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Era proprio strana lei con quei buffi occhiali, che portava solo e sempre in casa… Perché si, si vergognava a farsi vedere con i grossi fondi di bottiglia dalla gente, come se un oggetto indossato potesse in un certo senso farla apparire diversa da ciò che in realtà era. I suoi occhi erano grandi e profondi senza quegli stupidi occhiali. Erano occhi che avevano tanto da raccontare, nei quali ci si poteva perdere e navigare e sognare.

Si, era proprio stranamente perfetta lei, con quel trucco sempre impeccabile, le scarpe abbinate alla borsa, quel suo stile elegante, quella voce sensuale… era brava ad indossare la maschera che con gli anni si era costruita sulle macerie degli errori e degli sbagli di una vita. Non era vecchia ma si sentiva così.

Si, era empatica lei, e quello strano dono l’aveva portata a costruirsi giorno dopo giorno. Era in grado di modificarsi nel dare agli altri ciò di cui necessitavano; sotto certi versi era la geisha che ogni essere umano, uomo o donna, avrebbe voluto avere al proprio fianco.

Viveva i suoi giorni quasi standardizzandoli: sveglia presto, colazione, pulizie domestiche, spesa, cucina, lavoro. Quei gesti meccanici l’avevano salvata nei periodi di dolore, nelle situazioni devastanti… Di converso gli stessi gesti l’avevano gettata nella solitudine più estrema. Una sorta di oscurità interiore la pervade a tutte le volte che pensava alla sua vita. Si sentiva a metà  mai completa, mai realizzata, sempre insoddisfatta, mai all’altezza delle proprie aspettative. Aveva necessità di forti emozioni che potessero scuotere quel nulla in cui giornalmente viveva.

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Elide1977
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Mi hanno sepolto ma ciò che loro non sanno è che io sono un chicco di seme

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