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Il ragazzo si risvegliò in mezzo a un prato, era notte ed intorno a lui volavano piccole lucciole verdi. Di fronte aveva un’alta rupe, in cima ad essa c’era uno strano essere che lo fissava. Aveva una corporatura pressoché umanoide ma presentava delle forme molto particolari per quanto riguardava il suo corpo. Era come una nuvola, c’erano parti molto rotondeggianti, come potevano essere le spalle,le braccia e gli avambracci ma le giunture tra questi erano molto sottili. Lo stesso valeva per le sue gambe e la coda. Questa si concludeva con tre grosse piume, inoltre dalla testa spuntavano tre differenti piume: una normale al centro, a destra una con dei semi cerchi a comporla e a sinistra l’ultima formata da quadrati di varie dimensioni. L’essere, con un gran numero di scricchiolii, allungò il suo collo in avanti sempre osservando il ragazzo. Il suo volto era coperto da una maschera che presentava una serie di scanalature a cerchio che partivano dal centro e sulla fronte spuntavano due corna, anch’esse con le medesime forme del  corpo, che brillavano di un verde smeraldo acceso. Dopo qualche secondo chiese “ Chi sei tu?”. La sua voce era rauca e nel fare la domanda si sporse in avanti aggrappandosi al bordo della rupe con delle dita lunghe e secche. Terrorizzato, il ragazzo rispose balbettando “Mi chiamo…Tom”, “Tom…E come sei arrivato qui?”, con molta difficoltà, Tom rispose “Io non lo so”.Appena finì di pronunciare quelle parole udì una risata che gli fece accapponare la pelle ma la paura crebbe a dismisura quando vide da dove proveniva. La luna dietro all’essere ruotò e mostrò un grottesco sorriso che pietrificò Tom; “Giunto in un luogo introvabile se non da colui che l’ha creato, tu pensi davvero di cavartela senza dirci come sei giunto qui? Hihihihi” cominciò a ridere la luna con voce acuta. “Abbiamo dei modi molto fantasiosi di tratare gli intrusi sai?” disse il mostro che aveva cominciato a scendere lentamente dalla rupe. “Potremmo cominciare con una vivisezione degli arti inferiori, una loro successiva rottura, poi…” il vento iniziò soffiare e davanti a Tom, rivolto verso l’essere, era comparso un uomo. Non indossava nulla se non dei pantaloni molto larghi, una sciarpa stracciata e una maschera con dei buchi per gli occhi stretti ed allungati. “ Che vuoi tu?” disse indispettito il mostro, “Non osare toccare il ragazzo, non è qui per sua colpa”. “E cosa vuoi che mi importi? Ora si trova nel MIO regno, decido io cosa fare di lui. Se non vuoi iniziare uno scontro adesso smetti di difendere inutilmente un essere di cosi scarso valore” il mostro riprese la sua discesa ma l’uomo misterioso, con un gesto fulmineo, mosse il braccio verso il mostro ed un fortissimo colpo d’aria lo  spinse bruscamente indietro. Arrabbiato il mostro si rialzò e disse “Bene se è questo che vuoi…Gudian, disintegralo” La luna spalancò la bocca e sparo un enorme raggio che si diresse verso il ragazzo e l’uomo. Questo, senza scomporsi, disegnò velocemente col braccio una spirale davanti a lui e poi la tagliò a metà con la mano poco prima che il raggio li raggiungesse. Questo si divise in due, lasciandoli entrambi illesi; l’uomo con tono severo disse “Razza di idiota, è il Sommo… che lo ha portato qui ed ha mandato me a prenderlo. Lui è il ragazzo a cui è dedicata l’isola centrale!” A quelle parole il mostro si mutò e per qualche istante osservò meglio Tom, persino la luna aveva perso il suo sorriso. “Adesso, a meno che tu non voglia intralciare ancor di più gli ordini del Sommo…, stattene buono e forse eviterò di menzionare il tuo atteggiamento quando torno a corte”. L uomo fece alzare Tom, dopo di che una folata di vento li avvolse e li teletrasporto istantaneamente in un luogo completamente diverso. Si ritrovarono di fatto a cadere dal cielo, in un primo momento Tom cominciò ad urlare ma l’uomo mascherato lo afferrò e disse “Tom ascoltami attentamente, io mi chiamo Gounji, sono lo spirito guardiano dell’aria, non hai da temere per la tua incolumità in questo momento” ,intanto continuavano ad acquisire velocità, “ stiamo per arrivare al palazzo del Sommo, appena saremo a terra ti spiegherò tutto ma dovrai fare esattamente come ti dico,chiaro?” Tom fece un cenno con la testa. Ormai era questione di secondi e si sarebbero schiantati ma a pochi metri da terra si fermarono con uno scatto morbido e si posarono dolcemente al suolo. Solo dopo essersi ripreso dalla caduta Tom notò l’imponente castello a cui era di fronte. Definirlo enorme l’avrebbe sminuito, solo l’entrata sarà stata di venti metri, l’altezza anche volendo non sarebbe riuscito a misurarla, ai lati c’erano due massicce colonne ricchissimi di dettagli come scanalatura scavate in esse e ghirigori di molteplici colori che vi stavano sopra. Ma ad essere cosi fatto era tutto il castello, ogni zona era ricca di decorazioni luccicanti, tessuti pregiati calavano dal soffitto, gemme di ogni forma e dimensione costellavano ogni bordo, il pavimento da quanto era lucido pareva uno specchio e vi era mobilia fatta di legno molto pregiato pare. Gli occhi di Tom non sapevano cosa guardare, ma il suo sguardo si concentrò sul fondo del salone, dove vide in lontananza quello che gli pareva essere un planetario che veniva costantemente modificato dall’individuo che vi stava al centro. “Colui che vedi laggiù è il Sommo Kunriekka, vieni” incominciarono a camminare per il lungo salone, Gounji cominciò a spiegare “Ha il dono ancestrale di poter governare la materia dei pianeti a suo piacimento, quelle che vedi fluttuare intorno a lui sono rappresentazioni in miniatura di tutte le isole presenti su questo pianeta. Li il Sommo prova varie modifiche, e se queste lo aggradano, le applica alle isole vere. Non appena arriveremo al suo cospetto inginocchiati, parla solo se te ne dà il permesso. Per quanto ti sembrerà quieto e confidenziale dagli sempre del Voi, se devi fare domande ponile in modo cortese. Il suo stato d’animo può mutare in un istante. L’ultima volta un’intera isola è scomparsa.” Con l’ansia che cresceva man mano che percorrevano la sala, Tom domandò intimidito “che cosa lo fece arrabbiare cosi tanto ?” la risposta arrivò dopo qualche istante di silenzio “ lo interruppero”. Arrivati davanti al planetario, che adesso risultava ancora più grande, videro scendere dal centro il Sommo, che levitando, si mise davanti a loro. Gounji si inchinò con la testa volta verso il basso e Tom, con qualche secondo di ritardo, fece lo stesso. “ Sommo Kunriekka, vi ho portato il ragazzo, come ordinato”. “Alza pure lo sguardo Tom” disse il Sommo, la sua voce profonda risuonò stranamente melodica nella testa di Tom, alzò la testa e rimase letteralmente abbagliato dalla visione del Sommo. Era un essere umanoide che emanava una forte luce celeste, lungi forme ed alto almeno due metri, intorno a lui aleggiavano delle vesti molto larghe e pressoché invisibili. Non aveva dei tratti particolari in volto se non degli occhi blu chiari privi di pupilla, dei capelli bianchi che levitavano e un sorriso perfetto .Tom, gli si rivolse cercando di essere il più formale e cortese possibile  “ Vi chiedo scusa ma, io cosa ci faccio qui?” il Sommo fece una piccola risa “mi stai dicendo che tu non hai proprio memoria del perché io ti possa aver chiamato qui?” “No mi dispiace”, “Oh non averne a male, non è un problema grave. Anzi, approfittiamone. Potrai goderti un tour del mio mondo senza pensieri e poi dirmi che cosa ne pensi. Alzati, voglio mostrarti il mio dono.” .Tom venne condotto su di un vasto balcone che godeva di una vista mozzafiato; si potevano ammirare numerose isole di varie dimensioni fluttuare di fronte a loro, e sotto queste, un mare nel quale si riuscivano a vedere passare innumerevoli banchi di pesci di varie forme e colori e più in fondo vi nuotavano creature colossali. “Osserva” il Sommo alzò una mano, e con qualche morbido gesto, si iniziarono a vedere arrivare rocce che si compattavano tra di loro e piano pano formarono una piccola isola. Erano bastati pochi secondi per crearla ed altrettanti ne bastarono per distruggerla, ” posso creare quello che voglio, siano essi pianeti, sistemi interi o come in questo caso delle isole. Anche il pianeta su cui siamo adesso l’ho fatto io, uguale il palazzo. Dimmi, come lo trovi?” Tom fu sorpreso della domanda, perché a un essere cosi potente interessava la sua opinione? “E’ meraviglioso, veramente. Non avevo mai visto niente di cosi maestoso” “ne sono lieto”,  sempre più confuso Tom domandò “ Scusate la domanda, ma voi siete un dio?” lievemente stupito il Sommo rispose “Sono lusingato che tu l’abbia pensato ma no. Per quanto sia incredibile quello che posso fare il mio potere si ferma al controllo della materia, non ho la facoltà di scegliere se ci crescerà la vita o meno, se essa sarà intelligente o no, quanto ossigeno o acqua saranno presenti sul pianeta, ecc. Ad occuparsi di questo sono degli spiriti, nati insieme a me perché mi assistessero nel mio percorso. Due di loro li hai già incontrati. Gounji è lo spirito dell’aria, senza di lui qui non sarebbe possibile respirare o non cadrebbe l’acqua per le piante. E se non sbaglio dovresti aver incrociato Jeonglun al tuo arrivo. Lui si occupa di tutto quello che concerne il mondo astrale degli spiriti ed è esperto nelle arti magiche. Si è di fatti creato un compagno niente male, quella luna terrorizza chiunque arrivi. La sua è una dimensione particolare avvolge questo mondo e fa si che chiunque provi ad arrivare qui passi prima di li, e senza un “invito” non la  si supera.” Si fermò di colpo e divenne serissimo. Si volto verso Gounji e chiese “Jeonglun non ha tentato di ferirlo vero?”la sua armonica voce era diventata fredda ed i suoi occhi si stavano illuminando di un acceso rosso cremisi. “ Sono secoli che gli parlo del suo arrivo. Dimmi che  non ha reagito come se si trattasse di un misero intruso!”. A quelle parole si sentì una scossa colpire il palazzo, Tom  per il colpo cadde terra. “No, guardate non mi ha creato problemi. Mi ha  fatto attendere con lui l’arrivo di Gounji” disse Tom, con l’intento di calmarlo. Il Sommo lo fisso un attimo, poi fece un grosso respiro e si lasciò ad un lungo sospiro di sollievo. I suoi occhi tornarono come prima ed anche la sua voce riprese ad essere armoniosa, “meno male, temevo che il tuo arrivo fosse stato compromesso. Bene, facciamo cosi, adesso Gounji ti farà fare un tour di tutte le isole, fatta eccezione per quella centrale. Quando avrete finito tornerete qui e ti ci accompagnerò io stesso. Spero tu ti diverta” detto questo si rimise in mezzo alle isole mentre Gounji si avvicinò a Tom ed insieme presero il volo. “Permetti una domanda Tom? Perché hai deliberatamente difeso un essere che non conosci e che per di più ti avrebbe torturato ed ucciso sei io non fossi arrivato?” “Bhe, da quel che ho capito è lui che si occupa della difesa di questo posto, da come hai descritto il  Sommo, e da come ha reagito, era chiaro che se avesse saputo la verità la punizione non sarebbe stata leggera. Immagino che se qualcuno qui fallisce nello svolgere un compito da lui imposto, le conseguenze siano piuttosto gravi. Lui stava solamente svolgendo il suo dovere”. “Mh, curioso. Hai molte isole da visitare, quale scegli per prima?”, erano arrivati molto in alto, Tom si guardò attorno e gli saltò all’occhio un isola inondata da una fitta vegetazione “ quella li” Gounji fece un cenno con la testa e si diressero sull’isola indicata.

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