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Il 26 febbraio usciva il mio primo racconto su Owntale “L’urto del furto”,con il nickname “GanzoPisa”. Ecco la versione aggiornata.

*

Ci fu un urlo disperato dalla villa.
Forse avevano ucciso a sangue freddo il Conte Tarcisio Guidobaldo de’Gentileschi, per sottrargli qualche arazzo, o solo per incuter paura al popolo bue, avvertendolo che tremasse, perché il terrore era tornato a farsi sentire per la voglia d’alcuni (i soliti, si crede) d’arrecar danni per il solo voler far del male (ch’era più facile che far del miele:non occorrevan né le api, né la pazienza). Il corpo del Conte lo trovarono ore dopo appeso su un albero in via dei Tigli. Un pioppo.

Ma a quel che capitò al nobile, non ce ne fregò, si stava pensando ad altri misfatti:gliel’avevan fatta grossa a Poldo.

– Hanno rubato il mio vaso da notte!…Sì, con il mio liquido giallo!-Prezioso, deh…(Umano, intimo e personale, frutto della accurata diuresi dei miei reni, filtranti a dovere! )E sì che si sa che devo bere tanto, per riempire la mia pigra vescica spesso vuota!-

Urgeva rimediare. Ma chi poteva essere stato il ladro ceramico-urico?

Lallo, il minorato del terzo piano, aveva solo esploso una buona peta.
Dieci decibel, e purtroppo odorosa.

Elpidio, quel demente, si era sparato una sega sul terrazzo, mentre gli era davanti il drone con la telecamera accesa, che trasmetteva ciò che visualizzata direttamente in mondovisione, e senza pubblicità.

Pino aveva appena tolto dal forno una fricassea di tordi, allodole e fagiani, e la fidanzata Gina (la vegana) svenne prima ancora che lui le chiedesse se le andasse di condire la pietanza con la solita maionese, o se gradiva meglio Il suo paté di fegato di pavone, appena trito…

Il Marozzi si era suicidato, ma era tanto che diceva di volerlo fare, che alla fine è stato onorevolmente ai patti. Al funerale ci andrà solo Pia la Zoppa, e si siederà su una sedia, da cui cadrà, culo a terra.

Teo Babbeo chiese la mano dell’amata al padre della sposa,Tano Buzzi, di Filicudi, che gliela concesse: si riuscì a fargliela riattaccare, ma senza che riuscisse mai più a muoverla. -Lui la mano, mi chiese!- si giustificò il siculo.

Il Terenzi, del piano di sotto, non ci si poteva credere: era pur vero che bubbolava acidamente, ma non era tanto agile nel prodigarsi a metter mano al pitale. Eusebio Alessi, l’Aiuta-Tutti di quartiere, s’era proposto di rimediare du’ciui, du’asinini per trottarci sopra: su uno che ci montasse lui, sull’altro, il fagotto pieno nella bisaccia, col vaso recuperato ( l’orina, si sperava di non trovarla).

Per cominciare, si entrò nelle case della gente per capire dove fosse il cimelio trafugato. Si bussò, si suonò: nessuno aprendo, occorreva farlo in altra maniera: con un piedediporco, svelse serrande, con un super Gran Martello sfondò porte, con una palla da demolizione cavalcata da Miley Cirus deshabillé (totalement, sans aucune vetement comme dans le celebre video…)
Eusebio spaccò case a randa ( A randa si dice nello slang dei giovani toscani per dire a iosa, a gogo, e boh, verrà dall’inglese “random”, vale a dire a caso?).

Un ciuco morì d’infarto; l’altro fu morso tante volte da teppisti e barboni morti di fame, così tante volte per ciascuno e da così tante persone che era già tanto se alla fine sul marciapiede si poté trovarne un misero ossicino. Ragliò forse anche un generico “perdono”, ma nessuno se ne dette cura, così come s’era ignorato i primi “ih-oh” con cui implorava basta!

Miley nuda volò fino alla piscina, dove cadde a piombo, e meno male che c’era l’acqua, se no frittella-di- Cirus…(il proprietario della piscina fu contento matto di averla, la piscina! Se la trovò con un bel dono dal cielo…)

Eusebio si mangiò di fretta una mozzarella-in-carrozza, ovosa e filante, e spaccando altre case trovò il vaso. La pipì era sparsa per terra. Perché non era stata pulita con cenci? Era quel ladro di vasi un gran sudicio! O forse per lui era quello il tesoro: il feticista andava pazzo per l’acqua-gialla. Si muoveva disinvolto come una biscia, solo in vista d’ottenere della copiosa piscia!

Risolto il caso, Poldo Marinai ringraziò per l’aiuto e riebbe la sua proprietà (tranne quella pipì stesa che evaporò l’estate successiva).

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FilippoArmaioli

Scrivo su Alidicarta, Meetale e Owntale. Teatro, romanzi e racconti. Sono il "Re" di una "Nazione Digitale" ("Utopia").

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4 Comments

    1. FilippoArmaioli
      FilippoArmaioli

      Grazie. In realtà è qui migliorato l’omonimo racconto che fu il mio primo su Owntale, col nickname “GanzoPisa”. Doveva far ridere, e Miley Cirus sulla wrecking ball e il pirale con l’orina erano buoni ingredienti comici. Qui sono aggiunti il nobile, gli sfigati e credo sia nuovo anche il ciuco.

  1. Alcano
    Alcano

    Un racconto non-sense che sventra placidamente molti distinti tratti umani, rimpolpandoli nei difetti dei vari personaggi del tuo universo. Non lessi come GanzoPisa questo tuo parto fantasioso ma sono contento di averlo fatto adesso. L’urina ci mette così tanto a evaporare? Stile perfetto.