Come fuoco è il gelido tocco
marchiato di bramosia,
che instancabile mi trascina
giù nel profondo abisso.
Grido.
Se solo mi sentissero
potrei, forse, sfiorare la luce
flebile di salvezza.
Forti son i respiri graffianti
che nel petto mi dilaniano.
Frenesia.
Non riesco a fermare
la forte incombenza
che dall’alto mi svuota
del mio genuino animo.
I suoni sono lontani.
Lacrime.
Occhi si ininodano di dolci acque,
perché dentro so
il mio riflesso mai più rivedrò.
Una voragine buia
mi si para dinanzi e
improvvisamente un velo
cala sul sipario.
Macchia.
Anche sfregando, mai potrò
cancellare dal corpo mio
il pesante fardello cui
costretta ormai sono.
Fetido.
Percepisco la pesante aria,
vento mosso dal desiderio
bramoso al mio corpo
sta, come cappio
ad un collo.
Silenzio.
I rumori offuscati
d’un tratto smettono di urlare.
Il ridondante suono
della innocente melodia nel mio petto
pian piano sempre più
lontana si fa.

Terribilmente descrittiva. Scritta tanto meravigliosamente quanto dolorosa nel leggerla.
Molto bella, si percepisce la tristezza
Poesia tragica e disperata…hai mangiato la peperonata di sera?
Il tocco della bramosia gelido come il fuoco, sembra un controsenso, ma ha il suo valore poetico.😊