La quarta…ma non ultima…abilità che mi è stata donata a piene mani da Colui che può farlo è quella di cultore e professionista di sport estremi.
Sono stato nella mia lunga carriera pilota di formula uno, pilota di rally, pilota di go-kart, pilota di macchinine a pedali e pilota di matrioske…che sono quelle più difficili da guidare!
Sono sempre stato incredibilmente coraggioso, non ho mai avuto problemi a lanciarmi da un aereo senza paracadute, quelli semmai li ho avuti all’atterraggio.
Ho partecipato tre volte alla Parigi-Dakar, la prima come terzo pilota, la seconda come secondo pilota e la terza come gomma di scorta…
Conscio delle mie incredibili capacità ho comprato da alcuni veditori abusivi pachistani un brevetto universale che mi abilitava per insegnare tutti gli sport estremi e sono andato a Roma, in piazza del Campo dei Fiori, ma lì non c’erano montagne quindi mi sono trasferito a Cortina, anche perché la buonanima di mia madre pensava che scalare un monte fosse meglio dove i monti ci sono…e il ragionamento non fa una grinza.
E così ho aperto la mia scuola di free climbing.
Gli allievi si sono iscritti a decine, quindi alla mia prima lezione ero nervosissimo, anche perché tra di loro c’erano alcune ragazze giovani e bellissime che, coi loro leggins super-attillati mostravano ogni singola curva di quella parte del corpo, brufoli compresi.
Mi hanno fatto perdere la mia proverbiale concentrazione, quindi ho dovuto attendere che la concentrazione migrasse da dov’era in quel momento, al cervello.
Così ho cominciato a spiegare ai miei devoti allievi i primi rudimenti della nobile arte di scalare una parete di roccia solo con la forza delle loro braccia, aggrappandosi come un ragno a ogni singolo e minuto appiglio.
Dopo mezz’ora di teoria siamo passati alla pratica.
“Vai per primo tu”. Dissi a un ragazzotto magrissimo e rosso di capelli, pieno di brufoli che litigavano il poco spazio sul volto con le grosse efelidi brune.
La parete che avevo scelto era un ostacolo facile, inclinato e con molti appigli; una passeggiata, se non fosse che una di quella silfidi che ho appena menzionato, accidentalmente o maliziosamente ancora non so, si è piegata in avanti per allacciarsi una scarpa e lo ha fatto dandomi le spalle e mostrando un tale ben di Dio che io quasi svenni per l’emozione.
Persi la presa sulla corda proprio mentre il ragazzotto lentigginoso, ormai a metà dell’ostacolo, perse la presa e scivolò.
Giuro, adesso che ho finito di pagargli i danni, smetto di fare sport estremi e mi dedicherò all’uncinetto.

Anche questo racconto si è rivelato arguto nei dettagli e spiritoso nell’insieme. che dire, continuo a leggerti…
…e io, per voi, continuerò a scrivere.
Grazie Billiemarini.
hahahha fenomenale 😀
Alcano ti chiedo di motivarmi a scrivere, a darmi dei compiti o cose su cui giocare… so che dovrei fare da solo ma sono quel pigrostudente che potrebbe ma non si applica.
Ciao Albi92mu, ti ringrazio infinitamente per l’apprezzamento, solo non ho ben compreso in cosa io dovrei spronarti. Scrivi già in modo fenomenale, ben oltre le mie capacità e non so come potrei esserti d’aiuto.
Ma se mi aiuti a comprendere meglio, lo farò.
Al
Facciamo così Albi (mi consenti questa confidenza, vero?) io sto scrivendo “tronista fallito”, un altro episodio fallimentare, se vuoi puoi provare a fare altrettanto.
Ciao
Al