Garrula,
becchero’ senza pudore
le tue viscere sgraziate abbandonate senza un senso nel riverbero estivo
e dei tuoi fili d’argento
come cenere,
me ne ornero’ il capo.
Silenziosa,
fissero’ incantata l’infinito dalle tue orbite vuote,
e della tua pace,
faro’ fortini e castelli e e della tua carcassa,
fuochi da bivacco.
Uomo,
che ci facevi su questa terra.

L’ uomo è sulla terra per far parte del semplice ciclo della vita. Esattamente come tutto e tutti. Complimenti per la scrittura, mi è piaciuta
Il pensiero di un rapace che si nutre di un uomo morto ci fa pensare, finalmente, che non siamo i padroni del pianeta.
Mi è piaciuto molto.
Ti ringrazio. 🙏 alle volte ci si chiede cosa può voler dire essere qualcos’altro che noi stessi
grazie a te per averla letta, arrugginita ma dia che pian piano ci arrivo.
Grazie. E’ sempre piacevole leggere una poesia. Momenti brevi ma intensi.
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