È una fredda mattina
d’inverno,
tremano le mani,
bagnate in una gronda
di pioggia.
Cristalli esausti,
sui vetri delle finestre,
Invocano un canto di
quiete.
Il vento di fremiti impauriti
ha piegato le canne,
rovinato i fiori,
ma non il seme.
C’e tempesta di morte,
malattia,
riposa silenziosa sulla
spiaggia,
in compagnia dei gusci.
Siamo stanchi,
prostrati,
per non ringraziare
Dio che la vita non
viva in eterno.
C’e speranza,
amore della vita nel
pugno di terra,
bramosa di radici.

Sarebbe stato strano se fosse stata estate,
Bella poesia
Molto bella, intensa e amara…nella terra si ritrova l’amore, la speranza, le nostre radici
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Non è facile fare poesia rimanendo con i piedi a terra. Il suo è un eccellente risultato.