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Avrei potuto cominciare questa storia con una fiaba. Le fiabe sono stupide perché principi e principesse fuori da un libro, cadono e non sanno più rialzarsi. Avrei potuto cominciare questa storia con una favola. Ma le favole hanno una morale e le morali una volta fuori dai libri diventano nostre e cambiano.

Quindi da cosa comincio se vi voglio raccontare la storia di uno che nella vita non era un principe, né un saggio, ma doveva passare la vita su di una corda senza mai cadere perché aveva una grande responsabilità che voi chiamate “equilibrio”.

Le storie possono esser belle o brutte, tristi o felice, ci tengono svegli o ci fanno addormentare. La mia ha fatto addormentare e svegliare gli altri, l’altro, il diverso da me che con l’inganno e la falsità ha rovesciato la curva del mio sorriso. Ho provato tante volte odio nella mia vita, antipatia, disprezzo, invidia. Poi lo incontrai e passò tutto. Aprì il mio mondo per poi richiuderlo in una duplicità che non conosce limiti e non vede orizzonti. Un lasciarsi trascinare dalle apparenze e un vivere autenticamente la propria interiorità. Sono per questo una donna oggi spezzata. Lo sono sempre stata. Ma oggi lo sono con consapevolezza.

L’amore è finito da te, ne è rinato un altro, incompleto, mai concluso, accesso a metà anch’esso spezzato da un entusiasmo trasportato agli eccessi che ha mostrato la parte più infantile di me. Non sono stata capita e non sono stata accettata. Sono stata rifiutata e respinta. Come quando chiudi un sacchetto della spazzatura sapendo di averci messo dentro una cosa sbagliata. Chiudi senza guardare, per dimenticare. Io, il sacchetto, non ho dimenticato. E amo ancora. Amo quella parte di me che stava bene ed era felice quando ti amava. Non mi interessava la corrispondenza, non mi interessava la ricevuta di ritorno. Mi serviva amare, darmi, svuotarmi per smetterla di cucirmi, ricucirmi, coprirmi, ricoprirmi, alzarmi, rialzarmi. Questo è l’equilibrio. Un equilibrio resiliente a cui manca però la capacità di volar via e di dire no. Ancora per poco. Mi solleva naturalmente il non poter perdurare per sempre questo stato violento e lieve. Dove va a finire l’amore quando non c’è più?

 

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