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C’è un pacchetto di emozioni racchiuse in ogni uomo, di emozioni sparse in ognuno con ordine differente. Ma le stesse per tutti, finite e definite. Ognuna di queste ha un colore e alcuni colori sono più belli di altri e altri sono meno importanti dei più belli. Ovvio che il bianco, il nero e il rosso sono più importanti di una insulsa tonalità di grigio.

L’amore, la sensazione più importante che ci sia è il colore che forse più ci colpisce, nella nostra palette di colori è quello che prima impariamo a riconoscere e quello di cui più ricordiamo il sapore. Il colore più bizzarro e unico che abbiamo. Fondamentale per noi. Il più ambito e il più confrontato.

E la necessità di dire “Ti amo” è la disperata ricerca di conferma che l’altro abbia lo stesso bizzarro, identico colore in se. È Il ponte che unisce i due pacchetti di sensazioni con una parola di per se priva di significato, ma fondamentale a vedere cosa c’è laggiù. È la porta d’accesso ai colori dell’altro.

Ma la vera importanza sta nella grandezza della sensazione, non nella parola, ma per ignoranza la si vede prima lì che in noi. Ma lasciatemi dire che cercare colori simili è solo un tentativo un po’ pigro di condividere “il bizzarro”, non è altro che aprire una finestra ed accontentarsi di vedere alla fine cosa ci aspettavamo. Breve, veloce, efficace. Ma incompleto.

La completezza nell’amore è invece arrivarci alla fine. Oltre quello che si vede dalla finestra, arrivare a quel colore bizzarro, che come direbbe H. Ph. Lovecraft  è “venuto dallo spazio”, e scomporlo, assaporalo farlo proprio. Senza accontentarsi che lo si condensi in una parola. Che non è sbagliata, ma è incompleta. L’amore è un nuovo colore alla fine, che mischia il tuo al suo e che raddoppia c’ho che prima s’era dimezzato.

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ignotochi
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La mia missione è scrivere il presente e spedirlo al futuro, nascondere il mio tesoro e lasciare una mappa alle persone che vorranno trovarlo.

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