano
      Alcano

      Il dottore mi dicono che potrebbe essere un ologramma…oppure no. Ho scritto questa prima parte di getto, solo per testare quanto sarebbero state credibili le applicazioni dei nanobot e comunque la criostasi nell’arco di decenni ha fatto passi da gigante; niente microbi strani, mi aggiungono. Non ho letto il libro che hai nominato ma credo lo farò presto, grazie per il consiglio, i suggerimenti e il tempo che mi hai prestato leggendomi. Molto obbligato.