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Ho deciso, non scrivo più; certo, si fa presto a dire ma io una passione, un passatempo lo devo avere!

E neanche ho più l’età per andare in giro su per dei monti alla ricerca dei miei amati, minerali, ormai non ci vedo più tanto bene ed è un attimo a mettere il piede in fallo…che poi, martellare quelle rocce col sottofondo delle urla del padrone del fallo mica è carino…ti deconcentra.

Ho rideciso, mi dedicherò alla mia vecchia passione: il canto.

Dovete sapere che da piccolo mia madre mi aveva iscritto allo Zecchino d’oro perché sosteneva che io cantassi benissimo…cuore (e orecchio) di mamma!

Lo ricordate lo Zecchino d’oro?

Mia mamma mi aveva iscritto nel periodo in cui avevano sospeso la manifestazione per lo sciopero di Mariele Ventre, non si è saputo il perché, almeno finché mia madre non ha ritirato la domanda di partecipazione.

Devo anche rivelare che per qualche anno il canto è stata la mia fonte di reddito.

In quel periodo avevo fatto le cose per bene, avevo aperto la mia partita IVA, comprato un chitarrino da alcuni venditori abusivi pachistani ed ero andato a Roma, perché la buonanima di mia madre mi aveva garantito che nella grande città avrei senz’altro sfondato.

Per la mia prima sono andato in Piazza del Campo dei Fiori e mi sono presentato al padrone di uno dei tanti ristoranti caratteristici della capitale chiedendo: “Vuole che intrattenga i suoi ospiti con canzoni in dialetto romanesco e inflessioni emiliane?”

“Sì”

“Sono cinquanta euro per l’intera serata”.

“Va bene”.

Ma una volta che ho cominciato a cantate quello mi fa “Ti do cento euro se ti cavi di qui e vai a cantare in quell’altra osteria, quella del mio peggior concorrente”.

“Ci sto”.

Mi sono spostato davanti all’altro locale e ho cominciato a esprimere il mio profondo talento; ho rimediato altri centocinquanta euro per smetter subito; questa sì che è classe.

Un paio di anni dopo mi sono iscritto a Sanremo, nella sezione VIP, ricordo ancora che la commissione giudicante era presieduta dalla delicatissima Cristina D’Avena.

“E perché mai dovremmo ammetterti nella sezione VIP?” Mi chiese.

“Perché se va a Roma e guarda bene davanti alle migliori osterie si possono ancora vedere gli aloni delle mie pozze di sangue, sa dopo un po’ quegli stramaledetti osti hanno imparato che è meno costoso menarmi per costringermi a smettere”.

C’è voluto del bello e del buono ma la gentilissima Cristina si dimostrò disposta ad ascoltarmi…adesso, se andate all’Hotel Ariston di Sanremo e guardate bene, nella sala audizioni potrete trovare ancora qualche alone delle mie pozze di sangue…come mena la D’Avena!

Ho deciso, smetto di cantare!

 

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Alcano
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Cinquantasette anni e un sacco di e-book all'attivo, scrivo solo per passione e per appassionare, per dimostrare che si è sempre giovani per scrivere.

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8 Comments

  1. Alcano
    Alcano

    La comicità demenziale è caratterizzata da situazioni e trovate comiche consapevolmente e provocatoriamente assurde.
    il mio maestro in questo è stato il grande Jaroslav Hašek (Praga, 30 aprile 1883 – Lipnice nad Sázavou, 3 gennaio 1923) che, col suo inarrivabile capolavoro umoristico-demenziale e antimilitarista ” Il buon soldato Sc’vèik” è stato in grado anche di dissacrare anche la prima guerra mondiale. Nel mio piccolo ho voluto imitarlo scrivendo un romanzo di fantascienza che ha come protagonista Bartolo, un camionista spaziale che deve trasportare un carico di lavatrici su Marte.

  2. Dilli
    Dilli

    Ciao Alcano, anzitutto grazie per la risposta! Devo dirti che non ho mai letto nulla di post-demenziale e non conosco i comici stand-up, provo a documentarmi meglio su questo stile di scrittura.
    Continuerò a leggerti poiché con la tua spiegazione mi hai incuriosito e desidero approfondire!
    Grazie ancora!

  3. Alcano
    Alcano

    Cara Dilli, il gioco è questo, creare situazioni assurde altamente improbabili che mi consentono di de-razionalizzare , a volta piacciono, a volte no.
    Mi sono cimentato in tanti generi ma questo post-demenziale è quello che mi piace di più, è lo stile di certi comici stand-up che adoro moltissimo.
    Mi rammarico per la tua delusione, ammetto che non sempre tutte le ciambelle vengono col buco.
    Al