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Ma come fa? Venti anni che vedo passare macchine sfrecciare, autostrada. Indovina il periodo indovina la direzione. Ma come fa Pincio a chiamarsi così. Ma come fa Francesco a guidare così bene. Ma come fa? Contratto a 22 anni. Ancora non ci credo. Questo non vuol dire che non mi pigliano più per il culo per come accavallo le gambe mentre provo a usare twitter. Ma come fa? Francesco a credere nell’ue. Ma come fa? Buon Natale. Ma come fa Francesco a 16 a voler formare una band? Esattamente vent’anni fa Francesco scartó un regalo impacchettato in modo inequivocabile: tastiera d’acero e corpo di mogano. Cinque dita sei corde no pizzichi basta un plettro di plastica. Primo accordo: sol. Primo capitolo: come ha fatto a formare una band a 16 anni. In cameretta a suonare con Alessandro, pure lui ha appena ricevuto la chitarra, 16 anni. Suonare, parolone. Decidono di prendere delle lezioni. Online. Nella prima divisione della Football League si pareggia costantemente. Lui cerca di intonare un fresco Casablancas, strimpella imperterrito. Tanto mamma è via. A papà – un ingegnere – importa poco della riconferma di Blair. No perdere tempo e incidono una cosa, in due, lui e Ale, la danno a una decina d’amici. Per qualcuno è un no secco, per altri però è una grande cosa, più grande di quello che tengono nei pantaloni, pochi spicci. 5 tracce perfette. Una grande cosa, per qualcuno. Questo importa. Qui ci sono gruppi ovunque. Devono suonare anche loro, dal vivo. Inventarsi qualcosa. Donare le loro opere. Usare sto internet. Niente pagamenti. Solo birrette gratis. Il venerdì, magari. La chitarra ormai se la sono fatta regalare. Mancano i componenti, non si sta in due. Luca suona la batteria. La suona bene mica male eh. Solo che è sempre su di giri. Ma forse anche meglio. E poi conosce un due tre bassisti che potrebbero fare al caso nostro. Cioè loro. Necessitano della base, un basso. Mettono un annuncio o due. Si presenta Andrea, tipo arguto e autoironico, che dovrebbe pure essere sintomo d’intelligenza. Luca l’ha sentito, non si sa come, dice che è bravo, oltre ad essere arguto e di conseguenza intelligente. Andrea come Palladio o che ne so Pirlo. Quindi Andrea entra a far parte de che come si chiamano? Francesco sin da piccino voleva suonare negli ‘animali selvatici’. AS. L’idea sembra potersi realizzare. Non ci sono i testi. Che hanno da dire? La scuola è finita. L’estate è all’entrata del garage vuoto di Alessandro. Lì dentro non la vedono iniziare. Non la vedono iniziare perché le puttane del loro paese continuano testarde a mettersi pellicce e 8000 gioielli, finti finti e finti. Tutto questo mentre i ragazzi si rendono conto di star crescendo, ma di non poter rimanere in paese. Tutti i ragazzi. Compreso Giovanni. Si è introdotto con estrema facilità nella congrega, principalmente perché si annoia. Alessandro lo asseconda. Andrea si fa i fatti suoi. Francesco sogna in grande almeno una volta al giorno per dieci minuti. Il resto del tempo è dedicato alla pornografia. Poi a fine estate Giovanni li abbandona, ma non è proprio un abbandono, indicativo. Fantasticano, ma senza troppa malizia, indicativo. Qualche cosa comincia a funzionare. Si, funzionare ma senza nessuno che canti. Perché Giovanni cantava. Loro non sanno usare la voce. Si divertono, ma devono cercare una persona, di nuovo. Che sia l’ultima però, perché il tempo passa e loro a momenti a suonare soltanto diventano eccellenti, o peggio, cover band. [Tweet in più parti porca vacca] Francesco va dal fratello Sebastiano, ANIMALI SELVATICI gli dice. Sebastiano un po’ scemo risponde che avrebbe preferito NEVE come nome. 2 [adesso che sto a scrivere] E chi dovrebbe cantare secondo te? Sebastiano indica Alessandro, ‘perché un po’ è sexy un po’ è ridicolo’. 3 Luca grande osservatore ribatte ‘ma tu sei un po’ frocio e mezzo innamorato di Ale’. Ale fa finta di nulla si guarda intorno. Sebastiano mentendo spiega. 4 Sebastiano ripeto fratello minore di Fra spiega che non è vero, è che Alessandro è il meno brufoloso è quello più decente. E aggiunge. 5 ‘Siete bravi e belli come la neve, buona fortuna, quello che esce dai vostri pezzi per me è un po’ quello che vivo e un po’ quello che voglio vivere, e ci vedo anche un po’ di prospettivismo, e non c’è niente di più cool, buona fortuna’. Gli altri muti muti. La questione non è chiusa. Luca, seduto sul suo sgabello, masticando la stessa chewing-gum da tre giorni, dice che ‘Bang Bang’ gli garba. Alessandro sposta l’asta di un microfono a gelato ai suoi piedi. Poi appoggia le labbra. Non sa di gelato. Sussurra: ‘he shot me down’. Poi quasi per gioco davvero fanno un paio di cover. Strokes. Vengono da dio. Ma la voce di Ale tiene più brufoli del suo viso. Niente ma, è perfetta così. Ma quando è che suoneranno dal vivo? Che ci vuole per farli suonare dal vivo? Che deve succedere prima che suonino dal vivo? Quattro stagioni e un sacco di corse del bus cancellate. E quindi? Basta con le domande, non poteva andare meglio di così la prima esibizione in assoluto. Hanno fatto un sacco di cover, ridotte perché avevano solo 20 minuti. Fatboy Slim, The White Stripes, The Undertones, The Beatles and Jimi Hendrix (nme). Paga inesistente però contenti contentissimi, perché a quella decina di persone non solo è piaciuto il rock (dura durissima ammetterlo ma FANNO tipo rock), ma si sono proprio divertiti. E basta no? Si. Perché qualcosa nella vita non solo i genitori ti chiedono di farla. Giura, sta mandando curriculum. Una ditta di costruzione di toilettes paga molto bene. E allora Francesco va a costruire cessi. Si si. Perché prima di tentare l’università si l’università qualcuno trova lavoretti in qualche bar qualche giorno sì qualche giorno no e si accettano consigli mettere roba su internet, fino a mo si sono sfiziati, mettiamola così tanti alti pochi bassi, ma qualche progetto ce l’hanno? Tanti bassi pochi alti alti. Ricordate che c’erano un sacco di gruppi? Alessandro e Luca occasionalmente suonavano pure in un altro, pare che vogliano registrare una demo in studio. – Scusa ma sto punto non possiamo registrare pure noi? – Qualcuno dobrebbe provare a chiedere. Non facciamola lunga mettono insieme un po’ di soldi spendono meno del previsto e un amico ‘informatico’ li aiuta a mettere in rete quello che hanno registrato. Detto ciò adesso l’attesa è lunga. Internet era terra desolata irriconoscibile. Se qualcuno chiamava a casa la connessione cadeva. La musica si ascoltava male ma si ascoltava. La cosa può funzionare. Sarebbe il caso di registrare qualcosa di ufficiale. L’attesa è ancora lunga, ma arrivano certe mail. Certo etichette sconosciute, ma comunque etichette! Però ne creano una loro. Luca ripete, un anno dopo: Bang Bang. Perché no. Cinque minuti con noi. Cinque minuti in garage. 500 copie. Ep distribuito in mp3 e in vinile. Fanno anche un mezzo video. Il successo non ancora, sono giovani. Il successo tra pochissimo, sono giovanissimi. Accettano la proposta di contratto di un’etichetta emergente, che si occupa solamente di musica che piace a loro non agli altri. Per il momento il progetto bang bang viene sospeso. Tuttoazzeccato nientedaaggiungere! Interno – Divano garage di Alessandro – Giorno. Fra e Ale siedono comodi. Guardano il nulla. F – credo che i miei genitori siano orgogliosi di me. Insomma se fossi un tossico o qualcosa di simile, non credo sarebbero orgogliosi. Colloquio con l’etichetta, il tipo che poi diverrà il loro mentore parla dei soldi che faranno in maniera spaventosa, spaventati sono i ragazzi, loro manco lo sanno ma la roba su internet gira, questa ROBA gira un altro po’ ed è fatta, il mentore vuole che per i loro vent’anni esca il loro primo Album in Studio. Tutto si aspettavano meno che il Guinness dei primati. Record. Questione di giorni. Sì che gira. Non credono ai loro sensi, forse non realizzano, forse non lo sanno nemmeno. Battono i Gallagher. Gira gira e rigira, lo staff li tempesta di chiamate e girano e girano e gireranno, non sanno che pensare soprattutto che provare, si vende ma che devono vendere loro? Forse performance tour si comincia a parlare di soldi anche di un film di un tour non solo in Italia, ma come fai a spiegare un fatto del genere ma come fai. Dall’Italia battono i Gallagher di Manchester? Eh, tipo. Il conflitto tra il desiderio di mettersi in gioco esponendosi di fronte al pubblico e il timore di risultare inadeguati e di fallire nell’esecuzione della performance. Andrea sviluppa tutto ciò. Lascia. Anni dopo parecchi si sarebbero divertiti tanto tutti al matrimonio di andrea, altro hint abba inutile, xoxo. 3 di notte. Come si fa l’amatriciana? Dobbiamo essere onesti e puri per una volta: guanciale, pomodoro e pecorino. Nient’altro. Hai fame? Forse c’è un supermercato aperto. Ci lavora Nicola. Potremmo chiederglielo. Cosa? Come si fa l’amatriciana. Oppure di sostituire Andrea. Nicola ubriaco pochi giorni prima dell’inizio del tour si fa male al braccio, fa nulla dice che riesce a suonare e si parte è della band. varie pause. Centinaia di persone decidono di andarli a vedere. A volte qualche migliaio. È il momento del primo tour, il gioco si fa serio. Si parte dalla zona di comfort, casa. Ultime due pause, sorry, trust no one. Quindi casa Scerni comune abruzzese poco conosciuto ma che gentrificato è rinato, conta circa la metà di un mezzo milione d’abitanti, tipo trieste mi pare, e loro contano il tutto esaurito e un’amplificazione diciamo mediatica un po’ troppo esagerata. Poi. Si esce anche dalla regione, si esce dal belpaese. Si va in giro per l’Europa. Si vive di questo, e per ora si vive pure così. L’ultimo singolo? Primo posto. Un biglietto che costa 7 euro può essere rivenduto online a 100. Si, si vive pure così. Tutti spingono per un secondo disco, di già? Loro cercano di pensare a suonare bene e basta, suonano bene anche qualche nuovo pezzo, e piace. Troppa gente troppo tutto, pensano anche di fermare tutto e fermarsi così di botto, di già? Si va avanti. Poi. Accaddero un sacco di cose quell’estate. Inzaghi non passó mai la palla a Barone. Alzarono la coppa ugualmente. Un mese dopo, con un nuovo singolo in uscita, gli AS vincono un premio rivelazione dell’anno. È solo l’inizio. Fin. Mio fratello roba scritta con mio fratello, canzonare noi stessi e la storia degli arctic monkey, oltre ad omaggiarlic ome al solito, io non voglio più continuare

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