Forse per raccontare qualcosa bisogna essere sinceri, sinceri con il lettore come lo si è con se stessi. Potrei raccontare una marea di cose che vi stupirebbero probabilmente, perchè la mia vita non è stata particolarmente piatta, dovrei presentare entusiasmo facendolo, e creerei un pezzo d’arte (o di merda), che comunque fosse esigua o memorabile dovrei io dedicarvi una parte di me.
Forse è proprio questo che non riesce a noi non scrittori, essere onesti con la carta e l ‘inchiostro e tastiera. teniamo le emozioni per noi stessi. siamo capaci di vivere il momento ma non di raccontarlo una seconda volta. Ed è un peccato, vorrei saper scrivere come fate voi, avere la testa in una dimensione diversa dalla realtà di questo momento, tornare indietro o in avanti nel tempo.e non sentirmi di essere una persona che deve raccontare qualcosa per uno scopo che non vede. Io non vedo quello che vedete voi.
Vedere me stesso con un altro nome, impersonarmi in un mio alter ego alterando temporanemante i ricordi di questo mondo o dando da mangiare ai miei desideri. Tenere questa sorta di euforia per un tempo abbastanza lungo per comporre un romanzo. se dante avesse avuto questo problema probabilmente sarebbe davvero finito a fabbricare carta igienica. Perfavore qualcuno mi ispiri una storia, mi dia dei personaggi suoi e una trama, ed io proverò ad inventare qualcosa che non fa parte di me. è un gioco.
il vostro
Arsenio Lupene

Non male come racconto ,idee particolari
Intanto Ignotochi, sono felice di aver preso il mio primo 7, quella buona donna della marchese al liceo mi dava sempre 5. Inoltre ho deciso di esaudire il tuo stravagante desiderio, e sono d’accordo con il tuo commento positivo. Sono curioso da dove è venuta questa idea, tipo un sogno? però è fica, e non facile.
La Prof. del liceo non era alla tua altezza caro M.
Quanta sincerità! Non è forse questo scrivere bene? È una riflessione che mi è piaciuta molto. Poi perchè devi scrivere un romanzo? Il racconto è molto più breve e forse più difficile e onesto del romanzo talvolta.
Ti cedo una mia idea per un racconto, se questo gioco veramente lo vuoi fare. Sarò breve:
“Un uomo si sveglia in una stanza vuota e non c’è nulla. Lentamente scopre che la gravità in quella stanza aumenta sempre di più fino a schiacciarlo e infine ad ucciderlo.”