Leggere scrivere e pubblicare Racconti online su Owntale

Una piattaforma ricca di funzionalità dove pubblicare, leggere e scrivere racconti gratuitamente. Mettiti alla prova e raggiungi il punteggio milgiore!

Stiga, il mio cavallo, è visibilmente stanco, ha la bava alla bocca, devo assolutamente trovare un posto dove possa riposare e rifocillarsi.

Questa pianura spoglia non mi è mai piaciuta, solo qualche roccia e serpenti, come facevano i musi rossi a vivere in questa schifezza.

Devo trovare un paese, anche abbandonato mi va bene, dobbiamo riposare io e Stiga perché il sole non ci ha dato tregua tutto il giorno.

Il cavallo si ferma, ha sentito qualcosa oppure non ce la fa più…avvicino la mia mano alla fondina della pistola, devo essere pronto a qualsiasi cosa.

Adesso come Stiga sento anche io sento qualcosa, un odore di legna che arde, forse c’è un paese più avanti o forse qualcuno attorno ad un falò.
Sprono il mio cavallo e questi parte al galoppo, nonostante sia molto stanco…… dopo una grande roccia scopro che sulla destra c’è effettivamente un paese!..ohohhh Stiga corri!!
All’ingresso del paese metto Stiga al passo, ho la mano destra vicino alla fondina, non si sa mai.

Vedo un saloon in fondo alla strada, è quello che ci vuole.
Non mi aspettavo un paese abitato in questa terra sterile.
Scendo da cavallo e lascio tranquillo Stiga, senza briglie legate all’asse, io e lui siamo abituati così……………non va da nessuna parte, mi aspetta sempre.
Entro, il salone è ampio, al bancone c’è un uomo corpulento che appena mi vede mi dice: “cosa prendi?”, “per ora acqua per me e per il mio cavallo qua fuori”…. Fa una smorfia ma vedo che prende un secchio lo riempie d’acqua e si avvia verso l’uscita; sono contento per Stiga.
Sento una voce che dice “ti stavo aspettando forestiero”, mi giro e vedo un uomo con una tunica che sembra un saio ed il cappuccio sulla testa; non c’è nessuno oltre a lui.
“Chi sei? Mi conosci?” gli dico, egli non dice niente ma fa un segno con la mano per invitarmi a sedere al tavolo con lui….. non mi fido…. Avvicino la mano alla fondina e mi avvicino, cauto, al suo tavolo.
“Siediti”
Mi siedo, sento l’ansia salirmi su per il petto…forse è meglio che vada via. Ma ho una reputazione da difendere, devo sentire cosa vuole il mezzo frate.
“Stiamo per evacuare il paese” afferma “Prima le donne ed i bambini poi tutti gli altri in grado di cavalcare”………. Pausa………. Abbassa gli occhi e continua……… “Però ci sono molti malati che non possono fare un viaggio in quel deserto di sterpaglia là fuori, morirebbero”….silenzio…. Poi abbassa gli occhi e dice “i malati li lasciamo qui”, abbassa gli occhi e continua….”Tu sei un bounty killer famoso, questi sono 2000 Dollari per te”, mi porge i soldi sul tavolo.
“Tra un’ora andiamo via tutti come ti ho detto, lasceremo i malati nel loro letto…non rimarrà nessun altro”.
Ma io cosa c’entro in tutto questo penso.

Il mezzo frate ricomincia… “prendi i soldi e fai il lavoro per noi”…..silenzio…. “vai nelle loro case e finisci le loro sofferenze, adesso hai capito?”
Certo che ho capito…..
Dopo un’ora il corpulento oste ed il mezzo frate si avviano alla porta, fuori c’è una fila di carri e di uomini a cavallo che li aspettano, c’è un silenzio che mette i brividi, neanche i cavalli nitriscono.
Senza un suono o una parola la carovana si avvia e piano si allontana.
Prendo i 2000 Dollari sul tavolo ed esco.
“Cominciamo da dove finisce il paese Stiga”… e salgo su di lui, esso nitrisce e ci avviamo.

0
0
TAGS:

Commenta il racconto di

Lascia un commento