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Eterno

Non  sono né giovane né vecchia e sto camminando da 15 ore sotto il sole di un ricordo,(e questo a qualcuno ricorderà qualcosa) credo di essere una donna perché  mi penso al femminile ma non ne sono sicura,potrei accertarmene ,toccandomi ma ho paura di scoprire a quale sesso potrei appartenere. Sto camminando su una spiaggia,lo capisco dal mare, dal sole e dalle onde, che ogni tanto mi bagnano i piedi e se li guardo sono piedi di donna, anche le mie orme sono di donna, sono piccole ripetitive solitarie lungo la riva senza fine ma sensuali e calde sotto il cielo. Credo che sia la fine dell’estate o l’inizio dell’autunno ma non ne sono sicura, vorrei che ci fosse qualcuno per parlarne ma la spiaggia è solitaria, desolata ,infinita e così posso solo andare avanti e camminare come solo le donne sanno fare, perché ,potete vederlo anche voi che sono una donna. Non sono né bella né brutta,sono piccola e sola e vado avanti con costante,colpevole lentezza perché non ho futuro ma solo tempo per ingannarlo con questa passeggiata senza fine che sembra un suicidio ad orologeria . Vorrei avere dei ricordi da condividere … che so,una foto scolastica che sorrido in terza fila (  sono molto alta) una gita in bicicletta con il cestino di vimini sul manubrio o un velo bianco di un matrimonio che segna il confine tra il giorno più bello ed il nulla. Non sono ne alta ne bassa ,se sono felice mi sento gigantesca ma su questa spiaggia dove gigante è tutto questo che è al di là di me sono minuscola,come mia madre,che era sempre stanca,fumava molto e veniva dal sud . Ieri notte ero in un locale,un orchestrina suonava e un uomo nel tavolo accanto al mio mangiava del pesce,ad un tratto una lisca deve essersi conficcata   in gola, ha cominciato a tremare e ad annaspare,le sue mani turbinavano in aria come le pinne dei pesci che si arenano su questo muto bagnasciuga,i suoi occhi sembravano esplodere e’ diventato prima rosso,poi blu e alla fine è crollato sul piatto,le braccia aperte come quelle di un gabbiano abbattuto da un fortunale o tradito dal petrolio,l’orchestra continuava  a suonare io ero muta perché rispetto la morte e non lo conoscevo. Non è vero,era ungherese,era mio padre e veniva dal nord,quando ero piccola mi portava grandi bambole tonde con occhi di vetro azzurro,io le buttavo nel mare dagli scogli di questa spiaggia,volevo vedere se diventavano pesci e se riuscivano a nuotare oltre queste onde che adesso sono piccole ma stanno montando e potrebbero trasformarsi in un uragano . Cammino … oltre quella curva,aldilà di quegli scogli insignificanti ci sarà un villaggio,una barca abbandonata,un ombrellone di una coppia  solitaria che cerca romantica intimità,che fa il bagno in questo mare untuoso, nuda e ingannata dal vento non si accorge  che non esiste fine alla deriva e per quanto la spiaggia sembri vicina,il litorale si allontana sempre più, certo,voi lo sapete, io sono piccola in questi casi e non potrei salvarli ma di sicuro riuscirei ad avvertirli e forse troverebbero la strada meno apparente per riguadagnare la costa …. Col fiatone ma vivi. Se ci fossero lo farei,ma io non sono ne alta ne piccola e faccio fatica a distinguere le ombre nel vento e  davanti a me non c’ è nulla solo sabbia  . Alle mie spalle una lunga fila di orme dritta e decisa come solo un uomo sarebbe in grado di rilasciare ma non voglio dubitare del vostro giudizio e non voglio toccarmi e anche se non vi vedo vi sento e voglio fidarmi della vostra confusione . Un tempo avevo un amico,era un poeta che aveva sempre la barba da fare ma non scriveva versi sputava rospi e bestemmie tra gli ingranaggi delle macchine che arrugginiscono sotto il sole di questa spiaggia,che anche allora non finiva mai ,anche suo padre era ungherese e tutte le mattine il vecchio si avvicinava alle onde e specchiandosi si faceva con lentezza la barba,sperava che suo figlio lo imitasse ma credo che si sia consumato di dolore in questa sterile attesa . Sono una donna non sono interessante ma neanche banale e ho due figlie , almeno vorrei averle avute, forse ho solo sognato di loro o forse le ho abortite perché non si conoscessero e non avessero il tempo di invidiarsi misurando il rancore con l’avversa fortuna. Ho due figlie,una è bionda e buona ha capelli lisci e lunghi come gli angeli dipinti sulle navate delle chiese di campagna,occhi pallidi e sereni che sembrano le gocce di questo mare un attimo prima di essere schiuma dell’onda,gioca con una bambola di pezza e canta piano per non disturbare.  Viene dall’ovest,e’ nata al riparo delle barricate mentre la rivolta dilagava e chiedevamo pane per questi figli e vino perché complice la notte trovassimo il coraggio di poterli partorire. L’altra figlia è mora,ha capelli ricci e occhi neri e voraci da lupa in calore,ha strappato la bambola di pezza dalle mani della sorella e la stringe forte come un trofeo,è cattiva e viene dall’est,non ricordo dove è nata,non sono neanche sicura che sia nata ma di sicuro è mia figlia perché ancora oggi le canto le nenie degli angeli e solo quando cade addormentata vedo sparire dalle sue piccole membra la tensione della furia e il desiderio di preda,lei non canta mai ma ride senza vergogna e senza paura. Non ho figlie,non potrei averne, perché non sono sicura di essere una donna e voi siete confusi e non potete garantirmelo, non posso esibirvi il mio sesso,un tempo lo avevo,lo conoscevo ed ora è muto , silente e dubbioso. Sono una donna bellissima,a volte, perché sono alta e non sono banale,ho seni ne grandi ne grossi ma sodi,  che potrebbero sembrare i pettorali di un atleta , se fossi un uomo ,ma non ho nessuna garanzia e non posso darvene,posso solo parlarvi di quelle,che ho dato tante volte,solo per disattenderle . Un amico mi ha detto che su questa spiaggia galattica cammina,da 15 ore,sotto il sole di un ricordo,l’Eterno, le sue orme sono bianche e perfette,ne di uomo ne di donna e svaniscono come polvere ghiacciata di comete siderali,a volte sono calde come di donna,a volte confuse come di uomo o felpate come quelle dei conigli delle fiabe a volte non sono impronte ma solo l’idea che un impronta può avere di se stessa .Ho chiesto,con insistenza,a tanti di voi di farmi parlare con l’Eterno, di darmi il suo numero di telefono,di dirmi dove si ferma a prendere il caffè ma  avete fatto spallucce e vi siete celati timidi dietro a una vaghezza che è solo odiosa reticenza . Ho chiesto all’eremita,che guarda la spiaggia dall’alto della sua colonna di circostanza, mi ha detto che l’eterno non esiste . Ho chiesto a mio padre e al padre del mio amico e mi hanno detto che io sono l’Eterno . Ho chiesto alle figlie delle mie figlie e mi hanno detto che l’Eterno è Dio. Io non ci credo. Cercherò,correndo,di allungare le mie orme … bianche,perfette,che a volte sono di uomo,altre di figlia,poi di donna e quindi di padre ma mai di madre, per raggiungere L’Eterno,per farmi dare tutte le risposte che voi trattenete mute sulle vostre labbra e che si confondono come luce soffusa sulle vostre orme bianche , perfette , eterne.

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Coriolano
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I classici dell'ottocento sono i miei preferiti, adoro la fantascienza e la letteratura sudamericana di solito leggo più libri alla volta ora sto rileggendo Moby Dick e ho iniziato I sonnambuli di Broch

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4 Comments

  1. Vecchietto
    Vecchietto

    Ci sono anche i miei complimenti.
    Se ama la musica sinfonica e non conosce, di Beethoven, l’ouverture dal Coriolano, L’ascolti, ci troverà dentro, mescolate e amalgamate, due tre
    sinfonie dello stesso compositore. Buon ascolto.