“Una giornata di pioggia e in seguito un temporale” disse una ragazzina di nome Agata di almeno tredici anni e mezzo anche se sembra più adulta, sembra che ha più anni per la sua altezza e per il corpo già maturo. Lei ha una fervida immaginazione e dei capelli di diversi colori tra il marrone e il biondo, occhi grandi e di un colore particolare che guardano senza scrupoli la pioggia che cade del cielo senza mai fermarsi.
Lei ha una strana e bizzarra personalità che non tutti possono capire e porta sempre un orsacchiotto di nome Freddy che lei adora.
Lei voleva fare una passeggiata per il giardino ma il tempo non gli lo permette, triste e desolata fa un po’ di meditazione ma niente allora, parla con i suoi genitori vantandosi di quanto lei sia brava in arte, ma niente la noia persiste, fino a che non decise di andare in camera sua, voleva disegnare, voleva trovare una qualsiasi cosa da fare. “Cosa posso fare in una noia cosi assoluta?” Fino a che sentì uno strano rumore di un qualcosa spaccarsi nel muro, si girò e vide una cornice d’oro comparsa lì senza previso, dietro il letto, con tante arrampicanti di colore verde, ma un verde strano, un verde attillante, un verde cristallino, era veramente strano quel colore, un verde che ti invitava ad entrare in quella cornice, come se la chiamava, come se la volesse.
Agata era spaventata e pensierosa sul fatto di entraci, ma ormai era lì, non spariva, non si muoveva e continuava a chiamarla senza sosta con delle vocine stridule di non un ottimo suono. Spaventata, prese il suo orso che cominciava a cambiare colore, in realtà tutta la stanza, tutto cominciò a diventare verde, tranne lei. Spaventata fece cadere l’orso che intanto cominciava a cambiare forma, cresceva, sembrava diventare sempre più umano, sempre più alto, prima diventò più alto, almeno un metro e novanta, poi il suo pelo cascò rivelando un vestito verde giada, una faccia pallida ma bella con capelli marroni scompigliati e corti, delle mani, e dei piedi con addosso delle scarpe, tutto questo avveniva in una fretta da far venire i brividi. Si alzò e la guardò con uno sguardo di tranquillità, la ragazzina ormai senza parole, tremante e spaventata, provate solo ad immaginare come si sentiva. Cominciò a parlare e disse: “Ciao io sono Freddy. Credo che tu già mi conosci e sai che non sono uno sconosciuto, sono il tuo orsacchiotto preferito che non sai farne a meno, oggi andremo nel mondo verde ed io ti accompagnerò, non avere paura Agata”.
Piano piano Agata si calmò e gli rispose: “Va bene, ma ritornerò qui? Ritornerà tutto alla normalità? Senza offesa ovviamente”.
Poi Freddy disse con tono divertito: “Ma lo sai che questo è un sogno vero? Dai, il tempo sta per scadere”. Prese il braccio della ragazzina e la portò dentro la cornice. Agata arrossì come se aveva trovato il suo principe verde poi però si risvegliò dai pensieri perché dopo aver corso dentro la cornice si ritrovò in un paesaggio bellissimo, di cui il verde era il tema. Era un bosco di foglie e di erba simile al colore verde che aveva visto sulle foglie della cornice dorata, sempre un colore verde scintillante e attillante. Poi Agata notò un sentiero fatto di sassi di diversi colori e non solo il verde, era tutto così bizzarro poi disse a Freddy in tono calmo e allegro come se il verde la influenzasse: “E bellissimo, quanto durerà il sogno? Spero otto ore! -Mi dispiace deluderti- disse Freddy -Sogni di questo genere sono brevi, ma te lo ricorderai, appena risvegliata, come una giornata della tua vita”.
“Allora facciamo presto, io andrei in quel sentiero pieno di sassi colorati!” Disse la ragazza in tutta fretta. I due andarono correndo, stando attenti a non inciampare sui sassi, finito il sentiero si fermarono in un villaggio pieno di casette di legno, c’erano dei personaggi piuttosto allegri, tutti piuttosto strani come Freddy, tutti con orecchie sopra la testa di animali, tipo volpe, orso, lupo, agnello e topo tutti molto calmi e con vestiti verdi di tutti i colori. Chi aveva un vestito di colore verde cinabro o verde foresta e molte altre gradazioni di verde. Ad un certo punto notarono la presenza di Agata, poi un signore basso con orecchie da topo si avvicinò dicendo: “Ragazza, non hai un vestito verde?- Poi si fece avanti un altro con le orecchie da lupo-Ti posso dare un vestito verdino se vuoi- Poi intervenne Freddy in un tono che da calmo divenne agitato –Scusatemi, adesso devo portare questa ragazza a prendere un bel vestito verde” ovviamente Agata lo seguì evitando gli sguardi indiscreti solo per un vestito. Andarono verso una casetta di legno verde cacciatore, entrarono dentro la casetta, che era principalmente composta da un letto, un bagno, un tavolino con sotto un tappeto verde e una sedia verde palude con sopra un cuscino. Freddy disse con tono triste: “Il sogno sta per finire ma intanto possiamo stare insieme, ci vorrà un po’ per rivedermi” Agata si avvicinò a lui è lo abbracciò e disse con tono sereno: “Allora divertiamoci, io scapperei dal villaggio e farei un picnic nel bosco verde” poi smise di abbracciarlo e si allontanò lentamente.
“Hai qualche idea per fare questo picnic?” Freddy la prese dal braccio – “Ho avuto un’idea, andiamo dall’albero dalle arance magiche!” Corsero di soppiatto e andarono in mezzo al bosco verde, tutto intorno era buio perché era notte, una notte candida e calma come non mai. Appena arrivati alla fine del bosco c’era questa pianura con un albero di arance al centro, molto particolare. Freddy prese un fazzoletto dalla tasca che pian piano diventava grande e lo stese sull’erba, poi corse dall’albero di arance e ne prese due, ritornò con un sorriso stampato sulle labbra e si sedette. Agata fece lo stesso. “Tieni, apri questa arancia” La prese e la aprì era piena di dolci, Freddy fece lo stesso, ne mangiarono un po’ finchè non finirono in assoluto silenzio.
Freddy disse con tono lieto: “Credo che è ora di salutarci, ci rivedremo! …”
Poi, all’improvviso, il risveglio di Agata con l’orsacchiotto accanto a lei.
