Leggere scrivere e pubblicare Racconti online su Owntale

Una piattaforma ricca di funzionalità dove pubblicare, leggere e scrivere racconti gratuitamente. Mettiti alla prova e raggiungi il punteggio milgiore!

Amavo mia madre.

Quando tornava dal lavoro, lei era l’unica con cui rivelavo i miei segreti e l’unica che l’unica che li conosceva, in fondo.

Ma ogni sera, invece che stare a casa, con me Priscilla e papà, lei se ne andava, rimaneva da sola, molte delle volte al ciliegio, quello dei Franklin’s, che ogni primavera fioriva con splendidi fiori rosa. Rimaneva lì, a riflettere, e molte volte io la andavo a trovare, finché non la trovai più.

Da lì tutte le risposte che cercavo da una vita, svanirono con lei, l’unica che non mi aveva mai detto niente, nonostante io le avessi rivelato tutto.

 

In poco arrivò l’inverno.

“Pris, dai andiamo!” presi il mio zainetto verde, quello brutto regalatomi da zia Margareth.

“Arrivo, arrivo! Non capisco perché tutta questa fretta!” Pris scese le scale, sempre con la solita solfa.

Presi la mia bicicletta blu, e dissi a Priscilla di mettersi sul porta-pacchi.

Percorremmo in breve tutta la staccionata della trafileria.

“Dove stiamo andando?” Pris dal suo canto non sembrava godersi il viaggio.

“A breve scoprirai”

Arrivammo nel finalmente nel luogo che da tanti mesi volevo visitare.

Accanto ad una vecchia macchina degli anni ’50, stava un piccolo albero, che adesso aveva perso tutte le foglie.

“Ma questo è… ” Priscilla non sembrava avere più parole per quello che aveva davanti

“Sì, è il ciliegio. il ciliegio di mamma”. Una lacrima mi percorse la guancia ghiacciata.

“Il ciliegio per cui mamma abbandono la sua famiglia”

Anche Pris mise lo sguardo a terra.

Mi avvicinai ancora di più all’albero, a quello stupido albero.

E chiusi gli occhi.

“Violet, dovresti guardare”.

Sospirai.

“Non ora, Pris”

Insistette. “Veramente, Violet, guarda!”

Dai rami del piccolo ciliegio germogliarono dei fiori rosa, e il tronco.

Il tronco, sembrava…vivo.

Una venatura dell’albero si aprì, facendo spazio ad un vortice nero.

Pris urlò. Anche io credo che urlai, fino a che il vuoto riempì i miei polmoni.

2
0
TomStone
About

Appassionato nei criteri imperfetti del proprio essere, da sempre forte minimalista, il tutto racchiuso in un forte vortice di domande e interrogativi, che forse non risolverò mai

TAGS:

Commenta il racconto di

Lascia un commento

2 Comments