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IL CLUB  DEGLI  INCOMPRESI

                        

 

 

 

Al vecchio club degli incompresi dalle porte sgangherate situato  nella zona buia del porto  vi  si radunano tutti i  clandestini in attesa di un imbarco  sulle grandi navi mercantile dirette a New York o  Singapore. In quel luogo oscuro s’ incontra un sacco di uomini più simili a topi   per scambiarsi esperienze  di viaggio, organizzare  festini e bacchetti  improvvisare   manifestazioni canore, alla faccia dei poveri gatti mannari . Il buio della notte inghiotte ogni cosa   ,le luci  fioche illuminano i vicoli lunghi e cupi   ove s’avventurano   marinai   in cerca di donnine allegre possibilmente  bionde dagli occhi  celesti curve sotto il peso del rimmel . In quel locale covo di anime ribelle e clandestine di demoni d’altri tempi si può  vedere seduto fuori o dentro  ai tavolini  del locale  qualche vecchio  filosofo metà uomo metà robot gustarsi  in santa pace una granita di limone  corretta ad olio. Comodamente seduto si   legge   il De Bello gallico o  La critica della ragion pura nei robot di prima generazione di Federico  Kantone parente alla lontana del famoso illustre  Professor Kant .

C’è sempre un aria di festa nel club,  qualche ubriaco viene sempre  sbattuto fuori  a calci dal locale dal  mastodontico buttafuori John detto il mancino poiché tira di sinistro cazzotti alla velocità di centoventi all’ora che ti fanno ritrovare in una stanza di pronto soccorso con un occhio pesto e qualche costola rotta in pochi secondi.

Il padrone del club  è un amicone  Billy  il dritto con alle spalle una fortuna di venti milioni  di euro e tre matrimoni falliti e non so quanti figli messi al mondo sparsi per i cinque continenti.

Sa preparare cocktail  super fantastici  alla nitroglicerina che ti fanno fare il giro del mondo tutto a piedi  in quaranta giorni.

La sua clientela gli è molta affezionata ,l’anno scorso hanno provato a candidare  Billy  alla presidenza  per la Casa Bianca degli ubriaconi . Arrivò terzo dietro   Smith  il lungo secondo al primo classificato William  detto zampa di gallina  perché sa correre  sulla punta dei piedi alla  velocità  supersonica.

In quella occasione ci fù una grande festa per il risultato raggiunto  ,durò tre giorni interi,  furono bevute  milleduecento  bottiglie di  vino prosecco annata  millenovecento ottanta e divorati  tre maiali

insaccati   con  paté d’oca e  anatre farcite   . Avvicinarsi a un filosofo robot  bisogna farlo sempre con attenzione poiché capacissimo  d’invitarti a   sedere al suo tavolino e raccontarti tutta la  storia filosofica del concetto del bello in estetica.  In alternativa ti potrà spiegare  la vita   degli uomini illustri dal  quindicesimo secolo al ventiquattresimo. Per poi passare alla cronologia  del sapere  nell’universo conosciuto  con parafrasi e commenti   atti a chiarire l’origine comune  del senso del sapere ,alla visione degli ultimi  chiarimenti matematici. Una vera crudeltà, un tormento culturale che ti costringe a pensare perché si è ancora vivi dopo tante conclusioni filosofiche.

La mia  filosofia  và sempre  ripetendo  questo vecchio robot gigolò con lunghi anni  di gavetta passati nelle aule  dell’università del varietà e di una semplicità estrema , amare  il senso logico del linguaggio  verbale e corporale per comprendere il significato

del segno in generale.

Sunto della  veggente letteratura del popolo delle caverne.

V’ invito a decifrare  i segni dipinti sui i muri  delle grotte

neolitiche  per comprendere il senso segreto della lotta naturale

dell’uomo primitivo e la grande creazione protozoica .

Un mammut nell’atto di procreare. Un unicorno alato mentre attraversa nel cielo una città di pigmei nani  dell’africa centrale. Tutto ci fa dedurre  la volontà di voler sopravvivere   a se stessi   attraverso questi dipinti  ,messaggio etico e sottolineo storico filosofico dell’essere primitivo . Il travaglio filosofico scientifico emerge  lungo il cammino spirituale per giungere a realizzare se stesso nella macchina  forgiata con il  metallo   alchimia del verbo e della pietra .  Quale  è la differenza tra  l’essere vivente e il suo oggetto creato ?  Niuna, la forma  rispecchia l’originale calco  la similitudine  l’identità parallela  del dettaglio organico.

Ma voi professore siete convinto  delle vostre teorie .

Caro mio il frutto di tali idee è il  risultato di una lunga ricerca filosofica condotta da eminenti pensatori.

Matematici e fisici, scienziati dall’ingegno  eletto creatori

di rudimentali meccanismi che hanno permesso alla nostra civiltà

di divenire ciò che oggi. Lei  deve scusare professore ,la mia ignoranza.  Ma non è stata la sua  decantata   filosofia a  distruggere tre quarti di  mondo attraverso guerre fratricide e  sanguinarie guerre sante?

Ma lasciate stare per una  sera   il pensiero filosofico è si goda lo spettacolo. Questa sera è speciale ,vengono a ballare  un gruppo di ballerine  particolarmente  belle.

Guardatevi in giro ,cosa dite, vedete come sono graziose ?

Donnine di tutte le specie ,di tutte le razze.

La donna è una  intuizione  soggettiva  oggetto  di piacere

e di contemplazione rappresentativa .

Vi ricordate quella infantile  domanda chi è nato prima

l’uovo o la gallina?  Sapete darmi una risposta?

Chi io ,ci mancherebbe professò.

No per carità ve lo ripeto la mia ignoranza  è titolata con lauree e diplomi universitari.

Amico mio la donna è l’introduzione Matematica alla scienza della creazione. Senza le donne professò cosa mai saremmo?

E qui il punto  amico caro nulla saremmo un  nulla.

Professò non so rispondervi a sentire voi mi confondo e quelli

al banco se ne approfittano . Cosa prendete ?

il solito cocktail di tua invenzione.

Un super drink  al tavolo numero cinque.

Si rilassi professore ci vediamo più tardi ,voglio sentire  il suo parere  sullo spettacolo che a momenti sta  per iniziare.

Mi scusi.

Prego.

Nathalì  dove vai?

Si Direttore . Quante volte te lo debbo ripetere ,che non voglio che tu salga in camera con più di una persona.

Cosa ci fai con te due marsupiali  e un homo  gorilla ?

Ma signor direttore hanno pagato per un tetta a tette  tutti e tre .

Basta nel mio locale  non voglio  che succedano cose simili ,

ci sono delle regole e queste vanno rispettate. Chiaro?

Più di tre persone in camera compresa te è vietato entrare.

Quattro sono troppe.

Chi  paga i danni ,  i tuoi clienti . Non voglio vedere letti di mogano finemente lavorati fracassati?   Capisco, per me va bene , ma mi faccia il piacere signor direttore  ci parli lei con  quei tre .

Io non mi assumo nessuna  responsabilità al riguardo del rifiuto.

Ci penso io  tu incomincia a salire in camera. Billy il direttore del locale  s’avvicina  al gruppo con un sigaro in bocca tira fuori all’improvviso  velocemente un mini bazooka dalla tasca  dei pantaloni , un grosso pistolone laser  in pugno chiede spiegazione cosa ci fanno nel suo  locale. I marsupiali sorridendo si scusano

Immediatamente del fastidio e si dirigono in fretta verso l’uscita. Solo Homo Gorilla  digrigna i denti si  batte forte il petto e  urla che rivuole indietro i suoi soldi .

Il direttore gli lancia un casco di banane che lui afferra a volo .

Il peggio sembra passare.

In poco tempo la pace torna a regnare all’interno del locale.

Il vecchio professore di filosofia moderna ,seduto in un angolo ,si

mangia con gli occhi le ballerine  conigliette ,vestite  con striminziti

grembiulini e fiocchetti rossi  legati alle orecchie .

Intanto una comitiva di cittadini della città di un lontano pianeta   viene  letteralmente scaricato all’ingresso del locale.

Entrano uno alla volta.  Ben vestiti con tanto di cravattino

legato all’orecchie.

Al botteghino  vengono offerte dolci al viagra  e pillole al peperoncino.

Il locale  è illuminato  come un vecchio saloon del  Far West .

Con il cartello appeso a una parete con sù scritto :

Non sparate le mosche che escono fuori i buchi .

Per il resto le cose sono sempre uguale ,c’è sempre

un gran movimento di gambe ,lunghe magre ,sensuali. Sgambettanti nell’aria avvizzita dal vizio .

in qualche botola segreta  vengono calati i corpi senza vita

di quelli che avevano strane  intenzioni . I spiritosi d’ogni tempo

I contrabbandieri d’orologi svizzeri,i menefreghisti, i perdenti,

chi non aveva i soldi per pagare il conto.

Il direttore di sala in realtà  un killer professionista   con aria di satiro in calore, meditabondo ,tondo  come una botte piena di vino , s’avvicina alla cameriera del banco.  Gli chiede una birra   bionda e schiumosa.

Tirando fuori una lingua da iguana gli dice.

Come si và Mary  e da un po’ di tempo che non si stà più soli noi due? Billy gira a largo ho un mal di testa che mi fa scoppiare

la fronte ho mille trapani   che mi rullano   intorno alla testa

al suono di valzer e mazurche

Un  diavolo  in testa  che si diverte ad urlarvi  dentro .

Nervosetta stasera ? Tiri calci come una cavalla infuriata.

Mi faceva  piacere sapere come stai . Ma sé non  mi perdi d’occhio un attimo. Come vuoi che stia. Lavoro qui al banco  a servizio dei tuoi clienti  stralunati. Billy fa un passo in avanti la sua  pancia balza e rimbalza come una  palla  in un canestro .

Maria me lo faresti un piacere ,lo sai non  ti chiedo mai nulla. Poiché conosco bene il tuo caratterino ,ma  mi dovresti ricomprare quelle camicie extralarge che mi regalasti l’anno scorso al mio compleanno.

Ti ricordi quelle  rosse e gialle .

Se mi lasci la tua carta di credito ,te ne compro quante ne vuoi.

Sei peggio di una vipera.

Eccoti la mia carta di credito, duble face   di qui prelevi di qui paghi. Con questa puoi comprarti tutto  perfino un grattacielo , un collier di diamanti ,una macchina nuova.

Qualcosa di grazioso per te penso che tu ne abbia bisogno.

Così la smetterai di chiamarmi  brutto  taccagno  strozza galline

e via dicendo.

Io chiamarti così , mai giuro oserei farlo

Che bugiarda se ti ho sentito con queste orecchie ,calunniarmi alle spalle con  la tua collega di banco.

Billy sputa il rospo ,cosa vuoi in cambio per  tanta galanteria.

Nulla non mi credi .Voglio vederti felice  perdutamente felice

nel nostro vecchio  sogno d’amore.

Si baciano teneramente , i due cuori si fondono ,uno strano

Odore intenso soffocante si propaga per il locale seminando

morte per soffocamento, crisi asmatiche ,suicidi colletti.

Nel locale rimangono pochissimo clienti .

Il vecchio filosofo robot continua a bere il cocktail intruglio d’erbe misteriose e oli minerali e  a guardare entusiasta  le gambe delle ballerine conigliette che danzano il can can .

Verso l’una di notte un silenzio sepolcrale fa piombare il locale

in una triste scenografia.

Il fumo killer dei sigari cubani uccidono  a mezz’aria  le mosche in pigiama pronte ad andarsi a coricare sopra qualche lampadario  spento.

Da lontano in fondo al tetro vicolo,  appare una strana barcollante figura . Cerca da due ore un locale ove poter bere l’ultimo bicchiere della sera  trascorsa  nei pub  e nelle  osterie della città . La moglie infuriata dopo l’ennesima lite a causa   d’un mancato pagamento di cambiali la buttato fuori di casa  per l’ennesima volta. Vagabondando da bar a bar e giunto  già brillo al  vecchio club degli errori. Barcolla come una barca a vela in un mare agitato

Vede doppio e continua a fare :  Hic a ogni frase .

Entra  con ai piedi una sola scarpa  . Si siede di fronte al barman

Cercando di metterlo a fuoco si mantiene ferma la testa poi

strofinandosi gli occhi , alza un po’ la voce  e grida: Barman

Hic un doppio brandy alla menta.

Subito Signore .

Non sono  un Signore .

Sono un uomo distrutto dal dolore. Hic. Mia moglie

Mi vuole morto ha messo una taglia sopra la mia testa. Hic.

Si alza in piedi . Chi conosce mia moglie?

Una risatina diabolica  ed ironica corre lungo i tavolini .

Si segga Signore .

Ti ho detto non chiamarmi Signore .

Mi chiamo Henry….Henry Saltalamacchia .

Ok  piacere

Henry eccoti il tuo doppio brandy alla mente e cerca di fare il buono.

Grazie , Caro. Che bel locale e  tu mi sembri una bella pupa.

Henry io sono il Barman .

Oh scusami  ti avevo scambiato  per una ragazza .

Beve tutto d’un fiato il doppio brandy ,rutta spaventosamente ,cacciando in fine una nuvoletta di fumo dalla  bocca.

Improvvisamente sente salire dal basso   ventre uno strano

gorgoglio .Si trattiene.

Il Barman gli indica la toilette . Lui corre.

Entra nel bagno  e inizia a vomitare ogni cosa.

Espelle fuori  tutti i suoi dolori.

le urla della moglie, le botte che gli ha dato con il matterello in testa.

La lettera di licenziamento dal garage dove lavorava

da vent’ anni come meccanico.

Il due in matematica che ebbe in  quinta elementare.

La sua atavica debolezza di fronte alla vita.

Il peso di sentirsi eternamente ultimo.

I tre giorni in cella di sicurezza  passati con un energumeno con una terribile  faccia da bullo.

Le tante  sconfitte che hanno  segnato la sua esistenza.

Le brutte parole  ,i fallimenti pure quelli tanti ,le mortificazioni,

le mazzate prese nel bar precedente ed eccetera eccetera.

Quando ebbe finito  di vomitare ogni male e premuto il discarico. Un mulinello d’acqua rosea scivolò nel buco del water andando a ricongiungersi al grande fiume umorale che attraversa la metropoli. Apre piano la porta del bagno  si riavvicina al banco e torna a ordinare  un doppio brandy alla menta.

Bar…m..a…acc..iden….la  de…intiera mi è

Ca…du…ta  nel……Sei proprio un tipo fortunato Henry

Ridendo il barman gli serve un triplo brandy alla menta.

Cosa che Henry butta giù tutto d’un fiato.

Ride senza denti,  crollando con il  capo sul banco circondato

da cherubini che gli ballano intorno  festosi e ridenti cantando Alleluia, alleluia . Ride il robot e pensa tra sé:

Sono vecchio ma nel mio cuore c’è ancora tanto amore .

Da quando i miei occhi  bionici  si sono posati su quella graziosa

Ballerina Sento strani brividi elettrici ,piccoli corto circuiti  nel mio corpo . Adesso l’invito al mio tavolo.

Cameriere  vuol farmi la  cortesia d’invitare  al mio tavolo quella signorina lì con quel  grande  fiocco rosso.

Dopo una mezz’ora la soubrette si siede al tavolo del robot filosofo è affascinante con due grandi occhi di cerbiatta e due esplosivi seni che traboccano dalla vertiginosa scollatura .

Prego s’accomodi signorina vengo subito al dunque

Ho una proposta  allettante per lei .

Vorrei farla scritturare da un mio amico in una famosa rivista di varietà extraplanetario  a Parigi. Cosa ne pensa?

Mi dica di si la prego. Lei mi prende per la gola.

Non so dirle di no. Ed una volta data la mia parola non torno mai indietro. Provengo da una nota famiglia d’artisti sa.

Mamma era una famosa  cantante neomelodica  .

Mio padre musicista , posteggiatore abusivo, professore di violino trombetta e clavicembalo.

Mio fratello Gennarino  noto poeta  dialettale e pittore minimalista.

Mia  sorella Brigida spogliarellista e sciantosa di compagnie  d’avanspettacolo, specializzata nella mossa  a sedere stretto.

Accidenti se sono bravi come te in famiglia

Dovete essere dei veri fenomeni.

Avete mai lavorato tutti insieme.

L’ultima volta che l’abbiamo fatto.

Dopo aver litigato, per due ore  intere, mamma e finita all’ospedale con tre costole rotte.

Mio fratello Gennarino un giorno intero in cella di sicurezza, per lesioni e minacce. Mio padre a letto con gli impacchi sulla fronte.

Parliamo di qualcos’altro , cosa beve?

Una coppa di spumante con dentro  tante bollicine blu.

Una bottiglia di spumante cameriere.

Si signore.

Si riavvicina il direttore .Vedo che  ha seguito il mio consiglio professore.

Oh signor direttore beh si  chiacchiera . Bene .

Il professore è un caro  cliente  filantropo  molto generoso con le ballerine . Mi fa piacere . Io invece sono bisbetica e dispettosa e se mi gira sono capace anche di mandare a quel paese te ed il professore. Debbo convenire d’essere  un po’  come  l’amore un errore   che adesso ti ruba il cuore or ti ripaga d’ogni dolore.

 

 

 

 

 

 

 

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DomenicoDeFerraro

Scrittore membro dell’accademia degli oziosi e dell’accademia poesia nel Mondo

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2 Comments

  1. FilippoArmaioli
    FilippoArmaioli

    Non siamo al livello di genio dello Stefano Benni di “Il bar sotto il mare”, ma questo raccontino ci avvicina piacevolmente a quel tipo di atmosfere. Molto meglio la prima parte della seconda, e un finale poco sorprendente, direi raffazzonato. Ma la fantasia è tanta e a tratti efficace e “gioiosamente esplosiva”.