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Dunque, delle mie indiscusse capacità vi ho già parlato, quella della scrittura e quella del canto, ma ce n’è una terza…e una quarta (ma di ciò poscia parlerem, citando il grande scrittore Omero, talmente famoso che hanno dato il suo nome a un osso del corpo umano!)

La mia terza abilità è quella della pittura figurativa e paesaggistica.

C’è solo un piccolo problema, io sono daltonico dalla nascita anche se questa menomazione non ha per nulla intaccato la mia passione.

Certo, i contorni dei paesaggi che dipingevo li disegnavo davvero per benino, ma poi con i colori mi sbizzarrivo, tanto per me, allora come adesso, sono tutti uguali.

A dire il vero no, ci sono grigi più grigi di altri, altri meno rossicci di alcuni e alcuni dei quali non ho capito proprio niente.

I quadri però venivano bene ed erano abbastanza apprezzati dalle persone, soprattutto tra gli ex tossicodipendenti che dicevano spesso di aver visto, nei loro trip, il mondo con quei colori assurdi.

A parte un paio di volte che, mentre dipingevo panorami marini (era il mio periodo Colonia di Riccione) un paio di persone sono passate, hanno curiosato sulla tela e, qualche metro più in là, manifestando la loro profonda e immutabile ammirazione, hanno vomitato anche il fegato.

Brutta cosa l’invidia, lo so bene!

E allora mi sono buttato sulla ritrattistica.

In quel periodo avevo fatto le cose per benino, avevo aperto la mia partita IVA, comprato un set di carboncini e una risma di fogli da alcuni venditori abusivi pachistani ed ero andato a Roma, perché la buonanima di mia madre mi aveva garantito che nella grande città avrei senz’altro sfondato nel campo dell’arte.

Sono arrivato bel bello a Piazza del Campo dei Fiori e mi sono seduto sul bordo della grande fontana ovale, con un cartello con su scritto: Ritratti a poco prezzo, il carboncino lo metto io, la faccia di pirla voi!

Mi sembrava un messaggio simpatico e accattivante.

Si è fermato un turista strano che parlava un italiano talmente biascicato e incomprensibile che mi è toccato chiedergli: “Uzbeko?”

“Ntch!” Ha risposto lui schioccando la lingua (scusate ma con le onomatopee sono una frana).

“Neozelandese?”

“Ntch!”

“Ugro-finnico?”

“Ntch!”

“Insomma, si può sapere da dove viene?”

“De Catagna sugno, famme sto ritratto o te scass a capa!”

Presi il brogliaccio, spezzai un carboncino e poi tracciai il contorno di quella testa ma, come ho detto prima, era strana; cambiava forma a ogni mio battito di ciglia.

Non era solo perché lui aveva uno strano fremito continuo, era la sua testa.

Pochi capelli scompagnati e svolazzati garrivano sbattuti qua e là da un ponentino che trafilava affilato come la lama di un rasoio, una testa a forma indefinita di poliedro irregolare, una barbaccia scarmigliata e due occhi di forma diversa…un vero mostro, specie si aggiungiamo un naso camuso e adunco e la dentatura di un cavallo.

“Tenga, finisca lei” gli dissi dandogli il foglio con lo schizzo del suo capoccione.

Poi sono andato a chiudere la mia partita IVA.

Tornato sull’Appennino ho scelto di dipingere unicamente panorami innevati…solo bianco in tutte le sue sfumature…ma per quel genere di dipinti non c’è molto mercato, piazzato il primo a un signore daltonico quanto me non ne ho più venduto nessuno.

E ho smesso; ma che fare di tanto talento inespresso?

Quindi mi sono buttato sul fantasy, cioè dipingevo le piccole action figure delle varie serie Warhammer per i collezionisti e i giocatori; fantasy, lo dice il nome stesso, quindi anche se coloro uno scheletro di lilla o un orco di rosa confetto, nessuno mi può dire nella.

Mi sono aperto un mercato nuovo pensai, e così acquistai per poco o nulla all’ingrosso quei colori che nessuno voleva: Giallo canarino che ha vomitato i semi di miglio; verde marcio fluorescente; rosa confetto smangiucchiato; carminio oltremare e tanti altri.

Ho colorati i fanti di tutti gli eserciti, gli orchi di tutte le tribù, i draghi di tutti i covi, i nani di ogni stirpe e qualsiasi altro personaggio quel genio svitato di Tolkien aveva creato, o copiato dalle saghe nordiche.

Ne ho venduti un boato nei vari club arci-gay, non so il perché ma in quei posti un cavaliere medioevale conciato come Platinette piaceva moltissimo.

E’ troppo complicato seguire i gusti del pubblico; ho deciso, non dipingo più!

 

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Alcano
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Cinquantasette anni e un sacco di e-book all'attivo, scrivo solo per passione e per appassionare, per dimostrare che si è sempre giovani per scrivere.

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6 Comments

  1. Ignotochi
    Ignotochi

    Carino, mi ha fatto ridere! La scrittura è perfetta, ineccepibile. Vocabili, punteggiatura, come scorre, la chiarezza del messaggio, perfetto.
    Mi piace come intoni l’umorismo dei tuoi racconti, eccede all’improvviso per poi placarsi e seguire un filo molto razionale e logico. C’è molta logica nei tuoi racconti.

    1. Alcano
      Alcano

      Non so se sentirmi più onorato per quello che dici sulla mia prosa oppure per la mia, diciamo sagacia…diciamo!
      Devo anche ammettere che è un “dono” che mi viene naturale, sapessi quanti racconti umoristici ho chiuso nel cassetto.
      Ma prima o poi…
      Ciaone