Lei aveva 8 anni e lui 10.
Lei aveva interiorizzato gran parte delle classiche favole romantiche e attendeva con ansia di essere salvata da un bellissimo principe azzurro in sella ad un fantastico cavallo bianco.
Lui aveva gli occhiali alla Harry Potter, era goffissimo e non riusciva a vedere letteralmente aldilà del suo naso.
Cosa avevano in comune?
Volevano diventare entrambi veterinari, e si calavano parecchio nel ruolo, a discapito dei poveri gattini che se ne scappavano appena li vedevano arrivare.
Lei aveva una cotta per lui, in arrivo sul primo binario.
Lui era troppo preso dal salvare i gattini per notare la sua assistente, un pò insistente.
Lei a 10 anni, lui 12.
Giocavano sempre a fare i veterinari, ma allo stesso tempo, giocavano con gli altri bambini a nascondersi e rincorrersi, ovunque ce ne fosse l’occasione.
Lui aveva tolto gli occhiali e non somigliava più ad Harry Potter.
Lei pensava di amarlo profondamente e lo seguiva come se fosse la sua ombra.
Lei a 14 anni, lui 16.
Lei era una adolescente poco attraente. Nel complesso, assomigliava ad una grande palla rimbalzante, piena di brufoli, e con l’aggiunta dell’apparecchio ai denti.
Lui era un divo da paura. Alto, magro al punto giusto, capelli biondi, occhi verdi profondi. Uno sguardo da mozzare il fiato.
Ovviamente, lei era ancora innamorata persa. Gli scriveva infinite lettere d’amore, lo chiamava a casa e riattacava non appena sentiva la sua voce, si faceva trovare “per caso” nei posti dove lui si incontrava con gli amici per giocare a calcetto.
Lei non era affatto invadente. Era un’innocua stalker.
Lui, di risposta, la salutava con garbo, non rispondeva alle sue lettere, e flirtava con le ragazze più belle e più grandi.
Lei a 16 anni, lui a 18.
Lei era una ragazza timida, non propriamente carina, che non aveva ancora dato il suo primo bacio e giocava ancora con le barbie.
Lui era un ragazzo sensibile, intelligente, con la passione per gli animali. E, diciamolo, era un gran figo.
Lui si era innamorato per davvero. Sì, ma non di lei.
Fine della storia d’amore a senso unico.
E poi?
Passano più di 10 anni e si rincontrano nella maniera più insolita.
Lui si trovava in una clinica veterinaria come tirocinante.
Lei si trovava nella stessa clinica, nella sala d’attesa, perchè la sua cagnolina stava male.
Appena lo vede, pensa di aver avuto una visione, tipo la madonna scesa dal cielo in terra, in versione maschile.
Lui riconosce lei e sorride.
Lei riconosce lui e quasi sviene.
“E’ l’uomo della mia vita. Peccato che sia fidanzato.” pensa lei, andandosene dalla clinica.
Tre anni dopo, a trent’anni ben più che suonati.
Lei soffre per la perdita della sua cagnolina.
Lui, ormai veterinario e single, la chiama per dimostrarle la sua vicinanza e il suo sostegno.
<<Ti va di fare una passeggiata?>> propone lui.
Lei accetta, senza pensare al fatto che anni fa avrebbe dato l’anima al diavolo per sentire quelle parole.
Finalmente, si vedono. Ed è come se si incontrassero per la prima volta. Ricordano i vecchi tempi andati, si raccontano l’uno con l’altra, parlano dei loro sogni, si comprendono e sorridono complici.
“Anche se non posso vedere interamente il suo viso e nè posso avvicinarmi, i suoi occhi rimangono la cosa più bella che abbia mai visto in vita mia.” pensa lei, camminando tra le nuvole.
Alla fine, si salutano, con la promessa di passeggiare di nuovo insieme.
Lei torna a casa tranquilla e serena. Non sente le farfalle nello stomaco e non sente quella passione tipicamente adolescenziale. E’ diverso, ora.
Per la prima volta, non ha cercato di fare colpo, di mostrarsi migliore di ciò che è, di sembrare allegra, carina e simpatica.
Per la prima volta, è stata solo se stessa senza avere alcuna paura.
“Perchè quando mi specchio nei suoi occhi ho la sensazione di essere a casa? E’ forse questo l’amore?”.
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L’ultima frase del tuo racconto esprime in maniera semplice ed efficace come ci si dovrebbe sentire quando si vive un sentimento profondo.
Bello e vero.
Ti ringrazio davvero:) Sì, l’amore dovrebbe essere un “sentirsi a casa”
Bello. Si l’amore è “sentirsi a casa”.
Mi è piaciuto molto, peccato che nella vita non sempre si ha ciò che si desidera.
Bello.
Infatti il più delle volte non si ha questo finale. Per con la scrittura si possono immaginare scenari molto più dolci e sorprendenti. Grazie mille
Grazie, lo apprezzo, molto gentile
Bella, tenera storia che si fa leggere piacevolmente. Grazie